Quando il preservativo fa la differenza, per lui e per lei

Una scena di The Naked Gun

Per molti uomini è un incubo, e per alcune donne inevitabilmente lo diventa. Perché siamo onesti, a nessuno piace interrompere “il gioco” sul più bello. Ma prima o poi il fatidico “momento preservativo” arriva per tutti: attimi vitali, che se gestiti male rischiano di far saltare tutto il lavoro fatto in precedenza.

E siccome robot non lo siamo, sospendere tutto sul più bello e mantenere “salda la concentrazione”, non è cosa facilissima nemmeno per i più esperti. Per non parlare dei preziosi secondi che inevitabilmente si perdono nel cercare il palloncino: “L’avevo messo sotto il cuscino”, “Dovrebbe essere nella tasca dei jeans”, “Lo metto sempre nel cassetto”. Si ok, peccato che nella foga della passione del letto non è rimasto più nulla (nemmeno i coprimaterassi), i vestiti sono ancora sul divano del salotto (al piano di sotto) e nel cassetto di un uomo è difficile immaginare che possa esistere un qualche criterio di selezione per cui hai più possibilità di trovare l’album Panini dei calciatori del Mondiale ’82 che il tanto agognato condom.

Ma siamo ottimisti e diamo per scontato che tutto sia filato liscio. Ora il nostro partner è davanti a noi nel  tentativo di indossare il “cappotto”. Mi sono sempre chiesta quello che pensano gli uomini in quei momenti per evitare una rapida e imbarazzante caduta in picchiata del… del desiderio. Stanno lì di fronte a te, talvolta un po’ goffi perché vogliono apparire sicuri di sé nel maneggiare l’immaneggiabile, sotto lo sguardo della donna che cerca di fare la “vaga”, ma vi assicuro che è pura finzione. Perché, soprattutto se è una delle prime volte, la curiosità è tanta ed è inevitabile non buttare un’occhiata lì sotto. “Fammi vedere bene com’è fatto che non l’ho visto bene”. Ma senza farsi sgamare, altrimenti si rischia di metterLI (si perché l’uomo conta doppio, un corpo solo per due differenti “teste”) in soggezione o imbarazzo. Quindi non sai dove puntare lo sguardo. Non puoi guardare il soffitto, sembreresti poco coinvolta, allora ti fissi sul suo sguardo, osservi gli occhi, il viso, la bocca… ma lui è talmente preso dall’altro “lui” che non ti rivolge la minima attenzione. Allora passi al torace, ammiri il corpo, le braccia che si muovono…le segui nei movimenti e ti ritrovi di nuovo a guardare lì. Inevitabile, direi.

Che fare ora? È trascorso quasi un minuto…60 secondi interminabili e ancora nulla,  c’è qualche problema con “l’uomo invisibile”. Il tempo passa, il tuo partner sembra temporeggiare nella speranza che qualcuno da lì sotto si faccia sentire. Bisogna agire subito, e recuperare il recuperabile. A questo punto bisogna decidere come procedere: o fa un tentativo nella speranza di imbucare il viale verso il  paradiso nella speranza che l’arnese copulatore si svegli una volta vista la luce celestiale, o si procede ad un risveglio forzato che potrebbe, come no (talvolta il detto “chi fa per se fa per tre” è più risolutivo), coinvolgere anche la donna. In un modo o nell’altro, l’importante è ripristinare l’alzabandiera.

Inconvenienti, questi, che potrebbero essere evitati con la giusta dose di curiosità e voglia di sperimentare. Perché anche se non tutti lo sanno, esiste il preservativo al femminile, ovvero per le donne.  Si chiama Femidom e altro non è che una guaina resistente di poliuretano, lunga 17 centimetri, con un anello flessibile su entrambe le estremità e che la donna indossa prima del rapporto. Contenti maschietti???

Condom per donne

All’inizio può risultare troppo grande, scomodo o antiestetico, ma è solo il primo impatto. Una volta superato questo step c’è solo da guadagnarci nell’usare questo metodo contraccettivo. Intanto offre protezione totale sia dalle gravidanze, sia dalle malattie a trasmissione sessuale (prima fra tutte l’Aids) e soprattutto rende la donna autonoma di decidere quando e come proteggersi. La cosa interessante è che non è necessario indossarlo immediatamente prima di un rapporto, ma lo si può posizionare diverse ore in anticipo per essere già pronte al momento dovuto. In questo modo la spontaneità dell’atto sessuale in se e per sé non viene intaccata e tutto potrebbe risultare più naturale, anche perché non è necessario rimuoverlo subito dopo la conclusione del rapporto.

Ultimi avvertimenti. Il primo impatto può essere sgradevole per il suo aspetto: è appiccicoso e viscido perché è già lubrificato con silicone per favorirne l’applicazione e l’utilizzo. Cercate di andare oltre e non buttate subito la spugna: provatelo ad inserirlo un paio di volte come esercizio prima di “sfoderalo” in una occasione ufficiale.

Buon sesso e fatemi sapere!

Per suggerimenti, consigli, episodi, idee, contattateci all’indirizzo nonsolosesso@wakeupnews.eu

Belle de Nuit

 

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