Privacy su Facebook, il Garante italiano non avvierà l’indagine

Smentito l'avvio delle indagini da parte del Garante, rimangono 5 i Paesi che stanno controllando eventuali violazioni della privacy da parte di Facebook

facebookL’Ufficio del Garante sulla Privacy in una nota ha smentito le notizie relative al coinvolgimento dell’autorità italiana nell’indagine, portata avanti da alcuni Paesi europei, per le presunte violazioni della privacy perpetrate da Facebook, per quanto riguarda la raccolta e gestione dei dati dei suoi utenti. La notizia era apparsa sul Wall Street Journal e ripresa in Italia da Puntoinformatico.it, che nella mattinata di oggi ha provveduto ha pubblicare la rettifica.

CINQUE PAESI IN AZIONE – In attesa di ulteriori ed eventuali chiarimenti, sarebbero quindi cinque i Paesi europei (Germania, Francia, Belgio, Spagna e Olanda) ad aver attivato le proprie autorità per verificare possibili violazioni della privacy, che in caso obbligherebbero il colosso dei social network a rivedere le proprie politiche in materia, oltre al pagamento di una salatissima multa. Il lavoro degli inquirenti si basa più che altro sulla gestione dei dati di oltre trecento milioni di utenti del vecchio continente, ottenuti incrociando anche i dati raccolti su Instagram e WhatsApp, al fine di inviare messaggi pubblicitari mirati. Sotto la lente di ingrandimento anche i famosi “like”, che, come spiegato dal Wall Street Journal, renderebbero possibile la tracciabilità delle abitudini degli utenti.

LA RISPOSTA DI FACEBOOK - «Siamo al corrente delle indagini delle autorità garanti della privacy in Belgio, Olanda e Amburgo – ha dichiarato un portavoce di Facebook. Non abbiamo ad oggi ricevuto alcuna comunicazione riguardante indagini ad altre autorità garanti della privacy in Europa. Se e quando le riceveremo, risponderemo di conseguenza». L’azienda ha inoltre chiarito di aver «recentemente aggiornato le nostre condizioni d’uso e policy per renderle più chiare e concise» e di aver sempre lavorato nel rispetto della Direttiva Ue sulla protezione dei dati, sotto la supervisione del Commissario irlandese preposto a tale ambito. «Tutti i siti, Facebook incluso – ha concluso l’azienda – utilizzano in maniera legale i cookie per offrire i propri servizi. I cookie sono stati lo standard  di mercato per più di 15 anni. Se le persone vogliono fare opt out e rinunciare quindi a un advertising basato su siti visitati e app utilizzate, possono farlo attraverso l’EdAA (European Interactive Digital  Advertising Alliance)».

Carlo Perigli
@c_perigli

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