Primarie Pd, Renzi vs Bersani: impazza il caso Cayman

Pierluigi Bersani Pd

Pierluigi Bersani

Non c’è pace per il Partito democratico, sempre più teso in vista delle imminenti primarie. Oggetto del contendere tra i due sfidanti Pierluigi Bersani e Matteo Renzi sarebbe in quest’occasione una battuta dell’attuale segretario sui paradisi fiscali: «Chi sta nei paradisi fiscali non può dare consigli». Chiaro il riferimento a una cena organizzata dal finanziere milanese Davide Serra e che ha visto il sindaco di Firenze tra i suoi partecipanti. Un attacco nei confronti di un certo tipo di finanza, a giudizio di Bersani «poco trasparente», che non è ovviamente andato a genio a nessuno dei diretti interessati.

Dopo una prima replica su Twitter, Renzi ha deciso di tornare sull’argomento in occasione del suo ultimo comizio di Sassuolo. Approfittando della platea modenese, avrebbe dunque sollecitato il “rivale” a un confronto diretto sul tema della trasparenza in campo economico-finanziario.

E se il sindaco fiorentino ha scelto la via della diplomazia, ha invece preferito le maniere forti Serra, che in una lunga lettera indirizzata all’Ansa ha palesato la sua intenzione di sporgere querela nei confronti di Bersani. «Caro Onorevole Bersani, trovo incredibile che in un Paese con un’evasione fiscale da record, che nessuno dei politici sembra abbia, sinora, voluto veramente combattere, venga definito “bandito” un investitore istituzionale basato a Londra, regolato dall’Fsa e dalla Sec (rispettivamente la Consob inglese e Usa, ndr) e tassato dall’Inland revenue» scrive nella missiva. Serra, grande sostenitore della campagna elettorale di Renzi, avrebbe insomma poco gradito la scelta di Bersani di usare l’espressione «banditi tra virgolette».

Il segretario del Pd rispedisce tuttavia al mittente le accuse: «Non so perché si sia offeso. Io parlo solo di Cayman. Sto solo dicendo che, noi italiani, non dovremmo considerare tutti quelli che hanno base alle Cayman. Non c’è nulla da offendersi, e se lo fa sono problemi suoi». A questo punto, la palla passa però ai giudici cui spetterà il compito di stabilire se sussista effettivamente diffamazione.

Mara Guarino

 

 

 

 

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