“Quello che so sull’amore”. Un’insipida commedia sentimentale per Muccino

Quello che so sull'amore MuccinoGabriele Muccino torna sul grande schermo con Quello che so sull’amore, il suo terzo film americano dopo gli ampi successi ottenuti con La ricerca della felicità e Sette anime, e la formula che ci propone è la medesima: un film sui sentimenti, sull’amore e sulla famiglia. Anche in questo nuovo lavoro, il regista romano si trova ad avere a che fare con una super produzione hollywoodiana con il beneficio di avere a disposizione un cast che definire “stellare” sembra riduttivo. Infatti, nei ruoli chiave Muccino può contare sul bel Gerald Butler, l’incantevole Jessica Biel, Uma Thurman, Catherine Zeta-Jones e Dennis Quaid. Il regista dirige una commedia sentimentale creando – grazie alla sceneggiatura di Robbie Fox – attorno al ruolo di Butler un tessuto narrativo capace di offrire ad ogni singolo personaggio il giusto peso all’interno delle vicende.

Quello che so sull’amore narra la, a dir la verità, poco originale storia di George Dryer (Gerald Butler), un ex campione di calcio scozzese che, tradendo la moglie Stacie (Jessica Biel), manda all’aria il loro matrimonio, perdendola e compromettendo il rapporto con suo figlio Lewis. Ormai senza soldi e senza fama, George decide di recuperare il rapporto con suo figlio e, dopo una serie di vicissitudini, si ritrova ad essere il suo allenatore di calcio. L’uomo si ritrova così ad avere a che fare con i genitori dei compagni di squadra del figlio, e soprattutto a causa delle “soccer moms”, sarà il centro di chiacchiere e tradimenti che complicheranno i suoi rapporti con il figlio e l’ex moglie. Per fortuna, George mostra di essere cambiato per davvero, trovando la forza di evitare ulteriori, dannosissimi errori.

Bisogna subito dire che, ahinoi, Gabriele Muccino imbastisce senza infamia e senza lode un film che già dalle premesse non sembrava essere capace di offrire nulla di realmente interessante. Il film nasce dall’incontro, sui campi da baseball, tra il produttore Jonathan Mostow (Terminator 3 – Le macchine ribelli) e lo sceneggiatore Robbie Fox che mettono insieme le loro comuni esperienze con i genitori, e le mamme soprattutto, di una piccola squadra giovanile californiana. Il regista romano, scelto dai produttori grazie al suo lavoro in La ricerca della felicità, riesce a mostrare i lati più comici derivanti dalle dinamiche interpersonali insite nelle righe della sceneggiatura, ma non riesce a bissare una certa ricerca delle psicologie dei personaggi propria del suo primo film statunitense realizzato al fianco di Will Smith. E proprio qui fallisce il tentativo di diversificare questo film dalla miriade di commediole che ogni anno Hollywood esporta nel vecchio continente.

Quello che so sull'amore MuccinoMuccino offre così una prova insipida, troppo compita, che risente indubbiamente della sua tarda entrata nel progetto; ormai produzione, sceneggiatura e ruolo protagonista erano già decisi. All’occhio dello spettatore più esigente il film non sembrerà certo scadente, Muccino sa girare ed è perfettamente in grado di dirigere i suoi attori, ma la visione dell’ultimo lavoro del regista di casa nostra sembra risentire di una superficiale caratterizzazione psicologica che relega le sorti del film ad una macchinosa sequenza di cause ed effetti che corrono verso lo scontato finale.

Quello che so sull’amore offre, però, un lavoro ottimamente coeso tra attori e regista. Tra le star spiccano indubbiamente Jessica Biel e Dennis Quaid. La prima offre l’ennesima prova di maturità dopo L’illusionista e I bambini di Cold Rock, tralasciando la sua bellezza per ruoli più complessi; il secondo gigioneggia per tutto il film offrendo momenti spassosissimi. Chiudiamo con parole proprio di Dennis Quaid: «ho pensato che mi sarei divertito parecchio sul set ed è questo quello che cerco quando scelgo un film: deve esserci o una bella storia o la possibilità di divertirsi sul set…oppure tutti e due». Speriamo che, almeno, si sia divertito. E speriamo che Muccino possa affrontare i prossimi lavori con più determinazione, più volontà e libertà, ma soprattutto con una nuova coscienza in grado di spingerlo ad osare e a rischiare. Il compito ben fatto non serve né a lui né a noi.

Emanuel Carlo Micali

[youtube]http://youtu.be/zaM_eppTkFI[/youtube]

 

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