Presidenzialismo: ecco perché è una schifezza (e piace a Berlusconi)

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Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha detto la sua riguardo le riforme: secondo il Cavaliere bisogna lasciarsi alle spalle il parlamentarismo per lasciar spazio al presidenzialismo. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a questo proposito ha detto «inutile infilarci in un dibattito sul presidenzialismo». Per una volta l’ex sindaco di Firenze potrebbe aver ragione.

BRUTTA COPIA - Cosa caratterizza la forma di governo presidenziale? Il fatto che il potere esecutivo è affidato ad un Presidente della Repubblica il quale è diretta espressione della volontà popolare. Come tutti sanno, fra i paesi democratici, quello in cui questo modello si è maggiormente consolidato sono gli Stati Uniti d’America. Là dove è stato imitato, come per esempio nell’america latina, centrale e anche in alcuni paesi dell’Africa, il presidenzialismo si è degenerato diventando quello che alcuni esperti del settore chiamano “regime presidenzialista” caratterizzato dalla preminenza del Presidente e dalla debolezza del Parlamento. Sicuri che non si rischierebbe nulla a portare in Italia un modello che ha fallito praticamente ovunque?

QUALI PRIMARIE? - Ma anche dove invece ha funzionato e, per ora, non è messo in discussione, rimangono delle forti criticità. Per esempio, non è vero che il Presidente degli Stati Uniti è eletto direttamente dal popolo. L’elezione presidenziale, infatti, si sviluppa in due momenti differenti. Durante la prima fase gli elettori decidono i candidati alla presidenza e alla vice-presidenza attraverso il sistema delle primarie. Viene da sorridere ripensando a quanto successo l’11 marzo, cioè quando la Camera bocciò un emendamento che rendeva obbligatorie proprio le primarie. Nella seconda fase, i cittadini votano non il Presidente stesso ma gli “elettori presidenziali” in numero pari ai deputati ed ai senatori attribuiti a ciascun Stato.

PRESIDENZIALISMO DELLE MIE BRAME - Ma perché il presidenzialismo affascina tanto Berlusconi? Ecco spiegato: negli Stati Uniti il potere giudiziario è attribuito alla Corte Suprema federale, composta da nove giudici nominati a vita proprio dal Presidente. La Corte Suprema si pronuncia sulla costituzionalità delle leggi. Ora, ve lo immaginate Berlusconi, cioè colui che ha fatto fare perle indimenticabili come il Lodo Alfano, scegliere i giudici che poi dovrebbero decidere se le leggi presentano vizi d’incostituzionalità? Le pazze risate. Ecco, per evitare che una cosa del genere possa veramente accadere, si lasci da parte il presidenzialismo.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi


foto: intelligonews.it

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