Questa settimana a teatro: Shakespare a Milano mentre a Roma trionfa la napoletanità

Giulio Cesare nell'allestimento in scena al Teatro Strehler

Puntuale come ogni venerdì,  la rubrica teatrale di WakeUpNews arriva per sottoporre ai lettori – sia quelli già appassionati del  palcoscenico, ma anche tutti quelli che sono alla ricerca di un’emozione culturale diversa dal solito – una serie di spettacoli interessanti  tra quelli  nel cartellone dei teatri di Milano e Roma.

Per il  capoluogo lombardo abbiamo scelto  questa settimana un fil rouge tra i più classici: William Shakespeare. Intramontabile il fascino delle opere del drammaturgo inglese che sempre di più, nel XXI secolo, diventano terreno di  sperimentazioni per quanto riguarda regie ed allestimenti. E’ il caso del Giulio Cesare, in scena al Teatro Strehler fino al 6  maggio con la regia di Carmelo Rifici. Il tema è quello più che mai attuale del potere e del suo esercizio, nel complesso rapporto che questo ha con la giustizia e la libertà. Altrettanto sfaccettato è l’insieme dei legami esistenti tra i protagonisti del dramma – Caio Giulio Cesare, il figlio Bruto, l’antagonista Marco Antonio e Cassio – sullo sfondo di una Roma repubblicana vittima del crollo di  ogni valore politico, ma anche etico e morale. In questo degrado della vita pubblica si giocano i destini di chi il potere ce l’ha, ma è destinato a perderlo sotto i colpi dell’invidia altrui (Cesare), e chi invece riesce con il potere seduttivo della demagogia ad ottenere il fragile consenso di un ‘popolo bue’ privo di spirito critico. Una lucida analisi che evidenzia tutto il dramma di una situazione contemporanea non molto dissimile da quella del I secolo a. C.

Riccardo Magherini dirige invece, dal 3 maggio al 3 giugno al Teatro Oscar, il Re Lear. Ancora una tragedia incentrata sulla figura di un uomo – Laer – divenuto paradigma dell’umanità intera alla ricerca di se stessa e della verità, ma che scopre drammaticamente la propria piccolezza e debolezza. Un intreccio di personaggi – accanto a Lear si trovano Kent, Glocester, il Matto, Edgard e Cordelia – la cui azione ruota intorno al tema del saper distinguere il falso dal vero, il buono dal cattivo: un percorso, il loro, che passa in modi e tempi diversi attraverso tutti  gli stadi più dolorosi dell’esperienza umana (la violenza, la follia, il sopruso, la morte) fino al tragico  epilogo ed una consapevolezza che – se pur squarcia il velo di Maya dell’ignoranza e della cecità mentale – giunge quando ormai è troppo tardi.

La 'vera' storia del burlesque al Salone Margherita di Roma

Trasformazione netta di spirito spostandosi da Milano a Roma, dove – come richiamo ironico a quanto sta succedendo nell’ambito del processo che vede coinvolto l’ex premier Silvio Berlusconi – è impossibile resistere alla tentazione di suggerire lo spettacolo al Salone Margherita fino al 13 maggio: Burlesque…dalla foglia alla voglia. Con la regia di Gino Landi ecco sul palcoscenico una dozzina di vivaci fanciulle, sensuali e provocanti, alle prese con l’eterno gioco della seduzione, strategia tutta femminile per dare all’uomo l’illusione di essere lui a condurre il gioco, mentre le redini stanno in ben altre mani. Un teatro vivace e senza pensieri, luccicante dei lustrini ereditati dal Bagaglino, per scoprire tra movenze sexy e sorrisi da avanspettacolo la vera storia del Burlesque.

Si ride anche, ma di ben altra comicità, al Teatro Prati con l’intramontabile Peppino De  Filippo. In scena – con la regia di Fabio Gravina che è anche interprete insieme a Lelia Mangano De Filipo -  sono i tre atti unici del maestro della commedia partenopea: Don Raffaele il trombone, Spacca il centesimo e Pranziamo assieme. Tre storie dove, nello stile tipico di De Filippo, ciò che sembra e appare è ben diverso da ciò che realmente è: un modo per assaporare anche nella capitale lo spirito più genuino del teatro napoletano all’interno di una realtà – quella del Teatro Prati – che basa la sua attività proprio sulla genialità dei più famosi commediografi della tradizione campana.

Aria di Napoli anche al Teatro Quirino, dove fino al 6 maggio continuano le rappresentazioni di Novecento Napoletano parte II. Erede dell’omonimo spettacolo che nel 1992 portava sul palco del Teatro Politeama Giacosa di Napoli ben cento artisti per una sequenze di scene e coreografie ispirate alla vita popolare e pittoresca partenopea, si tratta di un insieme di musica e recitazione che tra spirito da ‘sceneggiata’,  opera lirica, Romanze e Piedigrotte, arriva addirittura a contaminazioni jazz! Un turbinio di creatività – accresciuto dalla ricchezza dei costumi e delle scenografie – come solo Napoli sa regalare, per un viaggio a 360° gradi nella fascinosa musicalità della città del Golfo.

Roma - Teatro Petrolini

Si resta in tema con l’ultimo suggerimento di questa settimana: ‘O scarfalietto di Eduardo Scarpetta al Teatro Petrolini dal 3 al 6 maggio, con regia e adattamento di Loredana Veneri. Un classico intramontabile resta la vicenda di Felice Sciosciammocca, che Scarpetta inventò nel 1881 quale protagonista di una commedia ispirata all’opera francese La Boule, di Meilhac e Halèvy: quella che oltralpe era una borsa dell’acqua calda, diventa in casa Sciosciammocca uno ‘scarfalietto’ (scaldaletto), la cui rottura diventa pretesto per i coniugi Felice e Amalia per l’ennesima lite e la decisione, finalmente, di recarsi in tribunale per mettere la parola fine ad un matrimonio ormai logoro. Ma questo è solo l’inizio…

Laura Dabbene 

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