Quel gusto speciale del gelato sostenibile

gelato sostenibile (cibo.tv)

golosi coni di gelato

Lo sapevate? Ne hanno fatto anche la Giornata europea. Quest’anno è stata celebrata la prima, il 24 marzo: la Giornata europea del gelato artigianale. È stata voluta dal Parlamento europeo per contribuire alla promozione e lo sviluppo di questo prodotto alimentare, un settore competitivo per l’economia europea su cui puntare con decisione, tanto più oggi, in cui la crisi morde e sferza duri colpi anche al comparto lattiero-caseario. E poi oggi i consumatori sono più attenti alla scelta degli alimenti, preferendo quelli genuini, ottenuti con metodi tradizionali, senza ripercussioni sull’ambiente, e da questo punto di vista il gelato artigianale può rappresentare un’eccellenza per qualità e genuinità, tra i prodotti lattiero-caseari freschi. Sempre però che siano rispettati certi crismi. Quelli che rendono un gelato artigianale un prodotto sostenibile.

È una realtà che sta prendendo sempre più piede quella del gelato sostenibile. Si moltiplicano i piccoli produttori artigianali che fanno della qualità, del gusto, della selezione accurata delle materie prime il principio assoluto delle loro produzioni. Niente semilavorati industriali, solo prodotti naturali, che rispettino la stagionalità. La frutta deve essere fresca, al bando i concentrati, che sono altra cosa. Il gusto melone solo d’estate. Mentre quello arancia d’inverno, anche questa stagione vuole il suo spazio: si sa, il gelato si sta sempre più destagionalizzando, non è più solo uno sfizio estivo, ma un piacere cui poter cedere in ogni periodo dell’anno.
Lo zucchero, meglio se di canna. Latte, panna, uova e altre materie prime sono sostenibili se provengono da vicino, rispettando il principio del km zero. Se poi derivano dall’agricoltura biologica, meglio ancora. Spazio anche al prodotto tipico del posto, che valorizza la cultura locale. E niente coloranti: per intenderci, non provate neanche a chiederlo il gusto puffo in queste gelaterie, e non sorprendetevi se la menta non è verde ma bianca, perché è così l’estratto della pianta.

coppa gelato

coppa di gelato

Ma l’attenzione all’ambiente non si ferma alla selezione delle materie prime. Molto spesso l’approccio sostenibile arriva a coinvolgere i processi tecnologici di produzione, packaging, trasporto. E diverse sono le aziende produttrici di gelati, piccole e grandi, che hanno scelto di impostare le produzioni su questa linea.

Per fare un esempio, la Sammontana, storico nome italiano di gelati, ha realizzato nello stabilimento di Empoli uno dei più grandi impianti fotovoltaici su copertura industriale in Toscana, capace di produrre annualmente circa 240.000 kWh di energia, evitando l’emissione di 127 tonnellate di Co2 per anno.

Passando alle produzioni americane, l’azienda Ben & Jerry’s ha scelto di adottare tecnologie all’avanguardia per ridurre le emissioni di Co2 lungo tutta la filiera produttiva. Inoltre, nel 2006 ha realizzato il primo gelato alla vaniglia “equo e solidale”, che ha segnato l’avvio di un vero e proprio filone produttivo Fairtrade (commercio equo e solidale).

Grande impegno profuso per il rispetto dell’ambiente lo ha dimostrato anche l’azienda Grom. Con il progetto Grom loves World, ha dato avvio a un’operazione di sostituzione della plastica (dei cucchiaini, dei sacchetti per il gelato d’asporto e dei sacchi per la spazzatura) con il MaterBi, completamente biodegradabile e compostabile. La carta, invece, viene certificata dall’Fsc, l’ente internazionale per la gestione forestale responsabile, che garantisce un uso sostenibile delle foreste. Per avere un controllo ancora maggiore delle materie prime, Grom ha inoltre aperto un’azienda agricola dove vengono piantate vecchie cultivar di pesche, albicocche, fichi, fragole, meloni, e altre piante coltivati secondo i criteri dell’agricoltura biologica.

Con le giornate roventi di questo inizio d’estate, che sollievo gustarsi un buon gelato. Sapere che la sua produzione ha comportato il minimo impatto ambientale, dà al cono un sapore ancora più speciale.

Valeria Nervegna

Foto: cibo.tv; sanremonews.it;

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