Primarie Pd in Campania: De Luca e la rottamazione che non c’è

De Luca

Vincenzo De Luca ha vinto le primarie del Partito Democratico per la candidatura a Presidente della Regione Campania. Questo episodio è la dimostrazione che il segretario del Pd Matteo Renzi quando parlava di rottamazione e di cambio generazionale stava prendendo in giro i cittadini.

Si faccia finta che Vincenzo De Luca non sia nato nel 1949 (ci sono sessantasei anni onestissimi e capacissimi). Nel gennaio scorso la seconda sezione penale del Tribunale di Salerno condannò De Luca a un anno di reclusione per abuso d’ufficio per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. De Luca, il quale a questo punto sarà il candidato Presidente alla Regione Campania del Pd, è stato anche interdetto per un anno dai pubblici uffici. I giudici hanno concesso la sospensione della pena. Il Tribunale condannò a un anno di reclusione (pena sospesa) per abuso di ufficio anche il capo staff di De Luca, Alberto Di Lorenzo, e il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta. Il problema non è giuridico. In base alla Costituzione, infatti, Vincenzo De Luca è innocente fino al pronunciamento della Cassazione. La questione è esclusivamente politica. Un partito che abbia un minimo di decenza non candiderebbe mai un signore condannato per un reato gravissimo come l’abuso d’ufficio.

Dov’è finita la rottamazione di Matteo Renzi? Non doveva cambiare verso alla politica e all’Italia intera? Allora come può aver accettato la partecipazione alle primarie di un personaggio come Vincenzo De Luca? Il presidente del Consiglio non pensa che chi fa politica debba essere un esempio per i cittadini e quindi debba avere la fedina penale immacolata? Non è la prima volta, però, che Matteo Renzi dimostra di essere poco sensibile a questa tematica. In occasione delle elezioni europee del 2014 infatti il Partito Democratico candidò personaggi che al giorno delle elezioni risultavano indagate o imputate: Renato Soru, Giuseppe Ferrandino detto Giosi Anna Petrone, Nicola Caputo.

Dietro Vincenzo De Luca si sono piazzati Andrea Cozzolino e Marco Di Lello.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: monitorenapoletano.it

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