Questa settimana al cinema

Entrati ormai nel vivo delle festività natalizie, potrebbero mai mancare, nelle sale cinematografiche della parte occidentale del pianeta, i consueti film dalle tematiche atmosferiche pienamente in tema? Ovviamente no. Fatta, comunque, eccezione per i cinepanettoni italioti, per i quali abbiamo già bestemmiato abbastanza, si potrebbe pagare un biglietto in formato famiglia per almeno due o tre pellicole degne di nota anche solo per detenere un quoziente di simpatia almeno nella media.

Capodanno a New York, allora, (regia di Garry Marshall) si propone come un vero e proprio film corale, forte com’è di un cast che definire stellare rischia di essere poco. All’appello, infatti, rispondono personaggi della caratura di Robert De Niro, Halle Berry, Zac Efron, Sarah Jessica Parker, Ashton Kutcher, Michelle Pfeiffer, Hilary Swank, James Belushi e chi più ne ha più ne metta, tanto c’è spazio e, soprattutto, budget. Ad ogni modo, sembra che la pellicola abbia riscontrato un certo coefficiente di gradimento ancora prima di approdare in sala, apprezzamento probabilmente dovuto ad una ben gestita leggerezza, elemento che, con molta probabilità, ha favorito una certa dose di semplice simpatia concorrente a fare del film qualcosa di prossimo al gradevole. Sotto il segno della commedia, dunque, Marshall gestisce la frenesia collettiva insita nei preparativi per le festività di fine anno coinvolgendo tutti (ma proprio tutti) i suoi personaggi in intrecci affettivi da capogiro.

Scorrendo la lista dei film sotto l’albero (ma ne abbiamo davvero così tanto bisgno?), non può mancare nemmeno l’eterna (e un po’ ripetitiva se non eccessivamente commerciale) figura di Santa Claus trapiantata su schermi di tela. La pellicola d’animazione Il figlio di Babbo Natale, dunque (regia di Sarah Smith e Barry Cook, con James McAvoy, “dr. House” Hugh Laurie e Bill Nighy in sala di doppiaggio), cerca di incentrare la questione su una domanda che, probabilmente, qualche bambino potrebbe essersi fatto nel corso della sua infanzia: come fa Babbo Natale a distribuire milioni di regali nell’arco di una sola notte? In risposta, sembra avanzare l’ipotesi di un’organizzazione tecnologica senza precedenti: al Polo Nord, infatti, esisterebbe un vero e proprio esercito di elfi e sarebbe a disposizione una gigantesca slitta supersonica. Il tutto, ovviamente, sotto controllo grazie ad un immenso centro tecnico situato sotto i ghiacciai. Però anche la più sofisticata tecnologia ha i suoi buoni margini di errore: quando la consegna anche di un solo regalo tra gli svariati milioni fallisce, Babbo Natale e suo figlio Steve non lo ritengono eccessivo, mentre il più piccolo figlioletto Arthur Christmas, ben più eccentrico, organizza una vera e propria missione per consegnare anche l’ultimo regalo.

Praticamente a un anno di distanza dalla sua uscita ufficiale, infine, torna sugli schermi (in un inspiegabile ritardo), sotto il segno, anche lui, del cinema d’animazione, il signor Luc Besson (di recente protagonista al Festival del Film di Roma col suo ottimo The Lady) per il terzo capitolo della saga di Arthur, ovvero Arthur e la guerra dei due mondi (con le voci di Freddie Highmore, Mia Farrow, Robert Stanton), ispirato ai libri di Céline Garcia e in ripartenza dal momento in cui Maltazard (finale del precedente capitolo Arthur e la vendetta di Maltazard) riesce a sfruttare il potere del raggio di luna per raggiungere il nostro mondo nel perfido desiderio di dominarlo. Ma Arthur e i suoi amici faranno di tutto pur di non concedergli la possibilità di distruggere il pianeta mettendo a repentaglio la loro stessa vita attraverso la forza del loro ingegno, qualità che permetterà loro di ristabilire una possibile armonia tra i due mondi.

Buona visione.

E buone feste.

Stefano Gallone

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