Questa settimana al cinema

Continua l’andirivieni nazionale sulla cresta delle onde delle località balneari con (fin dove possibile e almeno per i comuni mortali che i soldi non se li fanno uscire per le orecchie col godimento dell’illecito) migliore rapporto qualità / prezzo, visti gli oscuri tempi di crisi nazionale in corso. Non chiudono i battenti, però, molte sale cinematografiche, soprattutto metropolitane, né le produzioni audiovisive che di far andare in ferie il portafogli, come ben sappiamo, proprio non ne vogliono sentir parlare. Dunque, largo ad un periodo abbastanza associabile alle storiche carestie, almeno per quanto concerne le uscite da grande schermo.

Passando in rassegna La leggenda del cacciatore di vapiri (di Timur Bekmambetov, con Mary Elizabeth Winstead, Dominic Cooper, Rufus Sewell), possiamo sostenere di averne già ampiamente discusso di recente grazie alla relativa fruizione in anteprima cinematografica. Ad ogni modo, ci preme di ricordarvi la potenziale aleatorietà con la quale potreste preferire o meno pagare il prezzo di un biglietto di sala, anche perché la trama ha almeno un paio di elementi capaci di far storcere un po’ il naso. Prima di diventare Presidente ed intramontabile bandiera democratica degli Stati Uniti d’America, Abraham Lincoln ha dovuto vivere l’orrore di veder morire sua madre per mano di una oscura creatura della notte. Determinato nel lasciarsi sopraffare dall’inossidabile sete di vendetta, il giovane si ritroverà ben presto ad affrontare un intero mondo di spaventosi vampiri che, per essere combattuti e possibilmente sconfitti, necessitano di ben altra forza rispetto alla sola caparbietà del protagonista. Si scatenerà, dunque, una vera e propria battaglia (anche di effetti speciali “burtoniani” ovviamente in 3D) senza esclusione di colpi contro le pure forze del male, dal cui risultato (metaforico?) dipenderà il destino e l’identità di un’intera nazione. A voi la scelta.

Scorrendo la breve lista di questa settimana, poi, ci si imbatte in una nuova prova attoriale fornita dal buon Mark Wahlberg, ovvero quella concessa in favore di Contraband (di Baltasar Kormàkur, con, oltre lo stesso Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster e un sempre sottovalutato Giovanni Ribisi; andate a rivedervi Heaven di Tom Tykwer per capire con chi Hollywood non ha mai voluto davvero avere a che fare), puro film d’azione con spunti thriller e, a volte, anche di tono drammatico, da molti già accostato ai migliori lavori di genere di maestri del calibro di Martin Scorsese o Francis Ford Coppola. Il paragone ci sembra anche troppo azzardato ma, ovviamente, non è mai detta l’ultima parola. Fatto sta che la narrazione appare comunque interessante (per quanto, come al solito, abbastanza americanista) nel suo coinvolgere le figure di una guardia di sicurezza e di un ex trafficante di d’alcool che viene tirato di nuovo in ballo nel contrabbando da un amico di dubbia fattura che non si cura dei suoi già abbastanza gravi problemi finanziari. Anche qui, ai posteri l’ardua sentenza. Anzi, magari fateci sapere cosa ne pensate.

Per chi invece non ha alcuna voglia di vedersi sbattere in faccia valanghe di effetti speciali o attacchi d’epilessia da macchina a mano, c’è già in attesa il potenzialmente smielato La memoria del cuore (di Michael Sucsy, con Rachel McAdams, Channing Tatum, Jessica Lange, Sam Neill), dramma romantico ruotante attorno ad un fresco matrimonio, quello tra Leo e Paige, vita comune che sembra sfiorare i limiti della perfezione almeno fino a quando non entra in gioco qualcosa di talmente tragico da comprometterne le basi portanti. Quando, infatti, un incidente automobilistico obbliga Paige a perdere la memoria al risveglio dal coma, questo grave difetto non la aiuta a ricordare nemmeno chi sia l’uomo che le sta accanto e che dice di amarla. La volontà di Leo di ricostruire la loro intera vita insieme per tentare di far riaffiorare in lei almeno parte dei ricordi comuni, però, si scontra immediatamente con le paure della donna e soprattutto con le perplessità della famiglia di lei, man mano sempre più invasiva una volta accertata la possibilità di risanamento di vecchi rancori che, stando ai fatti, Paige non dovrebbe più conservare nella memoria che ormai non ha. La domanda, dunque, è: può una storia d’amore sopravvivere al peggiore dei traumi e a tutte difficoltà che ne conseguono? Scegliete voi se voler rispondere o meno.

Buona visione.

Stefano Gallone

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