Pugno duro di Erdogan, spazzata via la protesta in Turchia

turchia (blogo.it)

Gli scontri in piazza Taksir si sono conclusi con le cariche della polizia (blogo.it)

Istanbul – Piazza Taksim è tornata in mano alle forze governative durante la notte; sono state necessarie otto ore di durissimi scontri, perdurati per l’intera nottata. I manifestanti, che da giorni si riuniscono per contrastare la distruzione del parco Gezi e per contestare il governo Erdogan, sono stati bersagliati da lacrimogeni per tutta la serata, fino oltre le tre del mattino, quando la piazza è stata evacuata dalle forze di polizia.

La battaglia per piazza Taksim si è protratta fin quasi all’alba; a decidere di sbloccare la situazione è stato il premier turco Erdogan, che ha optato per l’applicazione di una linea «tolleranza zero» verso le manifestazioni di piazza che caratterizzano da alcuni giorni la scena politica e sociale turca. «Questa questione è finita. Non avremo più tolleranza» sono state le sue parole in Parlamento, prima di annunciare che i piani per il parco Gezi proseguiranno: «segheremo gli alberi di quel parco, saranno ripiantati in un altro posto».

Durante la notte, quindi, la polizia si è presentata in assetto anti-sommossa in piazza e, dopo aver caricato i manifestanti, li ha costretti a ritirarsi, riprendendo così il pieno controllo della piazza. I lacrimogeni hanno sostituito gli idranti dei giorni scorsi e le barricate non hanno tenuto. Di prima mattina, inoltre, le ruspe hanno spazzato via quel che restava della protesta; l’operazione di Erdogan per schiacciare la contestazione popolare si è così completata.

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. «La stabilità di lungo termine della Turchia può essere garantita solo sostenendo il diritto di espressione e quello di riunirsi»: sono le parole di Caitilin Hayden, portavoce della Casa Bianca, che continua «a seguire con preoccupazione gli eventi in Turchia e il nostro interesse è quello del sostegno alla libertà di espressione e di assemblea, compreso il diritto di protestare pacificamente». “Crediamo – ha quindi aggiunto – che la stabilità di lungo termine della Turchia sia meglio garantita sostenendo le libertà fondamentali e la libertà dei media”. Parole dirette da Washington, quindi, che tra le righe condannano l’ennesimo ricorso alla forza del governo Erdogan.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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