Porro via dalla Rai: dove sta chi si scandalizzò per l’editto bulgaro?

Porro

Nicola Porro (foto: media.polisblog.it)

Quando Berlusconi era il Presidente del Consiglio e Michele Santoro, Daniele Luttazzi ed Enzo Biagi vennero cacciati dalla Rai la sinistra tirò in ballo la democrazia, la libertà d’informazione e Dio solo sa cos’altro. Francesco Rutelli disse: «Siamo governati da un irresponsabile», «Berlusconi si deve scusare con professionisti specchiati per capacità e moralità, che aggredisce e insulta pretendendo di comandare sulla Rai come fosse una ditta di sua proprietà». Piero Fassino fu altrettanto duro: «Se ancora c’era bisogno di una conferma dei gravi rischi che corre in Italia il pluralismo e la libertà di informazione, ecco la prova». Giovanna Melandri, a quel tempo esponente dei Ds, dichiarò che «ormai non è più tempo di avere remore, quello in atto è un vero e proprio regime mediatico, una situazione mai vista prima in Italia».

Ieri Nicola Porro ha reso noto che il programma da lui condotto su Rai 2 chiamato Virus – Il contagio delle idee è stato cancellato dai palinsesti della Rai. Dove sono finiti quei signori che più di dieci anni fa gridarono allo scandalo? Mistero.

Evidentemente i paladini della libertà e della democrazia usano un metro di giudizio diverso a seconda di chi presiede il Consiglio dei ministri. Se due giornalisti e un comico vengono cacciati quando il centrodestra sta al governo, si tratta di un atto gravissimo. Se un giornalista, Nicola Porro, viene tolto il suo storico programma quando a governare è il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, si accetta la notizia con serafica calma, come nulla fosse.

Questo doppiopesismo è a dir poco intollerabile. Nicola Porro può legittimamente piacere o meno come qualunque giornalista e conduttore televisivo, ma il fatto che il suo programma sia stato eliminato dal palinsesto per motivi ancora non chiari (lo stesso Porro ha detto che non si tratta di un problema di ascolti) dovrebbe far infuriare chi ha veramente a cuore la libertà d’informazione.

Ma in Italia, evidentemente, di persone che hanno a cuore il pluralismo ce ne sono poche. In compenso, c’è una sovrabbondanza di persone pronte a sbraitare quando governa il centrodestra e ad ammutolirsi quando governa il centrosinistra.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: media.polisblog.it

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