Processione vietata per inchino al boss? Spostata nel comasco

Peregrinaggio al nord per i fedeli della Calabria: vietata la processione in casa, oggi si celebra nel comasco

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Un momento della festa per san Bartolomeo

Andrate – La processione dell’omaggio mafioso si sposta al nord: dopo lo scandalo di Oppido Mamertina, con la sosta sotto la casa del boss, la celebrazione di san Bartolomeo per la comunità di Giffone si terrà quest’oggi a Fino Mornasco, nel comune di Andrate, dove la comunità calabrese ha portato anni addietro una copia della statua originale.

PRECEDENTI – Il caso di Oppido Mameritina aveva fatto discutere, almeno quanto le poco credibili scuse del parroco: l’omaggio di una processione cristiana a un boss della malavita era sembrato davvero inopportuno, se non contrario al credo cristiano stesso. In conseguenza a quel gesto, il vescovo della diocesi di Oppido – e Giffone ne è parte – ha posto uno stop temporaneo a tutte le processioni, inclusa quella di san Bartolomeo che, tradizionalmente, si svolge il 24 agosto a Giffone.

SPOSTAMENTO – La comunità calabrese ha così optato per ringraziare il patrono in un’altra località, mantenendo però fede a una antica tradizione religiosa. L’appuntamento è stato dato per le 15.00 di oggi, quando la processione di Fino Mornasco chiuderà una settimana di celebrazioni per san Bartolomeo.

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Un momento della processione a Fino Mornasco (portaledicomo.it)

IN PULLMAN – A raccontare la novità è uno degli organizzatori: «arriverà un pullman dalla Calabria – dice Pino Mandaglio – ma anche questo è sempre avvenuto». Turisti religiosi che attraversano mezza Italia per venerare il loro santo, tra fede e un poco di scaramanzia, come accade per molte manifestazioni di questo tipo. «Arriverà molta più gente, tutti quelli che non hanno potuto tributare la loro devozione in Calabria – prosegue il rappresentante dell’organizzazione – ma non si confondano i concetti: con la mafia o la ‘ndrangheta non c’entrano proprio nulla, qui parliamo di fedeli, noi con fenomeni come l’inchino non abbiamo nulla a che fare».

FESTA E MIGRANTI – La processione di Andrate è in piena crescita; seguitissima dagli immigrati già negli anni ’70 – le cronache locali rievocano spesso l’edizione in cui si esibì anche Mino Reitano – vedrà anche quest’anno la statua del santo portata a spalla attraverso il paese da molte persone originarie della Calabria.
La presenza della statua, d’altronde, è strettamente legata a quella della comunità calabrese, che ne volle una copia appunto per ringraziare il santo dell’averla guidati verso una nuova casa. Ad Andrate, allora, non arrivano solo i calabresi di Giffone, ma anche parenti e amici da Stati Uniti e Australia. Senza per questo voler omaggiare un boss mafioso, si spera.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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