Processo lungo, passa la fiducia in Senato

ROMA – Il Senato ha approvato il ddl sul processo lungo sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia. Il provvedimento, che ora passa all’esame della Camera, ha ottenuto 160 voti a favore di Pdl, Lega e Coesione nazionale mentre 139 sono stati i voti contrati di Pd, Idv, Udc e Terzo polo. Durante la mattinata non sono mancati momenti di tensione quando, durante l’intervento di Maurizio Gasparri, i senatori di Italia dei valori hanno inscenato una protesta, alzando dei fogli bianchi con la scritta: “Ladri di giustizia”, esponendoli anche in direzione della tribuna stampa.

 

Immediatamente richiamati dal presidente del Senato Renato Schifani, i senatori dipietristi hanno dovuto cessare la contestazione quando sono intervenuti gli assistenti parlamentari che gli hanno tolto loro dalle mani i fogli incriminati. Non è la prima volta che Francesco Nitto Palma siede tra i banchi del governo, ma oggi, nell’aula di Palazzo Madama, non lo fa da sottosegretario all’Interno bensì da neo ministro della Giustizia.

 

Il Guardasigilli ha seguito le dichiarazioni di voto. Accanto a lui il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e del Welfare Maurizio Sacconi. Non bisogna fermare “una buona legge” solo perché fra i possibili destinatari vi è anche il presidente del Consiglio, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini. «Sembra sorprendente che ci si debba fermare solamente perché fra i molti possibili destinatari di una legge buona c’è il presidente del Consiglio – ha detto il ministro – se questo è un motivo sufficiente per fermare una legge buona io non sono d’accordo».

 

«Rendiamo davvero buona quella legge. A chi si applica, si applica», ha proseguito Frattini, secondo il quale «non deve diventare una variante negativa per una buona legge» il fatto che tra i destinatari ci sia anche il capo del governo. Secondo il ministro, «non è un vulnus alla giustizia» garantire all’imputato che si possano ascoltare i testimoni a sua discolpa. Tuttavia se questo pregiudicasse processi per mafia «potrebbero essere necessari interventi correttivi, ammesso che questo provvedimento provochi queste conseguenze».

Natalia Radicchio

Foto| via www.lastampa.com

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