Questa settimana al cinema

L’estate avanza a suon di gelati, mojito, tuffi in acqua e serate all’insegna del divertimento nonostante il caldo atroce e la necessità incombente, a momenti, di scacciare i leoni dall’uscio di casa. Eppure, a memoria umana, l’equatore non aveva coordinate europee. Fatto sta che di leoni si potrebbe ugualmente parlare ma nel senso del desiderio umano di volersi far disintegrare in qualità di pasto quotidiano, vista la scadente qualità delle proposte cinematografiche mainstream che, da una vita a questa parte, attanagliano le sale cinematografiche nazionali rimaste aperte.

Prima colpevole, ahimé, la rinomata Marvel che ora, forte di questi suoi benedetti Marvel Studios, ha seriamente deciso di invadere anche il grande schermo, oltre alla pagina di fumetto, per intasare il mondo del cinema con la riproposizione dei propri supereroi di vecchia data (tutti!) e fedeli alle esigenze dei fan più stretti. Dopo Spiderman, X-Men, Daredevil e l’incredibile Hulk, tocca ora al buon Captain America: il primo vendicatore (regia di Joe Johnston, con Chris Evans, Hugo Weaving, Sebastian Stan). Pedina aggiuntiva di un progetto a lungo termine che la produzione stessa vorrebbe, si dice, portare avanti fino addirittura ad una lavorazione di una pellicola complessiva che li comprenda un po’ tutti al suo interno, il film in questione parte con preventivi datati 2008 per arrivare alla divulgazione di una storia in cellulosa strettamente fedele a quella narrata nei comic originali. Ecco, dunque, Steve Rogers nascere durante la grande depressione americana e crescere in una famiglia povera. Inorridito dalle azioni dei nazisti in territorio europeo, il buon uomo decide di arruolarsi nell’eserito ma viene respinto a causa della sua fragilità fisica. Viene, però, scelto come volontario per un progetto militare segreto che lo trasforma fisicamente in un super soldato capace di elevarsi a salvatore dell’intero pianeta.

Sfociando, con molta probabilità, in una deriva cosmica causata da mancanza di idee e da profondo bisogno di incasso, arriva (e il titolo già la dice molto lunga) Bitch Slap – Le superdotate (regia di Rick Jacobson, con Julia Voth, Erin Cummings, America Olivo). Altro non si tratta se non di un (quasi certamente) inutile action movie basato sulle “doti” fisiche di tre ragazze tutt’altro che pudiche, giunte nel bel mezzo del deserto a bordo di una machcina d’epoca. Obiettivo comune è la ricerca di un bottino di diamanti sepolto nei pressi di una roulotte. Una spogliarellista, una spietata killer già corriere di droga e una sfacciata donna d’affari (l’ideale dell’interesse popolare), dunque, dovranno massacrare Gage, un pericoloso trafficante tenuto da loro in ostaggio, per farsi dire dove lui stesso ha nascosto i diamanti.

Magari piacerà al feticismo pervertito di Tarantino, come alle sue follie da eccentrico maniaco sessuale risulterà un capolavoro anche Monte Carlo (regia di Thomas Bezuca, con Selena Gomez, Katie Cassidy, Leighton Meester), storia impegnatissima di tre teenager statunitensi figlie di papà in vacanza a Montecarlo (per la gioia di chi è costretto a restare in città a guardarsi, magari, proprio questo film) dopo aver affrontato durissimi ostacoli tra i quali un soggiorno a Parigi, durante il quale una di loro è stata scambiata per una inglesina viziata. Arriveranno, quindi, nella famosa meta aristocratica a suon di sveltine e scappatelle da sciacquette, per poi trovarsi tra le mani (oltre al resto) una collana rubata dal valore di milioni di dollari.

Cercando di trasformare la propria espressione in qualcosa che si avvicini di più alla serietà, arriva (forse) in soccorso il curioso At the end of the day – Un giorno senza fine (sottotitolo impeccabile…ma se si parla della fine di un giorno!), pellicola indipendente che segna l’esordio sul grande schermo del regista romano Cosimo Alemà (con Andrew Harwood Mills, Sam Cohan, Valene Kane), già apprezzatissimo e richiesto direttore di ottimi videoclip per band come i Delta V, Marina Rei, Renato zero, Le Vibrazioni, Tiromancino, Subsonica e Afterhours. La trama narra di un gruppo misto di amici che, per trascorrere una giornata serena e dal clima solare, si avventura nella boscaglia per giocare una partita di soft-air, ovvero una simulazione vivente di battaglie belliche con fucili giocattolo molto in voga negli ultimi anni. Ma durante l’esercitazione, una delle ragazze scompare nel nulla dando inizio ad una vera e propria caccia all’uomo operata da tre sconosciuti che, invece, impugnanno armi vere.

Chiudendo il discorso, infine, torniamo a parlare di leoni e affini anche se, stavolta, da un punto di vista prettamente cinematografico con African Cats: kingdom of courage (regia di Alastair Fothergill e Keith Scholey), possente documentario naturalista basato sulla vita di due distinte famiglie feline e sui rispettivi metodi di insegnamento rivolti verso i propri cuccioli al fine di permettere loro una sana crescita e una adeguata introduzione nella vita selvaggia. A narrare le gesta animali per la versione italiana è la voce di Claudia Cardinale

Buona visione.

Stefano Gallone

 

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