Primarie Roma: lunghe file di rom al voto, ‘sono voti comprati’

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Polemiche per i tanti Rom al voto durante le primarie del Pd a Roma (foto da Corriere.it)

Primarie Roma

Seggi aperti fino alle 20.0o nella capitale per le primarie del centrosinistra, con le quali i cittadini sceglieranno il candidato sindaco che dovrà sfidare Gianni Alemanno e l’avvocato del Movimento Cinque Stelle Marcello De Vito. A sfidarsi sei aspiranti primi cittadini: Gemma Azuni (Sel), Mattia di Tommaso (Psi), Paolo Gentiloni, Ignazio Marino, Patrizia Prestipino e David Sassoli (Pd).

Questa bella giornata di democrazia, rischia però di essere rovinata dalle ombre gettate sulle votazioni dalle dichiarazioni di un membro della direzione regionale del Pd, Cristiana Alicata: “Le solite incredibili file di Rom che quando ci sono le primarie si scoprono appassionatissimi di politica” scrive su facebook. Qualcuno taccia le sue parole di razzismo e allora spiega: “Il razzismo non c’entra nulla. Sono voti comprati. Punto. Chi lo nega è complice dello sfruttamento della povertà che fa il clientelismo in politica”.

In alcuni seggi infatti ci sarebbero nutrite code di nomadi che stanno votando per le primarie. La denuncia è comparsa anche su RomaPost.it, in un pezzo a firma di Stefano Marzetti. Uno dei seggi incriminati sarebbe quello nei pressi del campo rom di via Candoni. Pur non facendo riferimento alla denuncia dell’Alicata, anche uno dei candidati, Gentiloni, in una nota esprime preoccupazione per lo svolgimento delle votazioni: “Stanno arrivando al comitato numerosissime telefonate e segnalazioni di irregolarità e disservizi nei seggi elettorali.  ”Invito tutti a vigilare affinché il voto si svolga in maniera regolare. Sarebbe davvero grave se una giornata di democrazia come quella di oggi venisse funestata da vicende poco chiare”.

Intervistata dal Corriere per chiarire le sue affermazioni, Alicata spiega: «Noi sappiamo come vanno queste cose, ma se avessi le prove lo andrei a denunciare alla magistratura, ovviamente. Mi fa pensare il fatto di non vedere questa partecipazione in altri momenti e di vederla soltanto alle primarie. Tutto qua. È lecito porsi questo dilemma, anche se è vero che nel mio municipio (il vecchio XV, ora XI) ci sono persone del Pd che effettivamente lavorano per l’integrazione di chi vive nei campi nomadi».

«Non ho visto nel mio seggio file di rom – aggiunge- persone mi hanno riferito che era così. Da qui è nato uno stato Facebook che non voleva assolutamente scatenare un putiferio». Secondo Alicata non sarebbe «la prima volta che succedono queste cose, guarda il voto di Napoli con i cinesi. Il tema non è il razzismo, ma chi sfrutta gruppi poveri che abitano ai margini della città». Qualcuno che li paga per andare votare? «Dipende – risponde – non sempre, a volte probabilmente questo capita, a volte c’è semplicemente un rapporto tra alcuni politici e quei gruppi. Bisognerebbe capire come avviene e perché».

Davide Lopez
@davidelopez1986

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