Questa settimana al cinema

Era il 1977 quando George Lucas dava inizio al suo progetto cinematografico più ambizioso in assoluto, nonché a ciò che sarebbe rimasto negli annali della storia a ventiquattro fotogrammi al secondo come il primo grande esempio di saga fantascientifica a sbancare letteralmente i botteghini. Ventidue anni dopo, il buon Lucas, non soddisfatto delle continue riedizioni e degli interminabili restauri delle sue tre pellicole di culto, sentì l’esigenza di girare altri tre capitoli (prequel) della fatidica serie Guerre stellari. Oggi, il 3D ha fatto di lui, per l’ennesima volta, un inarrestabile degustatore di pellicola e tela cinematografica, costringendolo a rieditare il primo capitolo della nuova trilogia (di fatto, diegeticamente e cronologicamente, il primo in assoluto) con la moderna tecnologia tridimensionale. La minaccia fantasma, dunque (con Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman), torna sugli schermi di tutto il mondo probabilmente anche con l’intenizone di ripristinare a tre dimensioni tutti e sei i capitoli della saga (non si sa ancora bene, dunque, se davvero ne sono in programma altri tre). In definitiva, inutile per la maggior parte degli esseri viventi e attraente (ma fino ad un certo punto, visto il progressivo distacco dei fan di vecchia data dal padre della più famosa saga fantascientifica) per i cultori del prodotto. Nulla di più.

Molto ma molto più interessante (eccome) è, invece, seguire le proposte di Distribuzione Indipendente, nuova e già fondamentale realtà distributiva legata al settore, appunto, del cinema indipendente. Prediligendo, nella sostanza (e menomale, finalmente), un certo cinema d’autore o comunque non da puro botteghino e, quindi, anche di non facilissima ricezione seppur punto principale per la diffusione di una creatività artistica ingiustamente creduta morta e sepolta da quelli che osano definirsi “media”, Distribuzione Indipendente, questa settimana, propone l’opera prima del bravo diciannovenne Eros Puglielli, ovvero Dorme (di cui abbiamo già ampiamente parlato), storia di Ruggero, ragazzo della periferia romana mollato dalla morosa perché ritenuto troppo basso. Il giovane, però, non riesce a farsene una ragione e non riesce a staccarsi dal telefono neanche se risponde la madre di lei per cercare di staccarlo da questa ossessione. Chiedendo aiuto all’amico Michele, Ruggero spera di fare letteralmente incursione nel quartiere di case popolari dova la ragazza abita ma dovrà vedersela con la psicopatia dei fratelli Riccio. Ai limiti dell’amatoriale ma necessario in quanto boccata d’ossigeno in un marasma di fenomeni da baraccone.

E a proposito di fenomeni da baraccone, i più scalmanati spettatori mangiapopcorn saranno contenti dle veder arrivare in sala Tre uomini e una pecora (regia di Stephan Elliott, com Xavier Samuel, Kris Marshall, Kevin Bishop, Olivia Newton-John), pellicola addirittura passata per il Festival del Film di Roma ed incentrata sul fattore commedia demenziale (anche troppo demenziale) per raccontare la storia del giovane David, innamorato pazzo dell’australiana Mia tanto da chiederle di sposarlo. Quando il matrimonio viene organizzato, allora, lo sposo si reca nella ricca villa dela famiglia di lei, ma lo fa assieme ai suoi tre migliori amici (di fatto la sua unica famiglia), tre veri e propri cicloni di idiozia e attrazione guai. Al massimo, buono per chi esce vivo da una giornata di lavoro pesante.

Sempre sul filone commedia, stavolta italiana, tornano sullo schermo i volti (e non solo) di Fabio De Luigi e Claudia Gerini per la nuova (poco utile) pellicola di Fausto Brizzi Com’è bello far l’amore, analisi semi-demenziale della vita di coppia tra matrimonio, vita comune e più o meno imbarazzanti problemi sessuali (ne avevamo proprio bisogno di questo tema veramente inedito). Andrea e Giulia, dunque, sono una coppia quarantenne con figlio, tanta serenità e poca voglia di fare sesso, elemento causato sia dal tempo che dalla consuetudine quotidiana. La visita improvvisa di Max (Filippo Timi), però, pornodivo hollywoodiano, li costringe a fare i conti con la loro astinenza. Fate voi.

Per quanto riguarda, invece, l’aria da Oscar che si respira in questo periodo, viene da pensare, oltre a Meryl Streep (come abbiamo visto la settimana scorsa) anche alla bravissima Glenn Close in qualità di aspirante alla statuetta per la notevole interpretazione in Albert Nobbs, ennesimo film fatto per l’attore/attrice protagonista e aspirante alla gloria da botteghino grazie ad ua storia ambientata nell’Irlanda del diciottesimo secolo e basata sul miglior cameriere di un albergo di Dublino. Completamente dedicato alla sua professione svolta in maniera perfetta, ma il suo obiettivo è quello di guadagnare abbastanza per aprire una propria attività commerciale. Albert Nobbs, però, detiene un segreto inconfessabile: è una donna. Il suo ego, dunque, vacilla quand onell’albergo arriva un pittore con l’incarico di imbiancaregli interni, ma sarà affiancato da qualcuno capace di mantenere e, soprattutto, capire il suo segreto per aiutarla a sopportare una realtà disperatamente opprimente.

Per chiudere la lista, infine, non sarebbe una cattiva idea passare in rassegna due thriller potenzialmente interessanti. Il primo è 40 carati (regia di Asger Leth, con Sam Worthington, Elizabeth Banks, Mandy Gonzalez), storia di Nick Cassidy, ex poliziotto newyorkese evaso dalla prigione nella quale era rinchiuso per furto di diamanti dal bottino di un avido uomo d’affari. Venendosi a trovare, fuggendo, a 78 metri d’altezza, ovvero sul cornicione della cima del Roosevelt Hotel, Nick si proclama innocente e minaccia di buttarsi giù. Attirata l’attenzione dei media, l’uomo dovrà fare i conti con la detective Lydia Spencer, nota alla nazione per aver già fallito un tentativo di salvataggio simile. Ma Nick vuole davvero buttarsi o ha in mente altro?

L’altra pellicola, invece, sempre di genere thriller ma orientato vero il lato psicologico, è il colombiano/spagnolo La verità nascosta (di Andrés Baiz, con Martina Garcia, Quim Gutierrez, Clara Lago), incentrata sulle vicende di Adrian e Fabiana, una coppia in cui lui ha visto scomparire la sua ex compagna in maniera improvvisa. Per la polizia, l’uomo è l’unico sospettato del mancato ritrovamento. Allo spettatore, invece, è riservato il lungo flashback che ne spiega l’esistenza passata: trasferito dalla Colombia alla Spagna per dirigere l’Orchestra Filarmonica di Bogotà, è stato lui a mettere seriamente in discussione la fedeltà dell’ex compagna generando alti prezzi da pagare.

Buona visione.

Stefano Gallone

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