Quando la gravidanza è la causa principale di mortalità per le adolescenti

Mettere al mondo un bambino è uno dei miracoli della vita. Chi ha vissuto questa esperienza può essere testimone dell’immensa gioia che completa l’esistenza di ciascuna donna nel pieno della sua maturità affettiva. Ogni cosa però a suo tempo, ma non per una questione etica e morale, solo per le problematiche fisiche (anche gravi) che possono insorgere nelle baby mamme. Infatti, secondo alcuni dati allarmanti lanciati da Save the Children nel rapporto “Il diritto di ogni donna almeno secondo il fisico”, la gravidanza in tenera età è la principale causa di morte al mondo per le teenager. Un milione di loro ogni anno muore, subisce danni permanenti, si ammala o ha gravi infezioni a causa della gravidanza e del parto.

Il rischio di mortalità materna per una ragazzina di 15 anni è di 1 su 150, nei paesi in via di sviluppo, contro un rapporto di 1 su 3.800 nei paesi ricchi. Le giovani mamme spesso versano in condizioni di indigenza, con una scarsa educazione e vivono nelle aree rurali. La contraccezione non è accessibile e, anche quando lo è, risulta spesso troppo costosa per molte ragazze e donne che vivono in condizioni di estrema povertà.

Anche i bambini nati da madri troppo giovani sono a rischio: sono circa 1 milione i bambini figli di adolescenti che muoiono ogni anno. ”Il problema di bambine che mettono al mondo bambini e muoiono per questo perchè il loro fisico è troppo immaturo per partorire è un vero e proprio scandalo”, commenta Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. La pianificazione familiare è uno strumento di lotta alla mortalità infantile, in cui si evidenzia come una ragazza con meno di 15 anni rischia fino a 5 volte di più di perdere la vita durante la gravidanza rispetto ad una ventenne.

Altre hanno preconcetti sull’utilizzo della contraccezione, dovuti spesso a barriere culturali e sociali o a falsi miti sugli effetti collaterali. Spesso le gravidanze indesiderate sono il frutto di rapporti sessuali forzati, anche in seno alla stessa famiglia, che in alcuni Paesi rappresentano in media il 30%, e che va dal 24% nelle aree rurali del Perù, al 28% in Tanzania, dal 30% nelle aree rurali del Bangladesh, per arrivare addirittura al 40% nell’Africa meridionale.

Solo quest’anno, nei Paesi in via di sviluppo si sono registrati 80 milioni di gravidanze indesiderate o non programmate. Assicurare la contraccezione a livello globale potrebbe prevenire il 30% delle morti materne e il 20% di quelle neonatali nei paesi in via di sviluppo, salvando potenzialmente 649.000 vite all’anno.

Domani, 11 luglio, i leader mondiali si riuniranno a Londra per un summit internazionale sulla pianificazione familiare, promosso dal Governo inglese e dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Save the Children chiede loro di ”impegnarsi attivamente affinchè venga aumentata la disponibilità di contraccezione a livello globale e di agire in maniera tale che  le ragazze e le donne abbiano la possibilità di decidere se e quando avere un figlio e quanti averne”.

Inoltre l’Organizzazione chiede che ogni donna possa avere accesso alla pianificazione familiare, che i diritti delle donne siano sanciti e tutelati dalla legge. Maggiori investimenti per assicurare l’educazione alle donne e per aumentare il numero di operatori sanitari sono i requisiti indispensabili per cercare di migliorare questa drammatica situazione, ci auguriamo davvero che ciò possa avvenire.

Pamela Cocco

Foto via mixamag.it;

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews