Primarie Pd: oggi si vota. Renzi probabile vincitore

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Matteo Renzi

PRIMARIE PD - Questa mattina gli elettori dei Democratici sono chiamati alle urne per scegliere il nuovo leader del partito: il favorito Renzi, Cuperlo e Civati si contendono la vittoria finale, che potrebbe essere già annunciata in tarda serata se uno dei tre candidati supererà il quorum del 50%. «Ora o mai più, è l’ultima occasione per cambiare tutti insieme l’Italia», è l’appello di Renzi che spera di vincere e dare così una svolta netta all’interno del partito.

L’ULTIMA GIORNATA DI SCONTRI - Come da previsione, l’ultima giornata di campagna elettorale è stata segnata da polemiche e accuse incrociate in un clima, comunque, mai troppi surriscaldato. In particolare sono volate accuse tra Pippo Civati e Cuperlo: il primo, restato senza benzina prima di arrivare al suo ultimo comizio, ha denunciato la violazione della privacy da parte del comitato Cuperlo per alcune telefonate a diverse migliaia di iscritti. Cuperlo ha respinto però le accuse evitando attacchi ai rivali, e assicurando che, in caso di sconfitta nella primarie Pd, eviterà polemiche e sarà «al servizio dell’unità del partito».

RENZI E CUPERLO – «Il Pd vuole tornare a vincere, non siamo più interessati ai premi della critica», sostiene Renzi, sicuro della vittoria, che ha già annunciato che, se sarà il nuovo leader dei democratici, non farà accordi con nessuno dei suoi grandi elettori per definire la segreteria del partito. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Cuperlo, il quale ha dichiarato che «il ventennio va chiuso a destra, ma va chiuso anche sul nostro lato e deve cominciare un ciclo nuovo, diverso».

LA VECCHIA GUARDIA - Mentre questi volti nuovi si contendono la leadership del partito, la vecchia guardia preferisce limitarsi agli appelli al voto. Massimo D’Alema viene accusato di maschilismo e invitato a «ritirarsi dalla politica» da Civati per una battuta, da lui smentita, con cui paragonava ieri l’assessore pugliese Elena Gentile ad un pugile. Pier Luigi Bersani invece chiede «a tutti di andare a votare, di avere fiducia nel Partito democratico che è l’unica speranza dell’Italia», senza però invitare apertamente a votare per alcun candidato. Romano Prodi, che domani si recherà al seggio vicino a casa sua a Bologna, sembra l’unico ad aver ancora fiducia nel partito. Neutrale fino alla fine anche il premier Enrico Letta che oggi, però, sarà in fila ai seggi a Roma, dove si ipotizza che non esprimerà il suo appoggio a Renzi, visti i toni bellicosi del “rottamatore” nei confronti del suo governo.

Foto homepage: umbria24.it

Alberto Staiz

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