Questa settimana al cinema

Cosa spinge un regista a chiamare a sé per la (nientemeno che) ottava volta (forse ne manca anche qualcuna al conteggio) sempre lo stesso attore ormai divenuto ben più che un feticcio? È il caso del buon Tim Burton con il gotico Johnny Depp per il nuovo Dark Shadows, in arrivo nelle sale a partire dalla prossima settimana. Pertanto, ce ne occuperemo a tempo debito: ci preme solo sottolineare il rinnovato rischio non veder rinvigorire un eventuale interesse (se ne esiste ancora uno) nello scegliere di pagare un biglietto per vedere, per l’ennesima turnata, volti più che noti con il relativo rischio di non credere più ad una parola né ad un accenno di gesto da essi compiuto e dalla macchina da presa immortalato con l’aiuto di effetti speciali e scelte fotografiche ripetitive e, ormai, non più così entusiasmanti. Staremo a vedere.

Nel frattempo, ragazzi e, perché no, anche adulti possono dilatare giornate scolastiche o lavorative con Hunger games (regia di Gary Ross) con, nel ruolo di protagonista assoluta, la brava Jennifer Lawrence, ormai maggiorenne e consolidata nuova star hollywoodiana (anche se, forse, un po’ più a suo agio in ruoli drammatici come accaduto per The burning plain di Guillermo Arriaga e, soprattutto, per l’ottimo Un gelido inverno di Debra Granik) qui al fianco di tutt’altro che inferiori caratteristi-coprotagonisti del calibro di Stanley Tucci o Elizabeth Banks, per non parlare, poi, degli esordi su grande schermo di un certo (e comunque discutibile) Lenny Kravitz. Ad ogni modo, la pellicola sviluppa la sua narrazione attraverso l’adattamento della trilogia letteraria firmata Suzanne Collins e basata sulla storia di una ragazza sedicenne, Katniss, di estrazione povera ma divenuta gladiatore in uno strambo reality show in cui il perno principale è il continuo combattimento all’ultimo sangue tra coetanei. Il tutto, in un territorio che equivale a quel poco che è rimasto degli Stati Uniti, finiti sotto il dominio di un governo ben più che autoritario.

Prodotto dal quale, invece, vi consigliamo vivamente di astenervi, fin dove possibile (a meno che non vogliate proprio pensare a niente di niente in compagnia di qualche amico ancora più spensierato di voi), è l’ennesimo capitolo della serie American Pie (per la precisione, l’ottavo), ovvero Ancora insieme (regia di Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, con Jason Biggs, Alyson Hannigan, Seann William Scott), nuova ed immortale accozzaglia di gag onestamente poco creative e unicamente incentrate sempre e solo sull’argomento che tutti unisce (il sesso e i suoi derivati psichici), stavolta trapiantata in un periodo in cui gli ormai noti ragazzacci mai cresciuti (chi sposato, chi felicemente autoerotomane) proprio non riescono a fare a meno di francamente tristi soluzioni da commediografi in seria crisi di identità. Comunque sia, sempre a voi sta la scelta.

Allo stesso modo, salvaguardatevi bene anche dall’inutile Gli infedeli, film collettivo (chissà chi ci avrà creduto veramente) per la regia di Emmanuelle Bercot, Fred Cavayè, Alexandre Courtes, Michel Hazanavicious, Eric Lartigau e Gilles Lellouch, una delle peggiori scelte partecipative che un ormai grande attore come il premio Oscar e Palma d’Oro Jean Dujardin poteva selezionare (anche lui pure come regista) per la sua brillante carriera, poiché consapevolmente coinvolto nella solita marmaglia di sornioni (e, anche qui, ben poco simpatici) tradimenti e cornificazioni ad episodi giocati su una tragicomicità tutta da discutere. Probabilmente vi è un’unica nota di merito: presente anche Guillaume Canet, Marc’Aurelio come miglior attore all’ultimo Festival del Film di Roma.

A tentare di rimettere in sesto, infine, un weekend di uscite, come si noterà in linea di massima, non del tutto soddisfacenti, a meno che non si voglia far svagare la mente a suon di leggerezze o effetti speciali al fulmicotone, arriva l’indipendente Chronicle (regia di Josh Trank, con Dane DeHaan, Alex Russel, Michael B. Jordan, Michael Kelly), storia di tre giovani, Andrew, Matt e Steve, che, in seguito alla casuale esposizione a quelle che sembrano vere e proprie radiazioni provenienti da un blocco di cristallo trovato in un buco nel terreno, scoprono di essere dotati di poteri telecinetici che permettono loro di muovere piccoli oggetti, volare e creare campi di forza intorno a sé. La loro abilità cresce col tempo e con l’esercizio, ma il dilemma diventerà la necessità di dare un senso a tutti questi doni sovrannaturali.

Buona visione.

Stefano Gallone

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