Pussy Riot, attesa mondiale per il verdetto

Mosca – Calca di giornalisti di tutto il mondo davanti al tribunale Khamovniki, a Mosca, per l’attesa sentenza nel processo contro il trio punk Pussy Riot che sarà pronunciata a breve. Blindata la zona intorno al tribunale con una decina di cellulari della polizia e uomini della forza antisommossa; fuori dalle transenne, sostenitori del gruppo, tra cui il blogger anti-Putin Alexei Navalni, ma anche detrattori, tra i quali alcuni militanti del partito liberal-democratico (LDPR) che recano cartelli con la scritta “Giù le mani dalla chiesa ortodossa”.

Rafforzate le misure di sicurezza in tutta la città dove stamani si sono già verificate piccole azioni di protesta con alcuni attivisti sostenitori del gruppo che hanno infilato passamontagna colorati, simbolo della band, sul capo dei monumenti ad alcune glorie russe come il poeta Puskin.

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In attesa del verdetto nel processo contro il trio rock, previsto oggi a Mosca alle 15 (le 13 in Italia), i sostenitori della band di tutto il mondo hanno in programma una serie di manifestazioni in 30 città, da Parigi a Varsavia. Lo riferisce la Radio Echo di Mosca. Il coordinamento è avvenuto in via spontanea via Facebook e sul sito web freepussyriot.org.

«Qualunque sia il verdetto, noi e voi stiamo vincendo. Perché abbiamo imparato ad essere arrabbiati e a dirlo politicamente». Parola di Nadia Tolokonnikova, 22 anni, considerata mente e “sex symbol” delle Pussy Riot, nel giorno della sentenza contro la band punk oggi a Mosca che potrebbe assegnarle 3 anni di galera.

In un lettera dal carcere per ringraziare i suoi sostenitori – la sesta da lei firmata, diffusa dagli avvocati della difesa e pubblicata nell’originale manoscritto sul sito della radio Echo – la Tolokonnikova, in detenzione preventiva dal 15 marzo, esprime sorpresa per la mobilitazione mondiale a sostegno del suo gruppo: «Trovo ancora difficile credere che tutto questo non è un sogno».

E la spiega così: «la nostra detenzione è un segno chiaro e distinto che la libertà è stata sottratta a tutto il Paese». A suo avviso, la Russia soffre di un “male politico“: la minaccia è «la distruzione della libertà e delle forze di emancipazione del Paese».

Natalia Radicchio

Foto via http://tg24.sky.it/

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