Processo Unipol, attesa per la sentenza contro Berlusconi

Tre sentenze in un mese: inizia oggi il "marzo di fuoco" di Silvio Berlusconi

Milano – Dopo il rinvio deciso a causa degli impegni legati alla campagna elettorale, i giudici del tribunale di Milano dovrebbero emettere in mattinata la sentenza a carico di Silvio Berlusconi, relativamente al processo Unipol, nel quale l’ex premier è imputato per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio insieme al fratello Paolo, a capo del quotidiano Il Giornale.

La decisione, che i togati prenderanno dopo una riunione in camera di consiglio che è appena iniziata, e che dovrebbe concludersi «intorno a mezzogiorno», secondo quanto dichiarato alla stampa dal presidente del collegio giudicante, Oscar Magi, riguarda la pubblicazione sulle pagine del Giornale di alcune intercettazioni che riguardano Piero Fassino, attualmente sindaco di Torino ed ex segretario della Ds, e il presidente di Unipol Giovanni Consorte, e che furono rese note il 31 dicembre 2005.

In quegli stralci, documenti d’ufficio nell’inchiesta su presunte irregolarità nell’acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro da parte proprio di Unipol, erano contenute informazioni che, date in pasto alla stampa a pochi mesi dalle elezioni politiche del 2006 – vinte dal centrosinistra con una risicata maggioranza che portò alla caduta del governo nel 2008 – influenzarono il risultato del voto.

Per questo, e per altri motivi, il pubblico ministero Romanelli ha proposto la condanna del Cavaliere a un anno di carcere, e del fratello a 3 anni e 3 mesi, con le gravose accuse di rivelazione del segreto d’ufficio, ricettazione e millantato credito. Per Silvio Berlusconi, si tratta della prima di tre sentenze che lo riguarderanno nel mese di marzo: il 18 potrebbe essere condannato per sfruttamento della prostituzione minorile relativamente al caso Ruby – sulla quale ultima udienza i legali hanno chiesto un rinvio, affinché Berlusconi possa partecipare al vertice con Mario Monti di domani – , e il 23 potrebbe vedersi confermata la pena a quattro anni di reclusione per il processo sui diritti Mediaset.

È proprio in vista di questi appuntamenti, infatti, che Berlusconi e i suoi fedelissimi, oltre a tutti i sostenitori del PdL, dovrebbero “occupare” piazza San Giovanni a Roma, ormai terreno di scontro e conquista da parte di ogni partito, per protestare contro la «magistratura politicizzata che vuole sovvertire l’esito del voto popolare», per citare le parole celeberrime e ripetute fino alla nausea dell’ex premier.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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