‘Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo’: il presente eterno di Sylvie Freddi

La fantascienza, secondo Sylvie Freddi, si conferma come genere fondamentale per esplorare i drammi umani del presente per un'ipotesi di futuro reale e consistente

La copertina di "Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo", il nuovo romanzo di Sylvie Freddi

La copertina di “Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo”, il nuovo romanzo di Sylvie Freddi

Pochi generi come la fantascienza – spesso al pari, forse anche più di un documentario – riescono a parlare dell’oggi in maniera talmente corposa e precisa da rasentare un certo quoziente di profezia, che altro non è se non una spiccata capacità di frantumare i paraocchi per guardare oltre, qui e ora. Soprattutto l’impostazione distopica comune a tante stesure letterarie e, naturalmente, anche cinematografiche permette di affondare meglio il dito nella piaga di molte sfumature appartenenti al reale della nostra contemporaneità. Sarà perché la dichiarazione implicita di racconto prettamente derivante da costruzioni fantasiose conferisce a chi le pone in essere una sacra libertà intuitiva e sintattica, fatto sta che tutto questo Sylvie Freddi lo sa molto bene. Talmente bene da riuscire a fare del suo nuovo romanzo, Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo (edito da Stampa Alternativa per la collana Eretica) un potente e salvifico mix di invenzione fantascientifica e critica sociale.

C’È VITA SU MARTE? – Ambientato in un futuro post apocalittico sul suolo di Marte, la condizione post umana vede il pianeta Terra ormai abbandonato e l’esistenza collettiva modificata fin nei suoi aspetti più infinitesimali nel percorso di evoluzione successivo, per l’appunto, al Grande Esodo sul pianeta rosso. Qui, nella città di Agra, il detective Dylan viene incaricato da una donna di nome Qinab – proveniente da una potente casta di mutanti scienziati – di ritrovare Q502, una ragazza scomparsa venticinque anni prima. Nell’assumere l’incarico, Dylan si fa aiutare da Kofta, suo tutore nonché uno dei pochissimi esseri viventi ad avere ancora memoria del passato. Dopo aver comprato l’identità di un tecnico, Dylan si fa assumere per lavorare in una raccoglitrice di meteoroidi su Phobos (una delle due lune di Marte) appartenente all’avido Consigliere Darkon, potenziale rapitore di Q502. Dopo svariate peripezie, Dylan trova Q502 nella città/discarica di Dharavi e, con lei, intraprende un lunghissimo percorso di salvezza non privo di segreti in grado di sconvolgere le sorti dell’intero mondo di cui fanno parte.

Sylvie Freddi

Sylvie Freddi

IN UN ETERNO PRESENTE – Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo è un romanzo strapieno di senso e significato, ricco com’è di metafore raramente così precise e aderenti al reale che piomba sotto i nostri occhi – anche interiori – giorno dopo giorno, qui e ora. Il futuro ipotizzato da Sylvie Freddi (già autrice di due racconti per il progetto narrativo sperimentale Tifiamo Scaramouche del collettivo Wu Ming) è un eterno presente in cui la diversità è ancora un fattore razziale e propagandistico.

Attraverso una narrazione molto lucida e ricca di spunti scientifici, Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo procede nella minuziosa descrizione di una società che la passivamente accettato ogni privazione di libertà anche mentale. Malgrado tutto, la Freddi affida il punto di vista portante ad un protagonista ancora in grado di credere in una possibile lotta per una sopravvivenza morale e intellettuale che faccia perno sul concetto di memoria – non a caso – per tentare di recuperare un pur minimo barlume di speranza sociale e, di riflesso, individuale.

IL NON-NUOVO MONDO - L’innata capacità di adattamento dell’essere umano a qualsiasi tipologia di sottomissione apparentemente sobria e benevola emerge in tutta la sua drammatica potenza pagina dopo pagina, facendo leva in particolar modo su una visione globale che vuole l’aumento di conoscenza e intelligenza come pessimistico strumento incapace di sconfiggere le più becere chiusure mentali. La tecnologia è ad ogni angolo di esistenza ma viene utilizzata in modo nettamente sbagliato e retrogrado: invece di evolvere il DNA umano verso nuove e importanti capacità intuitive, si preferisce “purificarlo” a proprio tornaconto; anziché utilizzare innesti cerebrali per espansioni non solo concettuali, si sceglie di farne il fulcro dell’assunzione di identità diverse dalla propria.

Tutto è votato orwellianamente verso una graduale deflagrazione del senso di indipendenza che è conseguenza principale dell’accantonamento della propria memoria sia storica che individuale. Senza memoria si può dominare e i potenti lo sanno bene, ma Dylan saprà combattere per ricordare all’essere umano chi è e da dove viene. Il futuro, secondo la saggia visione di Sylvie Freddi, dipende dalle dinamiche che intercorrono tra l’uomo e la Storia.

Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo
di Sylvie Freddi
Genere: Fantascienza
Edizioni Stampa Alternativa (collana Eretica)
13 €

 

Stefano Gallone
@SteGallone

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