Questa settimana al cinema

C’è aroma primaverile di probabili buone notizie nell’aere nazional popolare. Sembrerebbe, infatti, da fonti sostanzialmente attendibili, che il Governo italiano abbia trovato il modo (e, soprattutto, la coscienza) di farsi uscire i soldi per il reintegro del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), cifra che verrebbe, dunque, non solo ripristinata al suo stato originario ma, anzi, troverebbe anche il piacere di un aumento.

Ad ogni modo, dopo la mobilitazione dell’intero mondo dello spettacolo, emerge come dato di fatto una dichiarazione di sollievo per bocca di Roberto Cicutto e Luciano Sovena, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Cinecittà Luce: i due funzionari accolgono con immenso favore l’intervento del Governo per il reintegro del FUS, che mette la società in condizione di continuare la sua attività a sostegno del cinema italiano in Italia e nel mondo”. Non solo: il Governo sembra aver anche ritirato la tassazione di un euro sul prezzo dei biglietti prevista dal Decreto Milleproroghe. Il tutto, assieme alla notizia dell’insediamento del nuovo ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan (che prende il posto del dimissionario Sandro Bondi), sembra votare a favore di un incremento di speranze e di più sollevate ipotesi future. Staremo a vedere. Non finisce qui, ovviamente.

Ma veniamo a noi.

Tra i film in uscita questa settimana, precisamente domani 25 marzo, non manca il genere “thriller” con l’interessante Frozen (regia di Adam Green, con Kevin Zegers, Shawn Ashmore, Emma Bell, Ed Ackerman), storia di tre studenti universitari che decidono di trascorrere una domenica sugli snowboard tra le montagne del Massachussets. Giunti a sera, però, con gli impianti che resteranno poi chiusi fino al venerdi successivo, i tre restano bloccati, a metà strada, sulla seggiovia: l’addetto al macchinario, infatti, costretto per qualche motivo ad allontanarsi, viene sostituito da un nuovo macchinista che crede che tutti i passeggeri siano scesi finendo per togliere la corrente. I tre, allora, restano sospesi al freddo e al gelo del luogo per un vero e proprio calvario di sopravvivenza. Una sorta di messa alla prova dei nervi spettatoriali, un po’ come lo è stato Buried (anche se, quasi sicuramente, di qualità superiore) relativamente all’unità di luogo.

Segue nella lista il ritorno alla regia di Zack Snyder (l’autore di 300, per intenderci) ma, stavolta, di stampo, per alcuni, relativamente mediocre. Il suo nuovo Sucker punch (con Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone), in effetti, si presenta come una sorta di fantasy d’azione di marchio epico, basato sulle eccessive capacità ultraterrene di una ragazza, Babydoll, completamente immersa nel mondo dei sogni e, di conseguenza, coinvolta in incredibili avventure volte a non rendere più distinguibile il reale dall’immaginario. La giovane, rinchiusa contro la sua volontà assieme ad altre tre ragazze, userà ogni mezzo per ritrovare la libertà dai suoi rapitori. Per tramite di guerre a samurai e serpenti, forti di un arsenale virtuale a loro favorevole, le ragazze dovranno sacrificarsi per restare in vita. Poco consigliato ma curioso.

Così come poco consigliato ma curioso potrebbe essere anche questo Amici, amanti e… (con Natalie Portman e Ashton Kutcher) sul versante “commedia” se si considera la regia di Ivan Reitman, già direttore d’orchestra per Evolution, La mia super ex ragazza, Junior, Un poliziotto alle elementari e designato per il futuro Ghostbusters III targato 2012. La pellicola è basata su due amici che decidono di avere una relazione unicamente sessuale che, però, col passare del tempo, finisce per far provare loro qualcosa di più.

Decisamente più profondo è il drammatico Non lasciarmi (regia di Mark Romanek, con Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley), storia di tre individui, Kathy, Tommy e Ruth, che vivono in un mondo ed un tempo a noi familiari ma in realtà lontani dalle nostre percezioni. Trascorrono l’infanzia ad Hailsham, un apparente idilliaco collegio inglese ma, quando lasciano la scuola, una terribile rivelazione li attende. I tre, allora, sono portati a confrontare se stessi con i concetti di amore, gelosia e tradimento che minacciano di separarli definitivamente.

E arriva domani nelle sale, infine, anche l’attesissimo Silvio forever, documentario / non documentario firmato Roberto Faenza, spaccato mirato e accuratamente selezionato, seppur assolutamente imparziale, della vita e delle opere di Silvio Berlusconi. Film (a detta dell’autore) assolutamente non di parte né polemico, si pone come unico obiettivo quello di evidenziare come tutto, ormai, ruoti attorno alla figura del Premier. Il concetto di base da cui Faenza trae le sue riflessioni riguarda la figura di un uomo (Berlusconi, appunto) che, al di là dei meriti per cui è osannato e dei demeriti per cui è disprezzato, rimane comunque un grandioso personaggio da commedia dell’arte.

Buona visione.

Stefano Gallone

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