Quale invasione? Quattro mappe per spiegare i flussi dei migranti in Europa

Da dove arrivano i migranti? E quanto incide il flusso dei richiedenti asilo sul fenomeno delle migrazioni? La sorprendente spiegazione in quattro mappe

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Migranti e rifugiati in Italia, è davvero un fenomeno così sproporzionato? Sembrerebbe di no (foto: eunews.it)

Dove si dirige il fenomeno migratorio? E quanto ha influito negli ultimi anni il flusso dei richiedenti asilo? Domande che l’opinione pubblica di tutta Europa si pone quotidianamente, e che troppo spesso trovano risposte vaghe o quantomeno fuorvianti. Per questo Jakub Marian, un linguista, matematico e artista della Repubblica Ceca, ha pubblicato sul suo sito personale una serie di mappe esplicative, realizzate tenendo conto dei dati raccolti in materia dalle Nazioni Unite nel 2015. Dati accurati e attendibili, integrati con gli studi recentemente pubblicati da Eurostat e relativi al numero di richiedenti asilo arrivati in Europa tra il gennaio 2015 e il giugno 2016.

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La percentuale di migranti rispetto alla popolazione di ogni singolo paese europeo (foto: jakubmarian.com)

QUANTI MIGRANTI IN ITALIA? – Come si può vedere dalla prima mappa, l’Italia è il secondo paese occidentale con la più bassa percentuale di migranti  (9,5%), “superata” solamente dal Portogallo. Secondo i dati raccolti, attualmente è la Svezia il paese con la più alta percentuale di immigrati (16,9%, che arriva fino a 18,5 considerando i richiedenti asilo), seguita da Germania (14,5) e Norvegia (14,4).

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I Paesi di provenienza dei migranti (foto: jakubmarian.com)

I PAESI DI PROVENIENZA -  Smentito un altro luogo comune, quello secondo cui la recente crisi dei rifugiati abbia alterato sensibilmente i flussi migratori. Difatti, come si vede dalla mappa, i dati forniti da Eurostat non hanno alterato i paesi di provenienza dei migranti, legati perlopiù da passati rapporti coloniali (Algeria-Francia, India-Regno Unito, Angola-Portogallo), vicinanza geografica (Marocco-Spagna, Polonia-Germania, Germania-Danimarca, Ucraina-Polonia) o stretti rapporti economici-culturali (Italia-Romania).

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La variazione percentuale dei migranti nella popolazione dei paesi europei tra il 2010 e il 2015 (foto: jakubmarian.com)

ITALIA, I MIGRANTI SONO DIMINUITI- Però, e questo è un pensiero piuttosto diffuso, negli ultimi anni la presenza degli stranieri in Italia è aumentata. Assolutamente no, è diminuita dello 0,1, al contrario di quanto avvenuto in diversi paesi dell’area. Inoltre, nel periodo indicato, Marian non ha tenuto conto dei dati Eurostat per quanto riguarda alcuni Paese – Italia compresa – considerati solamente qualora l’incidenza dei rifugiati superi lo 0,4%.

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Le comunità migranti cresciute ne periodo tra il 2010 e il 2015 (foto: jakubmarian.com)

GLI ULTIMI ARRIVI, QUALE CAMBIAMENTO? – Infine l’ultima mappa, che indica i paesi di provenienza dei migranti arrivati in Europa tra il 2010 e il 2015. Come si può ben vedere, rispetto alla seconda mappa mostrata la differenza è veramente scarsa. Si nota un incremento dei migranti cubani in Spagna e un aumento di richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria in Italia tra il 2015 e l’anno in corso. Guardando ai dati diffusi da Eurostat e relativi al primo quadrimestre nel 2016, periodo in cui i richiedenti asilo in Europa sono aumentati del 50%, si nota inoltre che il 61% di questi (circa 175.000) si sono recati in Germania, l’8% (22.300) in Italia, il 6% (18.000) in Francia, il 5% (13.000) in Austria  e il 4% (10.100) nel Regno Unito. C’è stato un incremento rispetto al periodo antecedente? Si, ma anche in questo caso l’Italia non è stato, a dispetto di quanto venga comunemente pensato, il Paese maggiormente coinvolto. Il nostro Paese ha difatti visto un aumento delle richieste pari a 7.100 unità, meno di Germania (98.000) e Francia (15.200).

 

Carlo Perigli

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