Porcellum 2.0: così in Umbria il Pd si garantisce la vittoria

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La nuova legge elettorale è una tematica su cui il Governo guidato dall’ex sindaco di Firenze Matteo Renzi sta puntando tantissimo. La cosa interessante è che mentre a livello nazionale il Partito Democratico sta premendo sull’acceleratore per superare il porcellum, in Umbria invece lo stesso Partito Democratico ha votato – insieme a Psi, Andrea Lignani Marchesani (FdI), Fiammetta Modena (Fi), Massimo Monni (Ncd) – per l’introduzione di una nuova legge elettorale molto simile al porcellum di Calderoli.

In vista delle elezioni che si svolgeranno la prossima primavera il Consiglio regionale umbro ha modificato profondamente la legge elettorale con cui i cittadini della regione di San Francesco sceglieranno i consiglieri regionali e il Presidente della Regione. Ecco cosa prevede il nuovo sistema elettorale. Viene introdotto il collegio unico, il numero dei consiglieri scende da trenta a venti e sono previste due preferenze ed è garantita la cosiddetta parità di genere (che piace alle femministe in stile Boldrini ma che nulla ha a che fare con la meritocrazia). Ma quello che stupisce di più è il premio di maggioranza. Il partito che prenderà anche solo un voto in più degli altri si vedrà assegnati automaticamente 12 seggi, di cui due messi a disposizione delle liste collegate a condizione che superino il 2,5%.

Il porcellum pre-sentenza della Corte Costituzionale prevedeva lo stesso meccanismo. Alla Camera dei deputati la lista o coalizione che prendeva più voti si prendeva di diritto 340 seggi. E per il Senato il meccanismo era sostanzialmente lo stesso ma a livello regionale. La lista o coalizione che prendeva più voti in automatico otteneva il 55% dei seggi. Tutto questo senza una soglia minima da raggiungere. Questo fu uno dei motivi per cui il porcellum nazionale venne dichiarato incostituzionale. Nelle motivazioni i giudici scrissero che il meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza previsto dal Porcellum «pur perseguendo un obiettivo di rilievo costituzionale, qual è quello della stabilità del governo del Paese» è una disciplina «non proporzionata rispetto all’obiettivo perseguito» poiché «determina una compressione della funzione rappresentativa dell’assemblea, nonché dell’uguale diritto di voto, eccessiva e tale da produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente».

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L’enorme problema del Porcellum è lo stesso che ha la nuova legge elettorale umbra. Sia chiaro, il problema non è il premio di maggioranza in sé. Ma, come già scritto in precedenza, il fatto che non sia legato ad alcuna soglia minima da raggiungere. La differenza fra i voti presi ed i seggi ottenuti è così potenzialmente enorme. Se, ad esempio, il centrosinistra dovesse ottenere il 37% ed il centrodestra il 36%, i primi otterrebbero la maggioranza assoluta dei seggi anche se non hanno avuto la maggioranza assoluta dei voti. Perché la maggioranza del Consiglio regionale umbro non sta neanche prendendo in considerazione l’idea di stabilire una percentuale minima da raggiungere per vedersi riconosciuto il premio di maggioranza? La risposta è molto semplice: perché vorrebbe dire introdurre la possibilità del secondo turno.

Alle ultime elezioni amministrative Perugia è stata per la prima volta conquistata dal centrodestra proprio grazie al sistema del doppio turno. Se ci fosse stato il turno unico il centrosinistra avrebbe stravinto 46 a 26. Ma al ballottaggio la situazione si capovolse ed Andrea Romizi divenne il primo cittadino del capoluogo umbro. Ora, il Consiglio regionale umbro ha una maggioranza di centrosinistra e i consiglieri sanno benissimo, anche grazie agli ultimi sondaggi, che introdurre il ballottaggio significa mettersi la zappa sui piedi. Ragion per cui si sono di fatto votati una legge elettorale che gli garantirà la vittoria. Se si pensa che il partito che ha voluto questa sorta di porcellum 2.0 si chiama “democratico”, non si può che ridere (o piangere, dipende dai punti di vista).

La domanda che tutti i simpatizzanti umbri del Pd con un minimo di onestà intellettuale dovrebbero porsi (e fare ai loro eletti) è molto semplice: perché il porcellum a livello nazionale va male mentre a livello regionale va bene?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: trgmedia.it; labruttitalia.it

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