Primarie Pd, il caso Fedora Quattrocchi: ‘A Roma intoppi e irregolarità’

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Fedora Quattrocchi (flickr.com)

Non bastavano il 10% di deroghe e i conseguenti avventurosi spostamenti territoriali. Il colpo di grazia sulle primarie Pd del 29 e 30 dicembre stavolta arriva dall’interno. E tocca il nervo scoperto della partecipazione “dal basso”, della competenza e della meritocrazia. Fedora Quattrocchi, dirigente pubblica di ricerca e docente universitaria a contratto, ha voluto sondare di persona il meccanismo della candidatura, e si è imbattuta in intoppi, difficoltà e irregolarità nella contesa romana per la raccolta firme tra gli iscritti dei circoli.

Partiamo dal principio: chi è Fedora Quattrocchi all’interno del Pd?

Ora come ora, una semplice tesserata. Ho fatto parte del direttivo del circolo Mazzini di Roma, sono stata invitata nel 2010 nella lista Bachelet e in passato ho contribuito a scrivere il programma 2006 dell’Unione. Servivano esperti in energia ed ho offerto volentieri la mia collaborazione in merito alle tematiche sull’energia sostenibile. In un momento come quello che sta attraversando il panorama politico italiano, ho ritenuto che, tra i vari settori in cui la crisi si ramifica, le mie competenze specifiche in campo energetico potessero essere una risorsa e mi sono messa in gioco.

Il regolamento per le primarie relative alle candidature al parlamento è stato diramato il 17 dicembre. La raccolta firme andava ultimata entro le ore 20 del giorno precedente la riunione della relativa direzione provinciale (22 o 23 dicembre, ndr). Tempi strettissimi. Il meccanismo era oliato alla perfezione?

Tutt’altro. La mia esperienza è la dimostrazione che una persona della società civile – con competenze specifiche, che di politica non vive ed ha già un suo lavoro di qualsiasi tipo che la impegna assiduamente – non riesce nemmeno ad avanzare la propria candidatura in pochi giorni, se non è già all’interno dell’apparato burocratico di un partito. Avevo la sensazione che buona parte di quell’apparato burocratico del PD fosse offuscato dall’idea della corsa selvaggia al posto in parlamento: federazioni, assessorati locali, circoli.

Cosa è successo?

Di tutto, ed è tutto documentato a vario titolo. A cominciare dalle basi: se consegno un curriculum al segretario di circolo, il suo dovere è semplicemente quello di essere super partes e farlo circolare assieme agli altri. È d’obbligo per i segretari informare tempestivamente via mail gli iscritti relativamente a tutti i curriculum che sono stati consegnati in quelle ore, data la ristrettezza dei tempi. Ed invece in alcuni circoli di Roma centro, come a Trastevere, mi è capitato di ripassare il giorno dopo che io – personalmente – avevo consegnato il curriculum e, di fronte alla richiesta di poterlo visionare, mi è stato risposto che non erano in grado di trovarlo. L’ho recuperato infilato in mezzo ad altri incartamenti.

Una raccolta a ostacoli.

Ma già il meccanismo regolamentare che consente una sola preferenza agli iscritti sembra fatto apposta per non spostare gli equilibri: chi voterebbe Tizio se fa parte del circolo di Caio, per poi inimicarselo inesorabilmente? Sarebbe bastato dare agli iscritti la possibilità di concedere una doppia firma per risolvere tanti problemi interni.

C’erano circoli di Tizio e Caio?

Peggio. A me e ai miei collaboratori è capitato di entrare in alcuni circoli per consegnare il curriculum e la lettera allegata e l’accoglienza è stata tutt’altro che democratica. A Giubbonari mi è stato esplicitamente detto “ma questo è il circolo di un responsabile cultura PD”. Al telefono con un segretario del circolo dell’Esquilino invece mi sono sentita dire “lei evidentemente non conosce chi è Fassina”. E quindi? Non ho lo stesso loro diritto di presentare la mia candidatura? Sono gli iscritti poi a scegliere. (Il responsabile cultura PD Orfini e Fassina sono finiti poi tra i 21 candidati per il coordinamento territoriale Roma Città, ndr)

Com’è terminata la raccolta firme?

Con la ciliegina sulla torta. Dopo che alcuni segretari di circolo avevano detto in giro che la raccolta firme terminava alle 21 e non alle 20 come da regolamento, sono arrivata il 21 dicembre sera pochi minuti dopo l’orario di chiusura, per integrare con alcuni nominativi quella che doveva essere la mia dote già consegnata dai segretari di circolo. Mi è stato risposto che ero fuori tempo massimo e non potevo neanche essere messa a conoscenza del numero totale delle firme raccolte a supporto della mia candidatura. Come è possibile? Quante erano? Anche se fossero state tutte nulle, ogni segretario di circolo doveva rispondere ai candidati  che avevano mandato la loro iniziale mail di candidatura. Ho tutte le mail conservate. Ma la cosa più grave è che mi è stato anche detto che la Direzione provinciale era già riunita per definire la rosa delle candidature. E sul regolamento è scritto esplicitamente che ciò sarebbe avvenuto il giorno 22 o 23 dicembre. Quindi 24 ore dopo.

Potrebbe fare ricorso. Sempre il regolamento dice che può rivolgersi alla Commissione regionale di Garanzia “in ogni fase dello svolgimento del procedimento delle primarie” ed avrà risposta entro 12 ore. Un giudizio-lampo.

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29 e 30 dicembre, Pd alle urne (fanpage.it)

Che vuol dire “in ogni fase dello svolgimento del procedimento delle primarie”? Dal giorno dell’inizio della raccolta firme fino al giorno del voto? Io so che quando si deve fare un ricorso ci deve essere una scadenza precisa a cui fare capo, no?

La sua delusione è palpabile.

Speravo che accedere alle primarie significasse semplicemente procedure democratiche per tutti, ma così non è. Questa è pura e semplice usurpazione di posti in parlamento. La stragrande maggioranza dei circoli sono rimasti chiusi per 20 ore al giorno. Non è normale tenerli sistematicamente aperti solo per il comizio del “politico di apparato” di turno. Come facevano i poveri cittadini tesserati PD a sapere chi altro si candidava ? Ho letto dei curricula da mettersi le mani nei capelli…

Del tipo?

Del tipo: nome, cognome e una semplice dicitura. Stop. E come sei arrivato fino a lì? Cosa hai fatto prima? Cosa fai ora? Ho visto tonnellate di curricula politici, nessun curriculum personale. Ma questo è stato chiaro già quando allo stesso circolo PD Mazzini, all’attivo del 21 dicembre, Jacopo Emiliani ha riferito che si era candidata praticamente tutta la federazione romana. Tutti parlamentari PD volevano essere. Ma le leggi devono essere fatte da persone selezionate dall’interno e referenziate: come è possibile che un partito sia ridotto così? Disorganizzato internamente e poco aperto al “sapere” esterno. Ho discusso della cosa su Twitter, all’interno del PD non ho avuto nessun riscontro.

Quale poteva essere la soluzione?

Capisco i tempi stretti, ma la fretta spesso coincide con l’approssimazione. Si poteva valutare il voto elettronico solo per i tesserati, anche se sarebbe bastata una turnazione rigida per tenere aperte il più possibile aperte le sedi locali per consentire il voto a tutti. Ma forse l’intento non era quello.

Qual è il problema di questo Pd?

Il problema è l’apparato burocratico che sta al di sotto di Bersani. Parlo di me come parlerei di chiunque altro qualificato: chi non ha appoggio nei circoli, non prende firme sul posto di lavoro perché lo ritiene scorretto e magari non fa nemmeno cene elettorali con i fondi del partito, come fa a portare, se non la propria voce, almeno tracce della propria esistenza agli elettori di quella stessa forza politica? I nomi che arriveranno alla gente, e in parlamento, saranno di nuovo i soliti.

Primarie di facciata?

La competenza specifica di molti candidati è minima. Gente che ha vissuto da sempre la realtà del circolo locale e che ora, semplicemente, vuole vivere di politica. Le leggi in questo momento devono farle persone referenziate dalla società civile, non da quella politica. A questo punto è quasi meglio scegliere tra i propri adepti e provare a farlo per meritocrazia. Ma una meritocrazia senza raccomandazioni, se si è in grado.

Alla fine, crede che la partecipazione popolare premierà il Pd come è già successo in occasione delle primarie per il candidato premier?

Credo che la partecipazione sarà bassissima. Molti non sanno chi si è candidato, chi è, cosa fa. Molti, se non tutti. Venga a Roma il 29 e 30 e vedrà con i propri occhi.

Francesco Guarino
@fraguarino

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2 Risponde a Primarie Pd, il caso Fedora Quattrocchi: ‘A Roma intoppi e irregolarità’

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    Pasquino 30/12/2012 a 13:30

    Ma voi lo sapete chi è questa geologa sedicente esperta di energia? E’ la promoter della Cattura e Stoccaggio del Carbonio in Italia, una tecnologia che sta fallendo e che è enormemente costosa e questo in Italia piace molto. Ma non basta. Mentre ci si affanna a cercare dei criteri per evitare le possibili complicazioni e i possibili danni che tale tecnologia comporterebbe, la geologa in questione sostiene che lo stoccaggio del carbonio è possibile quasi dappertutto. Pasquino chiede: sarebbe stata un buon acquisto?

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    Ulisse 30/12/2012 a 15:01

    Caro Pasquino, se tu sapessi qualcosa del sottosuolo, invece che informarti su internet su blogs complottisti o peggio, saresti anche tu entusiasta dello stoccaggio geologico del gas-serra anidride carbonica (e non dell’elemento Carbonio, cioè in forma cristallina il diamante). Come è possibile scoprire un giacimento di idrocarburi non per raccomandazione ma scegliendo sapientemente un luogo dove è probabile che ci siano tutte le condizioni che permettono l’accumulo del petrolio e del gas, così è possibile usare la stessa sapienza tecnica per identificare un sito idoneo allo stoccaggio sotterraneo del gas CO2. Ce ne vorrebbero centinaia di Fedore Quattrocchi in Italia, ma purtroppo ci sono invece moltissimi apprendisti stregoni incapaci e, per questo, di fatto cinici sfruttatori del prossimo.

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