Questa settimana al cinema

Domanda: era proprio necessario? Certo, una simile richiesta è riferibile ad una moltitudine di casi e situazioni ma, per quanto concerne il nostro ambito, si tratta di un quesito prettamente riferibile ad un certo tipo di produzioni da grande schermo (mainstream, tanto per cambiare). Il motivo per cui si è tanto combattuto per poi, mestamente, portare a termine nient’altro che un nuovo inizio della saga del benedetto Spider-Man, invece di proseguire con un quarto onestissimo episodio (cosa che i fan più accaniti speravano da qualche anno; produzione inizialmente avviata ma poi abbandonata), non è del tutto conosciuto se non in forma di continuo revival da merchandising volto a riscoprire e recuperare qualunque personaggio della storia purché funzionale all’ennesima operazione di marketing. The amazing Spider-Man, dunque, passa registicamente in mano a Marc Webb, già director per la commedia (500) Giorni insieme nonché apprezzato e noto creatore di videoclip per grandi nomi come Green Day, Anastacia, Santana, Good Charlotte, Disturbed, Maroon 5, Hoobastank o Evanescence tra gli altri. A vestire la tuta rossoblu, invece, è Andrew Garfield (già all’opera nel fortunato The social network di David Fincher). La trama del film si delinea dal momento in cui il mitico Peter Parker viene abbandonato dai suoi genitori in tenera età per essere poi allevato dagli zii May e Ben (Martin Sheen). In periodo liceale, Peter si innamora di Gwen, sua compagna di classe. Un giorno, però, il ragazzo entra in possesso di una valigetta che apparteneva a suo padre e inizia ad indagare sulla scomparsa dei suoi genitori, ricerca che lo conduce alla Oscorp, sede di lavoro di uno scienziato amico di suo padre ma, mentre curioseggia in giro, Peter viene morso da un ragno geneticamente modificato che gli conferisce strabilianti poteri. A detta di qualcuno, l’impostazione della pellicola dovrebbe essere ben più cruda rispetto ai primi tre episodi di firma Sam Raimi. Di qui a paragonarlo, però, al Batman di un certo Christopher Nolan ce ne vuole un po’. Fate voi.

Sul versante commedia, invece, gli stati Uniti ci propongono Quell’idiota di nostro fratello (di Jesse Peretz, con Paul Rudd, Elizabeth Banks, Zoey Deschanel, Emily Mortimer, Steve Coogan), pellicola incentrata sulle vicende del buon Ned, ex galeotto con, alle spalle, anni e anni di prigione in seguito a ripetute compravendite d’erba, il quale, di punto in bianco, si trasferisce da ognuna delle tre sorelle mentre tenta di riappropriarsi, in qualche modo, di un barlume di vita sociale. Le sue intenzioni bonarie, però, poiché dotate di una comunque buona dose di idiozia, finiranno per mettere l”intera famiglia sull’orlo del caos.

Sempre di produzione d’oltreoceano, invece, arriva nelle sale italiane la pellicola drammatica The way back (di Peter Weir, già autore di almeno due capolavori come i celeberrimi The Thruman show e L’attimo fuggente; con Dragos Bucur, Ed Harris, Colin Farrell), basata sul romanzo The long walk di Slavomir Rawicz. Il film, ambientato nel 1939, narra di un tenente dell’esercito polacco accusato di spionaggio il quale, dopo ben 25 anni di lavori forzati presso un gulag siberiano, organizza un’evasione assieme ai suoi compagni per avventurarsi in una disperata fuga che dovrebbe portare tutti, dopo migliaia e migliaia di chilometri, in India dopo aver patito fame, gelo e malattie. In questo complicatissimo percorso, tutti i personaggi avranno modo di stringere rapporti d’amicizia molto particolari, nonché un inedito e sostanziale spirito di fratellanza.

Da una coproduzione tedesco-franco-ungherese, invece, arriva nello stivale l’interessantissimo Womb (di Benedek Fliegauf, con Eva Green, Matt Smith, Lesley Manville), racconto drammatico / romantico che unisce le proprie potenzialità agli elementi fantascientifici relativi al tema della clonazione pur senza, però, fare alcun riferimento all’utilizzo di effetti speciali, tanto da essere definito come un film di “fantascienza filosofica”. Proprio delicatamente filosofico ed universale, infatti, è l’approccio attraverso il quale il regista ungherese tratta i profili di Rebecca e Tommy, teneri amici infantili ma ardenti amanti in età adulta, momento in cui il fuoco della loro passione è, però, di breve durata a causa di della morte di Tommy in seguito ad un incidente. Rebecca, dunque, straziata dal dolore e completamente incapace di vivere senza il proprio amore, ricorre alla genetica per farsi impiantare nell’utero un “nuovo Tommy”. Isolata in una piccola località costiera, dunque, Rebecca vive con il piccolo Tommy dedicando a lui anima e corpo. Ma, ovviamente, la donna si renderà conto che non potrà tenere segreta ancora per molto la reale identità del piccolo sia al figlio stesso che a chi le sta intorno. Riuscirà a proteggere il suo frutto dal pregiudizio della gente nei confronti dei cloni? E soprattutto, quando il piccolo Tommy arriverà ad essere perfettamente uguale all’amato, come affronterà il rinascere delle sue immortali pulsioni affettive? Potenzialmente consigliabile.

Infine, tanto per lasciarci momentaneamente nel più totale disimpegno (prassi quotidiana, ormai), Cena tra amici (di Alexandre de la Patelliére e Mathieu Delaporte, con Patrick Bruel, Valerie Benguigui, Charles Berling) ci aiuta a non pensare grazie alla messa in scena (appunto) di una cena alla quale partecipano un futuro padre con amici e familiari in una confortevole casa ubicata in un quartiere benestante di Parigi. Sembra essere, a tutti gli effetti, una serata tranquilla, almeno fino a quando una banale domanda sul nome del nascituro avvia una catena di equivoci e rivelazioni inaspettate che, in un certo senso, renderanno la serata indimenticabile.

Buona visione.

Stefano Gallone

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews