Questa settimana al cinema: “C’era una volta in America” director’s cut

Ha avuto luogo lo scorso martedì 16 ottobre, presso il cinema Moderno The Space in piazza della Repubblica a Roma, l’anteprima italiana ufficiale dell’attesissimo “director’s cut” del celeberrimo film cult C’era una volta in America (con Robert De  Niro, James Woods, Treat Williams, Elizabeth McGovern), ultimo grande capolavoro del maestro Sergio Leone. Presentato già nel corso della recente edizione del Festival del Cinema di Cannes, la pellicola sarà soggetta ad un rinnovato (seppur breve) passaggio in sala anche per i comuni mortali. In verità, quello che è stato ottenuto altro non è se non il primo montaggio completo che lo stesso celebre regista avrebbe voluto diffondere su scala mondiale, adeguatamente ripristinato grazie alle moderne tecnologie digitali (soprattutto in sede di omogeneità fotografica) pressola Cineteca di Bologna, con il successivo supporto da parte di Gucci e della Film Foundation di Martin Scorsese. Non occorre descrivere la magnificenza di quest’opera ormai consegnata al patrimonio umano in qualità di vero e proprio capolavoro universale. Ne ricordiamo, comunque, gli elementi narrativi basilari invitandovi a trascorrere queste quattro ore e un quarto (venti minuti in più rispetto all’edizione fino ad oggi consociuta) come una vera e propria esperienza di vita.

Momenti di vita di un piccolo gruppo di gangster, nella sostanza, vengono proposti attraverso un continuo andirivieni temporale che copre un arco di tempo di circa quarant’anni. David “Noodles” Aronson e i suoi compagni Cockeye, Patsy e Max attraversano, sempre insieme, il periodo storico statunitense che va dal proibizionismo agli anni ’60, quando, cioè, Noodles, ormai anziano, fa il suo ritorno in quel di New York alla ricerca di Max, reo di mancati accordi e ormai pezzo grosso della politica locale. Quale migliore occasione, dunque, per rivivere quel senso di nostalgia e spirito di umanità che solo un maestro come Leone ha saputo regalare ai suoi simili nell’arco delle almeno ultime decadi.

Riportando, invece, i piedi sul terreno del potenzialmente inutile e becero, qualcuno potrebbe comunque avere occasione di rilassarsi pagando addirittura un biglietto per la solita commedia intrisa di disimpegno tutto a stelle e strisce. Dopo bestialità lussureggianti come Il diavolo veste Prada o Io & Marley (tanto per rendere l’idea), il buon David Frankel pensa bene di tornare a spostare le intelligenze altrui verso l’oblio anti-intelletto con Il matrimonio che vorrei, dirigendo nuovamente una ancora più disimpegnata Meryl Streep (non era poi così impegnato nemmeno il conservatore The iron lady), al fianco di soggetti del calibro di Tommy Lee Jones e del sempre e comunque bravo Steve Carell, nella storia di una coppia con alle spalle più di trent’anni di matrimonio ma già da molto tempo priva di una vita sia realmente affettiva che esplicitamente sessuale. Lei, dunque, convince lui a sottoporsi a delle terapie di coppia presso un esperto del campo, il dottor Feld, per tentare di riaccende quella scintilla mancante ormai da troppo tempo. E via, allora, ad allusioni a suon di banane e libri su come stuzzicare potenziali omosessuali per un susseguirsi di gag a rischio basso gusto. Come di consueto in questi casi: fate voi.

Così come a voi resta anche la scelta se spendere dei soldi o meno per il film d’animazione tutto italiano Gladiatori di Roma 3D, di Iginio Straffi con le voci di Luca Argentero, Laura Chiatti e addirittura Belen Rodriguez (proprio una bella garanzia…). Il cartone è ambientato, come si evince stesso dal titolo, nella Roma imperiale: il piccolo Timo, dopo essere rimasto orfano in seguito alla devastante eruzione di Pompei, viene adottato dal generale Chirone e cresciuto presso l’Accademia di Gladiatori più famosa di Roma. La cosa potrebbe far pensare all’emergere futuro di un grande eroe ma non è così: il buon Timo, infatti, ha come unica aspirazione la nullafacenza dei giorni trascorsi con gli amici Ciccius e Mauritius. Ma una volta incontrata la giovane e bella Lucilla, il giovane sentirà l’esigenza di dare alla sua vita una pur minima svolta per dimostrare il valore che, almeno fino a quel momento, nessuno ha mai visto in lui. Il suo obiettivo, dunque, sarà quello di diventare il più grande gladiatore di tutti i tempi.

Direttamente dal Brasile, invece, arriva Le migliori cose del mondo (di Laìs Bodanzky, con Caio Blat, Denise Fraga, Fiuk, Paulo Vilhena), teen-movie spacciato per romanzo / film di formazione incentrato su Mano, un quindicenne amante delle chitarre e della vita intesa come puro divertimento. Presto, però, dovrà fare i conti con la realtà delle cose: il divorzio dei genitori, l’omosessualità del padre, la ribellione del fratello, i conflitti con i coetanei, la scoperta della sessualità e le gioie miste ai dolori del primo amore.

Una pellicola che, invece, potrebbe destare un pizzico di interesse in più è quella del nostrano Silvio Soldini, ovvero Il comandante e la cicogna (con Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini, Luca Zingaretti), buona commedia con l’obiettivo di sbattere letteralmente in faccia allo spettatore larga parte dei vizi e delle demenze tipicamente italiane attraverso le storie di Leo (un idraulico con due figli adolescenti), Teresa (sua moglie stravagante e affettuosa ma dalla presenza non affidabile), Diana (una giovane artista sognatrice in attesa della sua grande occasione ma costretta a lavoricchiare per sopravvivere), Malaffanno (losco avvocato che le commissiona un’opera nel suo studio) e altri soggetti direttamente derivanti dal carattere misto di un’intera popolazione praticamente allo sbando.

Buona visione.

Stefano Gallone

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Una risposta a Questa settimana al cinema: “C’era una volta in America” director’s cut

  1. avatar
    simone 20/10/2012 a 12:56

    Ho sentito che il nuovo fim di Bertolucci “Io e te” in uscita a Ottobre.Si parla anche benissimo della colonna sonora di Franco Piersanti.Credo che la acquisterò su Itunes.

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