Questa settimana al cinema

“Tutti ar mare / tutti ar mare / a mostrà le chiappe chiare”. Ecco trovato un valido slogan per la settimana. Già, perché di uscite cinematografiche, almeno per questi sette / dieci giorni, non converrebbe nemmeno parlare. Fatto sta che il botteghino proprio non vuole vivere nel terrore di vedere completamente vuote le sue tasche. E via, allora, con fenomeni da baraccone imbottiti di effetti speciali al suono di chissà quale (si spera almeno) accenno di trama, controbilanciati, però, sempre e comunque, da qualche prodotto di interesse decisamente più orientato verso un profilo di spessore culturale.

Proprio in tal senso, si parte, dunque, con il curiosissimo Marina Abramovich – The artist is present (regia di Matthew Akers), intenso e coscienzioso documentario, appunto, sulla figura di Marina Abramovich, artista contemporanea tra i più radicali sperimentatori del concetto stesso di arte, soprattutto per quanto riguarda il campo delle “performance”, veri e propri “happening” unici ed irripetibili in quanto eventi singolari ed esperienze collettive spesso inimitabile. Il film, allora, punta a distinguersi come vero e proprio ritratto di una donna incredibilmente magnetica e dalle idee inequivocabilmente intriganti, per delineare quaranta lunghi ed intensissimi anni di esperimenti artistici effettuati (nel vero senso della parola) sulla sua stessa pelle, partendo, dunque, dal concetto primordiale di corpo scisso dalla mente, vero fulcro della performance e artefice di azioni fisiche altrimenti impensabili. Per la precisione, dunque, Akers segue la Abramovich durante la preparazione della grande retrospettiva (datata 2010) a lei dedicata ad opera del Museum of Modern Art di New York. Dal 14 marzo al 31 maggio, nell’ambito di quella stessa retrospettiva, la stessa performer si è resa opera d’arte vivente con una delle performance più lunghe della storia, ovvero The artist is present, durante la quale l’artista è rimasta seduta immobile per sei giorni a completa disposizione del pubblico in una grande sala vuota. Da testare.

Scadendo nei vari sinonimi di inutilità, invece, ci si imbatte, come accennato in principio, in fenomeni da baraccone come, ad esempio, Biancaneve e il cacciatore (regia di Rupert Sanders, con Charlize Theron, Kristen Stewart, Sam Claflin), scellerata rivisitazione in chiave dark (non bastava quella radical chic nelle mani di Julia Roberts) del celeberrimo mito grazie alla quale la figura di Biancaneve assume toni che chiamare epici potrebbe equivalere a blasfemia. Una accattivante Charlize Theron nelle vesti di regina cattiva, dunque, vuole letteralmente eliminare dalla faccia della Terra l’effettiva più bella del reame, donnino che, però, sarà difficile da estirpare al globo terraqueo perché addestrata alla Chuck Norris da un cacciatore contro ogni intemperia. Un vivo ed amichevole consiglio: con quegli otto euro…magnateve ‘na pizza.

Come se non bastasse, anche la potenziale dose d’azione di Freerunner (regia di Lawrence Silverstein, con Sean Faris, Danny Dyer, Seymour Cassel) rischia di scadere nell’inconsistenza, se non fosse, almeno, per una piccola dose di eventuale divertimento derivante proprio dal contesto eroico in cui la pellicola stessa vorrebbe calarsi. In una vera e propria gara in cui il premio consiste nel non essere fatti a pezzi, in sostanza, l’unica possibilità, ovviamente, è quella di vincere. Ryan, per mantenere il nonno in una casa di cura, lavora come custode e, nel tempo libero, partecipa a corse di freerunning, durante una delle quali, però, viene sequestrato assieme ad altri freerunner e costretto, assieme a loro, a partecipare in una gara con, addosso, dei collari esplosivi per il pur divertimento di sadiche figure disumane. Solo chi vincerà la gara non verrà ridotto in brandelli. Fate voi.

Per cercare di riempire gli spiragli di vuoto estivo da più o meno meritate ferie, però, potreste optare, qualora lo vogliate, per le sale di seconda visione, settore che spesso, proprio in periodo vacanziero, decidono di ricoprire anche esercenti principali riservando apposite sale alla riproposizione di pellicole introdotte in circuito qualche mese prima. In particolar modo, il cinema Tibur, sito nel quartiere San Lorenzo, in Roma, si distingue, ormai da diversi anni, per delle vere e proprie rassegne mensili di seconda visione. Quest’anno, il programma, per i restanti giorni del mese di luglio, al solo prezzo di 2,50 euro ad ingresso, prevede le seguenti proiezioni:

12 Luglio – Miracolo a LE Havre: 18:00 – 20:30 – 22:30;

13 Luglio – Una separazione: 18:00 – 20:15 – 22:30;

14 Luglio – Carnage: 18:00 – 20:30 – 22:30;

15 Luglio – Terraferma: 18:00 – 20:30 – 22:30;

16 Luglio – Pollo alle prugne: 18:00 – 20:30 – 22:30;

17 Luglio – Ciliegine: 18:00 – 20:30 – 22:30;

18 Luglio – Hunger: 18:00 – 20:30 – 22:30;

19 Luglio – La chiave di Sara: 18:00 – 20:30 – 22:30;

20 Luglio – Melancholia: 18:00 – 20:15 – 22:30;

21 Luglio – A dangerous method: 18:00 – 20:30 – 22:30;

22 Luglio – Le nevi del Kilimangiaro: 18:00 – 20:30 – 22:30;

23 Luglio – This is England: 18:00 – 20:30 – 22:30;

24 Luglio – The lady: 18:30 – 21:30;

25 Luglio – Marigold hotel: 18:00 – 20:15 – 22:30;

26 Luglio – Il primo uomo:18:00 – 20:30 – 22:30;

27 Luglio – Silent soul: 18:00 – 20:30 – 22:30;

28 Luglio – Pina: 18:30 – 21:30;

29 Luglio – To Rome with love: 18:00 – 20:15 – 22:30.

Buona visione.

Stefano Gallone

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