Quanti dubbi Tonino!

Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro sentito dalla magistratura per contatti con la cricca e appropriazione indebita

di Chantal Cresta

Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro, leader Italia dei Valori

Se Antonio Di Pietro, leader de l’Italia dei Valori non avesse strillato tanto allo scandalo a proposito dell’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e i suoi contatti con la “cricca”, forse la stampa non avrebbe fatto troppo caso al nome dell’ex pm apparso su una delle liste dell’imprenditore Anemone. Se, poi, Di Pietro avesse tuonato meno contro l’immoralità degli uomini di Berlusconi e della mancanza di etica del Pdl, forse adesso non si troverebbe al centro di una bufera mediatica e politica, da cui potrebbe non uscire illeso.

Un paio di settimane fa, dalle rivelazioni giudiziarie dell’architetto Angelo Zampolini gli inquirenti accertano che nel 2006 anche l’IdV del Tonino nazionale (all’epoca ministro delle Infrastrutture sotto l’ultimo governo Prodi) si era rivolto alla Congregazione ecclesiastica Propaganda Fide tramite Angelo Balducci, allora Presidente Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e coinvolto nell’indagine sui Grandi Eventi. La lieson Balducci-Vaticano-Di Pietro, riguardava un paio di appartamenti di proprietà della Propaganda Fide nel cuore di Roma: il primo in via Quattro Fontane 29 e il secondo in via della Vite 3. Il primo preso in locazione a nome del partito per la figlia di Di Pietro, Anna, ed ora occupato dalla Tesoriera dell’IdV e braccio destro di Tonino, Silvana Mura. Essa lo abita ancora oggi con il compagno Claudio Bellotti, in passato già avvicendato in faccende di compra-vendite immobiliari poco chiare per il partito di Di Pietro. Il secondo invece dal 2006 al 2008 fu sede di una certa Editrice Mediterranea che pubblicava il quotidiano dell’IdV e dove sempre Anna Di Pietro ha svolto il praticantato in giornalismo. A fare da portavoce tra Di Pietro e Balducci-Propaganda Fide sarebbe stato Stefano Pedica, esponente dell’IdV. Pedica è un personaggio che approda al partito di Di Pietro dopo una carriera camaleontica militando in vari ruoli per la destra come per la sinistra e, infine, divenuto uomo fidato di Di Pietro, soprattutto perché già locatario della Santa Sede in un appartamento ristrutturato dallo stesso Anemone.

Le rivelazioni di Zampolini intorno alle relazioni tra la “cricca” di Anemone-Balducci e Antonio Di Pietro non implicano un effettivo coinvolgimento dell’ex pm in oscure faccende. La tesoriera Mura, infatti, dichiara che esiste un regolare contratto di affitto per l’appartamento in via Quattro Fontane che, per di più,  proprio vantaggioso non è essendo un bilocale a 1800 euro al mese. Ma la ritrosia di Di Pietro a dare conto in modo efficace di questi nomi scomodi che offuscano il suo curriculum di moralizzatore e i suoi attacchi contro la stampa perché ricorda quante ombre esistano nel suo passato e gli rendono più difficile sbrogliarsi da una situazione che ogni giorno si fa più tesa. Il Partito Democratico, infatti, sempre alle prese con la questione morale si è spaccato in due. Pier Ferdinando Casini non ha usato mezzi termini: «Di Pietro è uno sciacallo che costruisce la sua fortuna politica sulle disgrazie del Paese». Da qui un coro di pro e contro, di favorevoli e sfavorevoli, di sì e no di cui l’ex pm e la sua condotta sono il centro e che mettono seriamente a rischio la sua credibilità come soggetto politico.

Pier Ferdinando Casini

Non è finita. Se gli agganci con la “cricca” hanno appannato l’IdV, danni ancora maggiori sta facendo l’indagine sui soldi pubblici che Tonino e alcuni fedelissimi, tra cui la stessa Silvana Mura, avrebbero intascato illegalmente. Il meccanismo su cui stanno investigando le Fiamme Gialle riguarderebbe i rimborsi elettorali dell’Italia dei Valori che sarebbero stati richiesti da una non ben definita Associazione Italia dei Valori i cui soci sarebbero, oltre a Di Pietro e Mura, anche la moglie del leader Idv, Susanna Mazzoleni. “L’associazione di famiglia” si sarebbe sostituita al partito nella richiesta dei compensi. Situazione resa ancora più grave dal fatto che la Mazzoleni non è iscritta al partito e tanto meno ricopre una qualsiasi carica in esso. Dunque, le somme dei rimborsi sarebbero state versate sui conti della Associazione a totale uso e consumo dei soci in modo reiterato, al punto che non risulta che il partito abbia mai fatto richiesta di un codice fiscale.

A quante domande Tonino deve rispondere e allora si dica per lui, quello che si diceva per Scajola: se non c’entra nulla, chiarisca. Se c’entra qualcosa, si ritiri. Poi, già che si parla di Di Pietro, si aggiunga: in un caso o nell’altro, la smetta con la morale.

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7 Risponde a Quanti dubbi Tonino!

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    marco 08/06/2010 a 20:50

    Come preannunciato, oggi ho depositato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Perugia nei confronti di plurime persone in relazione all’asserita locazione di due appartamenti che, secondo alcuni, io avrei affittato da Propaganda Fide. Siccome tale circostanza non è storicamente vera, con questa denuncia e con la circostanziata documentazione prodotta, ho voluto portare all’attenzione dell’autorità giudiziaria le ragioni che stanno a monte di simili strumentali e denigranti ricostruzioni.

    Antonio Di Pietro

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    Luca 08/06/2010 a 21:28

    Andate a informarvi meglio ,Di Pietro ha risposto a tutte le accuse e ne è uscito pulito come al solito,la figlia in quella casa non c’è mai stata l’inquilino che occupava l’altro appartamento è stato affittato da una persona che non era di pietro che pagava la bellezza di 1800 euro al mese ,ma perchè invece di cercare gli scheletri negli armadi vuoti non andate a colpo sicuro e cercate in casa di persone come berlusconi e amici , va be non avete le palle siete servi della casta poveri schiavi del padrone . che figuraccia questa notizia è assolutamente da riproporre fra quanche mese quando farà ancora più ridere.
    Saluti

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    Francesco Guarino 09/06/2010 a 13:41

    L’informazione è bipartisan. Se a qualcuno non sta bene c’è sempre la Cina o Cuba, ma lì dubito che ci sia la possibilità di esprimersi in un portale come Wakeupnews che dà conto tanto dei dubbi sul centrodestra e su Berlusconi, quanto delle perplessità sull’opposizione e sui singoli che la rappresentano. Quando arriveranno tutti i chiarimenti sull’onorevole Di Pietro saremo lieti di ospitare un articolo che renda giustizia alla sua posizione. Nel frattempo il dovere di cronaca non credo noccia a nessuno.

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    Chantal Cresta 09/06/2010 a 18:26

    Caro Luca,
    è ammirevole la tua fiducia in Di Pietro ma il punto è un altro: non è possibile applicare sempre il principio dei due pesi e delle due misure. Non è possibile essere convinti che se il malaffare riguarda la destra allora ci si trova di fronte ad una banda di corretti ma se lo stesso malaffare coinvolge la sinistra, allora è un complotto organizzato da poteri occulti. Che ti piaccia o meno il fatto è questo: l’ex ministro Scajola e Di Pietro, al momento, sono nella medesima situazione: persone informate dei fatti. Le sfumature dei loro presunti coinvolgimenti sono diverse ma le conseguenze le stesse. Detto questo, gli scheletri nell’armadio dell’uno, dell’altro e di tutte le persone implicate in qualche modo con la “cricca” sono ancora da accertare. Quando ciò accadrà cercheremo di essere i primi a fornire i dovuti chiarimenti.

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    gianna 10/06/2010 a 00:51

    @Chantal Cresta
    Scusa ma non è il fatto di applicare “due pesi e due misure” …. se un fatto non esiste non si puo’ giudicare come se esistesse… Se Di Pietro NON ha affittato ste benedette case non si puo’ giudicare con lo stesso peso di chi le case le ha affittate ! Ma di che cosa state parlando ? A me pare che le risposte he ha dato siano piu’ che documentate …. ma se volete continuare a parlare di aria- fritta non vi capisco proprio.
    Bho … forse l’anormale sono io ….

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    Francesco Guarino 10/06/2010 a 14:13

    La giustizia la fanno i tribunali: i giornali, le testate online, i canali d’informazione danno conto delle notizie e dei fatti politicamente e socialmente rilevanti. Se Di Pietro (e come lui Scajola, Bertolaso, Anemone, Balducci) non ha compiuto nessun reato, saranno i giudici competenti a renderlo noto e noi saremo ben felici di stralciare il nome dell’onorevole Di Pietro dall’elenco dei politici della “cricca”. Ma non parlarne solo perchè Di Pietro ha presentato (ai giornali) un memoriale e le proprie prove documentate (da se stesso), equivarrebbe all’assolvere a priori un indiziato di omicidio, solo perchè ha detto ai giornali che lui quella sera era da un’altra parte. La macchina giudiziaria non funziona così. Per fortuna, aggiungerei…

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  7. avatar
    Chantal Cresta 10/06/2010 a 18:32

    Dunque, serve un chiarimento.
    Di Pietro non è indagato per aver affittato un appartamento a membri di famiglia, soci o amici di partito. E’ stato sentito dagli inquirenti come persona a conoscenza dei fatti in un’indagine che ha già portato all’arresto di Anemone e Balducci. Il primo, imprenditore implicato nello scandalo sulla Protezione Civile e, pare, fraudolenti appalti pubblici. Il secondo, socio in affari di Anemone nonchè alto esponente del Parlamento, laico vicinissimo al Vaticano e ufficioso responsabile nella distribuzione di prebende ed entrature vaticanensi. A lui, pare, si rivolgevano tutti:vip, onorevoli, imprenditori, emeriti sconosciuti, per avere “quel posticino in” nel quartierino dabbene a costo contenuto. Ora, ciò non significa che chiunque abbia avuto a che fare con i due tomi sia un corrotto (e non un “corretto” come scrissi confusamente sopra). Tuttavia, mi sembra più che doveroso che costui sia sentito dai magistrati e, se è il caso, indagato per peculato, truffa (se ha operato in immobili senza pagare IVA), appropriazione indebita o qualsiasi altro crimine nel quale sia coinvolto. Lo dico senza partito preso.

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