Primo sì delle Regioni per escludere da scuola i bimbi non vaccinati

Arrivato il primo sì delle Regioni per escludere dall'iscrizione scolastica tutti i bimbi non vaccinati: ma questa decisione cozza col diritto allo studio

Si è svolto a Rimini il consueto incontro bimestrale della Comilva, con un eccezionale boom di presenze (www.comilva.org)

Si è svolto a Rimini il consueto incontro bimestrale della Comilva, con un eccezionale boom di presenze (www.comilva.org)

Lo scorso ottobre, allorché l’Istituto Superiore di Sanità, la Società italiana di Pediatria e l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) lanciavano l’allarme riguardo al costante calo delle vaccinazioni dei bambini in Italia, il ministro Beatrice Lorenzin interveniva dichiarando che avrebbe osteggiato questa pericolosa pratica con ogni tipo di mezzo, come non permettere l’iscrizione scolastica ai bambini che non sono stati vaccinati. Ebbene, è arrivato proprio stamattina il primo sì delle Regioni proprio riguardo a questo punto, ossia all’esclusione dalla scuola per i bambini non vaccinati. Non si tratta però di una legge: il Piano Nazionale Vaccini, all’interno del quale compare la proposta di esclusione dall’iscrizione scolastica se non vaccinati, cozza irrimediabilmente con il diritto allo studio della legislazione italiana. Non si capisce come si risolverà questa empasse, ma di certo è un argomento bollente, tanto più che ieri sera si è svolto a Rimini l’incontro bimestrale della Comilva, il Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni; si tratta di un’organizzazione che predica l’obiezione attiva, e che ieri sera ha visto un boom incredibile di presenze, tanto che dall’abituale sede nella zona della vecchia fiera si sono trasferiti presso la Sala Flaminia dell’hotel Polo della centralissima via Amerigo Vespucci.

ROMAGNA, “MAGLIA NERA” PER LE VACCINAZIONI DEI BAMBINILe statistiche regionali – riferite all’anno 2014 – delle vaccinazioni obbligatorie al secondo anno di vita, che sono le vaccinazioni contro la difterite, il tetano, la poliomielite e l’epatite B, assegnano a Rimini la “maglia nera”: il capoluogo romagnolo infatti ha un tasso di copertura dell’ottantasette percento, mentre per le stesse malattie a Bologna il tasso di copertura è del novantacinque percento e in media nell’intera Regione arriva al novantaquattro percento. Per quanto riguarda le coperture contro il morbillo e il meningococco la percentuale è del settantasette percento contro il novantadue percento del resto delle Regioni italiane. Inoltre, le statistiche confermano che, a partire dal 2005, il calo delle vaccinazioni obbligatorie a Rimini è costantemente in calo ma dal 2013 si è accentuato ancora di più.

Le vaccinazioni obbligatorie dei bambini sono costantemente in calo (www.ilquotidianoitaliano.it)

Le vaccinazioni obbligatorie dei bambini sono costantemente in calo (www.ilquotidianoitaliano.it)

E la presenza massiccia di mamme che allattano o col pancione, o di coppie appena sposate, all’incontro della Comilva, non lascia presagire nulla di buono: tanto più che le loro domande ai rappresentanti dell’associazione rivelano una enorme disinformazione. Quelle poche nozioni che si conoscono sembrano state apprese dal sentito dire o, nel migliore dei casi, da Internet. L’inviato del «Corriere» a Rimini – Marco Imarisio – riporta la domanda di una mamma incinta di otto mesi e la risposta del rappresentante Comilva: «Una donna all’ottavo mese di gravidanza esprime le sue preoccupazioni per il figlio che nascerà, dice di essere incerta, almeno i quattro obbligatori… Ventaloro (Luca Ventaloro, avvocato e rappresentante Comilva ndr) la fulmina. «Vaccinare significa mantenere le malattie in circolo. E poi quanto autismo vedi in giro? Non vedi che sono in aumento? Fatti la domanda, datti la risposta». Al momento dei saluti la futura mamma appare rinfrancata. «Grazie mille a tutti voi. Adesso dormo più tranquilla».

Quello che emerge da questo quadro è che gli italiani – o almeno una parte –  non hanno alcuna fiducia nei pareri scientifici. Da una parte c’è la vera paura che possa succedere qualcosa ai bambini se vengono vaccinati, proprio perché l’idea è che i vaccini servano esclusivamente alle case farmaceutiche e ai medici per arricchirsi; dall’altra, c’è molta paura anche se si decide di non vaccinare i propri bambini: a meno che non si resti chiusi in casa, si tratta di malattie che esistono e persistono in altri Paesi. Queste le parole di Fausto Francia, direttore del dipartimento di Sanità Pubblica: «Noi speriamo si inverta la tendenza anche grazie ai movimenti di opinione perché sono capitanati da mamme, che sono più ascoltate dalle altre mamme rispetto a noi medici. Io provo a spiegare che per il morbillo, la malattia porta a casi di encefalite grave in un caso su mille, mentre con il vaccino il rischio si riduce a 1 su 1 milione. Provo a dire che i bimbi che nascono oggi saranno cittadini del mondo, e in altri Paesi malattie come la poliomielite esistono ancora. Ma solo la potenza di Internet può venirci in aiuto».

Mariangela Campo

@MariCampo81

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