Questa settimana al cinema: “Reality” di Garrone contro la società dell’immagine

Reality, Matteo Garrone, Festival di Cannes 2012Senza alcuna ombra di dubbio si tratta di uno dei film più attesi dell’intera stagione cinematografica 2012. Vuoi perché vincitore del Grand Prix speciale della Giuria all’ultimo Festival di Cannes, vuoi perché artefice di tale interessantissimo prodotto filmico è il già affermato e noto Matteo Garrone. Distaccandosi sostanzialmente dal successo dei successi, ovvero il precedente Gomorra, anche se non di molto in termini di ambientazione, linguaggio e spessore psicologico, il suo nuovo Reality (con Aniello Arena, Loredana Simioli, Nando Paone, Nello Iorio) arriva in sala con tutto il carico possibile di ambiguità e, al contempo, certezze riferibili al contesto (in)umano, più che sociale, relativo ad una condizione esistenziale quasi unicamente dedita all’apparenza, al folclore mediatico senza il quale si rischia di non lasciare davvero alcuna traccia del proprio passaggio terreno (se ce n’è davvero bisogno). Pur bacchettando un po’, se vogliamo, l’ennesima scelta di identificazione del “male” (in questo caso da intendere come vera e propria fame di successo facile) in ambito meridionale (fu così anche per il “nano di Termini” de L’imbalsamatore, oltre che per la celeberrima trasposizione del libro di Roberto Saviano), non possiamo non riconoscere, nelle intenzioni della narrazione stessa, un fortissimo impegno civile in termini di valori perduti (per sempre?). Luciano Ciotola, dunque, è un pescivendolo con la passione per le esibizioni spettacolari. Domiciliato in un palazzo fatiscente con moglie e figli, viene sollecitato, visto il suo istrionismo anche nei confronti dei clienti, a partecipare ai provini per la nuova edizione del Grande Fratello. Luciano inizialmente non è convinto, ma viene sollecitato praticamente da tutti fino al punto in cui acconsente. Proprio quel punto sarà un vero e proprio non ritorno che caratterizzerà una vita fatta, da quel momento in poi, soltanto di attese per sogni da realizzare. Il tutto, chiaramente, si ripercuoterà sullo stesso Luciano influenzandone drasticamente l’esistenza. Potenzialmente imperdibile.

Dalla sponda francese, invece, arriva nelle sale italiane una altrettanto interessante pellicola che, anche se a suo personalissimo modo, ha anch’essa a che fare con un certo intendimento dei risvolti psicologici legati alla propria esistenza. Si tratta di Elles (di Malgoska Szumowska, con Juliette Binoche, Anais Demoustier, Krystyna Janda), storia di Anne, madre di famiglia benestante e giornalista del magazine “Elle”, per i cui interessi ha di recente condotto un’inchiesta intervistando due studentesse che hanno scelto di vivere prostituendosi. L’incontro con la polacca Alicja e la francese Lola, però, provoca in lei profondi turbamenti tanto da cominciare a condizionare il “corretto” andamento della sua stessa vita quotidiana. Certo, è sempre vigile il rischio di ripetitività tematica (le argomentazioni riguardanti l’acconsentire ad una vita sessuale di stenti in giovane età si sta, ormai, per esaurire, non riuscendo quasi mai a dare delle risposte realmente concrete), ma in questo caso sembra si tratti di qualcosa che ha a che fare un po’ di più sul concetto di nucleo familiare. Staremo a vedere.

Non ne possiamo francamente quasi più, invece, del continuare imperterrito della ormai sfiancante saga (almeno cinematografica) di Resident Evil (di Paul W.S. Anderson, con Milla Jovovich, Ali Larter, Michelle Rodriguez) ormai giunta al quindo capitolo, Retribution, probabilmente giocato, come il precedente, esclusivamente sull’effetto spettacolare conferito dalle moderne tecnologie di proiezione 3D e 4K. Contrariamente a quanto, invece, proponeva l’omonimo videogame almeno nei suoi primi episodi, il prodotto di quella che, a questo punto, sembra voler essere una ulteriore trilogia effettivamente non all’altezza, se vogliamo, del primo e comunque sensato episodio da grande schermo. Direttamente collegato con il quarto capitolo, allora, Alice torna in azione con i suoi compagni ma è prigioniera della nave corazzata Arcadia. Attaccati da un plotone di velivoli da guerra capeggiati da Jill Valentine, controllata dalla Umbrella Corporation, Alice cade in acqua e sviene ma, al risveglio, le risulta essere ubicata in una tranquilla casetta della periferia americana e sposata con Carlos, dal quale ha avuto una figlia, Becky. Ma ecco che i soliti zombie attaccano la casa e la costringono a fuggire. Si risveglierà nuovamente ma, stavolta, in un quartier generale della Umbrella dal quale fuggire diventa necessario. A vostra discrezione.

Appartamento ad Atene, Laura Morante, Ruggero DipaolaCiò che, invece, potrebbe conferire un certo alone di utilità sarebbe testare Appartamento ad Atene, opera prima (in lungometraggio) del registra nostro connazionale Ruggero Dipaola (con Laura Morante, Richard Sammel, Gerasimos Skiadaressis). La storia, ambientata nella Atene del 1942, narra di una coppia di mezza età, Nikolas e Zoe, che, di punto in bianco, si vede invadere casa da un ufficiale tedesco che ne requisisce l’abitazione a suo personale utilizzo. Il capitano Kalter, dunque, ostile, tirannico e ottuso, sequestra, praticamente, anche ogni loro spunto di intimità relegandoli ad una completa condizione di subalternità al suo personale terrore. Sarà interessante, dunque, constatare come una simile condizione possa avere risvolti più o meno drammatici.

Infine, concediamo spazio ai più piccini (ma non solo) per il quarto divertente capitolo della saga d’animazione L’era glaciale, ovvero Continenti alla deriva (di Steve Martino e Mike Thurmeier), per il quale già soltanto il primo trailer immesso in circolazione mediatica, da qualche mese a questa parte, sembra valere il prezzo del biglietto. I mitici Manny, Sid, Diego, Ellie e lo sventurato Scrat, dunque, tornano sullo schermo per portare sulle spalle una storia che vuole il mammut Manny alle prese con l’adolescente figlia Pesca, attratta da amicizie superficiali e, a tratti, anche pericolose, quando, però, il ghiaccio sotto le loro zampe comincia a tremare finendo per rompersi e trasportarli alla deriva di un iceberg posseduto dalla ciurma piratesca del perfido e odioso capitan Sbudella.

Buona visione.

Stefano Gallone

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