Qatar 2022, Blatter ammette: «Fatta una scelta sbagliata»

Lo stadio di Al Shamal, uno di quelli previsti per ospitare i match di Qatar 2022

Lo stadio di Al Shamal, uno di quelli previsti per ospitare i match di Qatar 2022

Zurigo – «Sono giunto alla conclusione che giocare la Coppa del Mondo nel caldo dell’estate del Qatar non è semplicemente una cosa responsabile da fare». Con queste parole, il presidente della Fifa, Joseph “Sepp” Blatter ha introdotto l’ipotesi che i Mondiali di calcio che dovrebbero disputarsi fra nove anni in Qatar, come deciso il 2 dicembre 2010 nella città svizzera, vengano disputati in inverno, nel pieno cioè dei campionati nazionali.

Blatter ha aggiunto: «Nonostante sappia bene che il Qatar ha i mezzi per sviluppare la migliore tecnologia. Per questo ho detto in pubblico che la Fifa dovrebbe riconsiderare il periodo in cui giocare e valutare quali conseguenze avrebbe giocare in inverno».

Per il presidente della Fifa, in ogni caso, la colpa è da scaricare sui delegati internazionali che, sul fine del 2010, decisero per il Qatar, scartando le candidature di Australia, Corea del Sud e Giappone (nessun paese europeo poteva presentarsi, visto l’assegnazione dei mondiali 2018 alla Russia, che pure è un paese ufficiosamente europeo), poiché «sapevano che le partite si sarebbero disputate tra giugno e luglio», quando la temperatura nel paese raggiunge e supera abbondantemente i 40 gradi, rendendo le attività all’aperto, sportive e non, particolarmente difficili se non impossibili.

Il 3 ottobre, quando la Fifa si riunirà, Blatter proporrà di spostare il torneo a novembre o nel periodo gennaio-febbraio, mentre in gran parte del mondo si tengono campionati e coppe continentali. Lo stop invernale, che dovrebbe durare circa un mese, è però osteggiato dall’ex presidente della Deutscher Fußbal-Bund, Theo Zwanziger, per il quale «questo cambio colpirebbe non solo la Bundesliga, ma anche tutte le serie minori e l’unità del calcio tedesco».

A Zwanziger risponde direttamente Blatter, che accusa Europa (da europeo…) e America meridionale di voler «centralizzare il mondo del calcio, che non è un affare solo europeo e sudamericano, ma si è convertito in uno sport mondiale, con miliardi di fan in ogni angolo del globo».

Le polemiche su Qatar 2022 non finiscono qui, perché è tornata a galla la denuncia, fatta da France Football (il quotidiano che assegnava il Pallone d’oro, prima che fosse “istituzionalizzato” proprio da Blatter), di una presunta rete di corruzione che avrebbe coinvolto Fifa, Uefa, Sudafrica insieme all’ex presidente della Francia, Nicolas Sarkozy e quello dell’Uefa Michel Platini, per assegnare al paese mediorientale l’organizzazione dei mondiali, in cambio di interessi economici e politici, in particolare legati alle partecipazioni sportive della famiglia Al Thani, proprietaria del Paris Saint German e di fondi d’investimento vicini a Sarkozy.

Stefano Maria Meconi

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