Premio Strega 2012: panoramica sui 12 finalisti

Premio Strega 2012: verrà assegnato il 5 luglio

«Dopo un accurato esame, il Comitato Direttivo è stato unanime nell’indicare all’attenzione degli Amici della Domenica quei libri che sono apparsi più significativi dell’attuale stagione editoriale e letteraria». Queste le parole con cui Tullio De Mauro, presidente del Comitato e Direttore della Fondazione Bellonci, ha accompagnato ad aprile la presentazione dei 12 libri selezionati per il prossimo Premio Strega, giunto al numero 66, che verrà assegnato il prossimo 5 luglio nella sua storica sede: il Ninfeo di Villa Giulia.

Passo intermedio sarà, il 13 giugno, la riduzione da 12 a 5,  ma attesa di arrivare alla cinquina scopriamo insieme i titoli selezionati, invitando fin da ora i nostri lettori a cimentarsi nel ruolo di critici e membri di giuria, allenando il proprio senso critico e magari azzardare il nome del vincitore. Se poi qualcuno volesse mandare in redazione la propria personale recensione – rigorosamente inedita – saremo felici di vagliare i vostri contributi e pubblicare i migliori. Se siete pronti ad accettare la sfida scriveteci direttamente, allegando la recensione, alla redazione cultura dabbene.wakeupnews@gmail.com.

Il primo degli autori scelti dal comitato è Marcello Fois, con il suo Nel tempo di mezzo (Einaudi), già tra i finalisti per Premio Campiello e oggetto di un breve approfondimento sul nostro giornale, cui rimandiamo direttamente cliccando qui.

Rizzoli corre con uno dei suoi migliori ‘cavalli di razza’, Gianrico Carofiglio, che con Il silenzio dell’onda racconta di un uomo e di un ragazzo le cui esistenze parallele arrivano ad incrociarsi grazie a due figure femminili che svolgono nelle vite di entrambi un ruolo catartico di svolta. Un noir, come ben si addice al magistrato-scrittore, ma dai risvolti onirici che hanno spinto la critica a parlare di un ‘realismo magico’ evocatore di Buzzati e Calvino. Mondadori ha visto invece emergere Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi di Alessandro Piperno. La storia di Filippo e Samuel, fratelli uniti da un sentimento che li rende appunto ‘inseparabili’, è impostata secondo il più tradizionale dei clichè, con i due personaggi ritratti nelle loro radicali opposizioni di indole e capacità relazionale. Ma il loro destino è di vedere tutto ciò capovolto, portando al successo chi era sempre stato svogliato e mettendo in crisi quello sempre distintosi per caparbietà e determinazione.

Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi

Fratelli sono anche Silvestro e Andrea, ma non inseparabili, piuttosto separati dal corso della Storia e degli eventi oltre che dalle scelte individuali. Delle loro esistenze e del crollo (o piuttosto della trasformazione) degli ideali di un’intera generazione – quella che uscì dal ’68 scegliendo la strada della lotta e della rivoluzione armata – tratta Il corridoio di legno di Giorgio Manacorda (Voland), dove la voce narrante (un poliziotto) ricostruisce, spesso trasfigurandolo, il clima degli Anni di piombo. Negli anni Settenta conduce ugualmente la penna di Emanuele Trevi, autore per Ponte alle Grazie di Qualcosa di scritto, romanzo – come si legge anche in copertina – ma costruito su elementi, dati e personaggi reali: Pier Paolo Pasolini, Laura Betti, ma anche l’esperienza personale di Trevi presso il Fondo Pier Paolo Pasolini. Un romanzo che parla ampiamente di un altro romanzo, Petrolio, uno dei molti misteri legati al nome di Pasolini.

Amore e passione sono al centro di La logica del desiderio di Giuseppe Aloe (Giulio Perrone editore), giallo psicologico dove dominano descrizioni di stati d’animo e inquietudini: quelle di Vespa, protagonista femminile, e quelle del suo amante, che resta senza un nome, uniti da un desiderio morboso, incapaci di sottrarsi alla reciproca dipendenza, vittime di un desiderio che – contrariamente a quanto dice il titolo – una logica pare proprio non averla. Il pugilato, la lotta e l’antagonismo sportivo risultano invece il filo conduttore nelle vite dei personaggi che Davide Enia, nella sua opera prima Così in terra (Dalai editore), colloca sulla scena narrativa dandole la forma di un ring. La formazione di Enia come attore e drammaturgo pesa sul romanzo e sulle scelte formali, sulla costruzione in storie che sono come le scene di un testo per il teatro: ognuna indipendente, ma inseparabile dalle altre, raccontano un’epopea famigliare sullo sfondo di una Sicilia scossa prima dalle bombe della guerra e poi da quelle dell’attentato di Capaci. Opera d’esordio anche quella di Marco Mantello per l’editore Transeuropa: La rabbia. Torna il tema della famiglia, ma cinicamente a causticamente ridotto al rapporto conflittuale tra due generazioni, quella di Leandro Van Sandt, arrivato al successo come scrittore e narcisisticamente gonfio del suo ruolo di intellettuale, e quella di suo figlio Filippo, completamente inetto e privo di ambizioni, fuggiasco nei confronti di ogni tentativo di affermazione sociale e professionale, specchio di quella categoria tristemente definita di ‘bamboccioni’.

La colpa di Lorenza Ghinelli

Cupi i toni de La colpa di Lorenza Ghinelli (Newton Compton), resi ancora più tetri e dolorosi dal fatto di ritrarre un’infanzia emotivamente abbandonata e incompresa dal mondo degli adulti, dove Estefan, Martino e Greta cercano una propria strada per diventare grandi privi di quell’amore di cui ogni bambino dovrebbe trarre il primo nutrimento. Segreti, menzogne, distorsione della realtà, violenza, crimini, incubi, paura e solitudine costituiscono la dimensione a cui i tre ragazzini, cercano di sottrarsi con un riscatto ed un percorso di redenzione che restituisca a quell’infanzia negata la speranza di un futuro diverso. Infanzia anche al centro di Malacrianza di Giovanni Greco (Nutrimenti), già vincitore del XXIV Premio Italo Calvino: un intreccio di storie ‘vere’ che si inanellano dando vita ad una storia più grande, una successione di ‘quadri’ con bambini accomunati dalla difficile lotta per la sopravvivenza, tra povertà e sfruttamento, eppure capaci di conservare il potere di sognare.

Tutta al femminile la trilogia di protagoniste de La scomparsa di Lauren Armstrong di Gaia Manzini (Fandango). La prima è la diva del cinema Lauren Armstrong, che un giorno decide di sparire nel nulla illudendosi che la sua scelta possa restare priva di conseguenze; la seconda la sua doppiatrice italiana, Eva Loi, tanto in simbiosi con l’attrice cui presta la voce al punto da perdersi giorno dopo giorno, inspiegabilmente ma inesorabilmente, dopo il suo addio alla scena; ultima è Ella, la madre di Eva, di cui questa scoprirà un passato simile per certi aspetti a quello di Lauren, segnato da insoddisfazioni e desideri di fuga, alla ricerca di un equilibrio che – dopo due decenni – si rispecchierà nella vita della figlia. Tre uomini invece per La sesta stagione di Carlo Pedini (Cavallo di ferro). Piero, Ottavio e Oreste, seminaristi in un piccolo centro dell’Appennino toscano alla metà degli anni ’30. Le vicende personali dei personaggi, dentro e fuori dalla Chiesa, procedono di pari passo con quella del paese di Civita Turrita, ed insieme sono espediente per narrare mezzo secolo di storia italiana, dall’avvento del fascismo agli anni bui del terrorismo, passando dalla dimensione intima e singola dell’individuo, a quella comunitaria di una città fino a quella più ampia di una Nazione.

Allora cari lettori, siete pronti a scrivere la vostra recensione, mandarla a WakeUpNews e magari vederla pubblicata sul nostro giornale con la vostra firma? Noi la stiamo aspettando…

Laura Dabbene 

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