Sudafrica 2010, primo turno: Germania ok, africane sottotono

La Germania vince e convince, anche se contro un avversario inconsistente e in inferiorità numerica. Male le “padrone di casa”, basso profilo per il Brasile

di Vincenzo La Camera

Nelson Mandela con la Coppa del Mondo

Nessuno prima del Mondiale avrebbe scommesso un euro sulla Germania, e forse non lo farebbe nemmeno ora. Ma i tedeschi sono l’unica squadra a non uscire ridimensionata da questo primo giro sulla giostra del torneo iridato. Siamo d’accordo, l’Australia non è una corazzata, ma l’Italia quattro anni fa dovette aggrapparsi ad un rigore a tempo scaduto per averne la meglio.

La Germania ha diverse frecce al suo arco. Klose e Gomez ad esempio, non certo spremuti da Van Gaal nel Bayern e una pattuglia di giovani rampanti. Da Ozil a Muller (che cognome…), da Marin a Cacau (in gol contro l’Australia dopo un manciata di minuti dal suo ingresso).

Nel suo girone la squadra di Loew probabilmente si contenderà il primo posto con il Ghana, l’unica africana ad aver impressionato. Alla vittoria sulla Serbia, nello spareggio per il secondo posto, non hanno partecipato né Muntari né tantomeno la stella del Chelsea Essien (infortunato) e con un Appiah ben lontano dai tempi d’oro.

Per il resto le squadre africane sono apparse sottotono. Forse stordito dalle vuvuzela il Camerun di Eto’o ci lascia le penne con il Giappone. Ed ora rischia l’eliminazione (nello stesso girone l’Olanda trova poca resistenza nella Danimarca e attende con ansia il recupero di Robben). L’Algeria, sotto gli occhi di Zidane, si fa superare dalla modesta Slovenia e dice addio ai sogni di gloria. A meno che non faccia un exploit contro l’Inghilterra, che non può essere quella vista contro gli yankee.

Messi non è ancora andato a segno in questo Mondiale

Il Sudafrica ha fatto la sua parte prima di crollare contro l’Uruguay. I galletti francesi sono rimasti imbrigliati nella gabbia dell’Uruguay, con Henry e Ribery che sembravano l’ombra di se stessi.

Con le luci di posizione l’Argentina (prima del grande slancio di ieri) e a fari spenti il Brasile. In attesa che Messi e Tevez da una parte e Kakà e O Fabuloso dall’altra accendano davvero la luce. Nel frattempo una vittoria in cassaforte per entrambe. Di misura l’albiceleste sulla Nigeria (non certo quella di qualche anno fa) e con qualche brivido la seleçao sulla Corea del Nord. Comunque critiche eccessive per i verdeoro. Il Mondiale africano è tanto equilibrato quanto incerto. Dunga ha fatto scelte impopolari, per i giornalisti brasiliani. Bocciata la fantasia di Dinho e Pato, spazio alla sostanza di Elano e Melo. Dopo il primo round solo due partite hanno raggiunto la soglia dei tre gol (entrambe con una rete a tempo scaduto). E solo in un match è arrivato un poker di reti.

Dell’Italia si è già detto abbastanza. Con una squadra al completo possiamo giocarcela. In un Mondiale dove si segna con il contagocce, almeno sino ad ora, Lippi può costruire qualcosa di importante. E la Spagna? Facciamo finta che le furie rosse, come amano definirsi loro, esordiscano lunedì contro l’Honduras.

Foto: Calciopro.Com, Thefootballworldcupsite.Com

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