#prayforpeace, stasera Francesco in piazza

Papa Francesco, stasera in piazza per pregare per la pace in Siria

Papa Francesco, stasera in piazza per pregare per la pace in Siria

Città del Vaticano – La veglia di preghiera in piazza San Pietro a Roma si avvicina e l’attenzione su papa Francesco si alza sempre più.
La minaccia dell’attacco Usa alla Siria si fa di ora in ora più credibile, come credibili sono le posizione russe, emerse rinforzate da un G20 che non ha saputo fare chiarezza e ricomporre la questione. Obama è sempre più isolato nelle intenzioni di attacco, ma questo potrebbe non fermarlo.

La veglia – L’appuntamento è per le 18.00 e dovrebbe durare oltre quattro ore, come riferisce nel dettaglio Avvenire.
Ci sarà un momento di preghiera mariana, seguita dalla meditazione del Papa: qui ci si aspetta il più forte appello alla pace da parte del Santo Padre. A questo seguirà una fase più eucaristica, che si concluderà con un lungo silenzio. Saranno sempre presenti circa una cinquantina di sacerdoti nei confessionali ai lati della piazza, per chi vorrà accostarsi alla Riconciliazione.

Ecumenismo e interreligiosità – La veglia di questa sera non sarà solo cristiano cattolica: parteciperanno e avranno spazio anche altre fedi, a partire dalle confessioni cristiane non cattoliche e dagli ebrei, ma anche i musulmani, protagonisti e vittime della guerra siriana.
La decisione non è piaciuta ai cristiani più conservatori, restii ad accogliere il messaggio del Concilio Vaticano II sulla libertà religiosa, ormai patrimonio della Chiesa.

Le parole del Papa – Francesco è tornato a parlare anche su Twitter, in mattinata: «Pregate per la pace» è stato l’invito di questa mattina, seguito dall’ashtag che caratterizzerà tutto l’evento, #prayforpeace.
Un messaggio, questo, che riprende l’appello dell’Angelus: «L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace».

Giovanni XXIII – Sono non pochi quelli che paragonano lo sforzo di Bergoglio per la pace in Siria a quello, storico, di Roncalli durante la crisi dei missili cubani, quando il mondo intero fu a un passo dall’olocausto nucleare. Oggi come allora è il Papa a catalizzare attenzioni internazionali e fungere da veicolo per la pace: a differenza del 1961, però, sembra che i potenti siano meno disponibili ad accogliere il messaggio.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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