Politica. Il ritorno di Berlusconi: un nemico da temere?

Il simbolo del partito fondato da Silvio Berlusconi nel 1994

Roma – Sull’ipotesi che avesse deciso di uscire definitivamente di scena qualcuno ci sperava, qualcun altro s’illudeva e altri ancora lo temevano. Il punto è che un personaggio come Silvio Berlusconi difficilmente può abbandonare il palco a testa bassa. È stato costretto a dimettersi a novembre come Presidente del Consiglio per colpa di quegli otto “traditori”: scoprì sulla propria pelle che anche lui era vulnerabile a certe dinamiche politiche. Ha abbandonato la guida del Paese, lasciandolo in una situazione economica che ha visto tempi migliori. Adesso Silvio decide di tornare in campo, difficilmente può accettare di starsene dietro le quinte a dare ordini ai suoi fedeli; è un personaggio che adora essere al centro dei riflettori, un uomo che ha fatto sua la filosofia “nel bene o nel male, purché se ne parli”. E il suo annuncio di un ipotetico ritorno per le elezioni del 2013 non può che essere seguito da discussioni e polemiche.

In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Bild, l’ex premier dichiara di come «le richieste siano tante ed insistenti», in riferimento ad un suo rientro attivo in politica. Non è tra le sue intenzioni abbandonare il partito, il Popolo della Libertà, che tornerà con l’originario nome: Forza Italia. Dichiarazione questa che Berlusconi ha dovuto subito ritrattare dopo le varie polemiche nate all’interno del partito (soprattutto da parte degli ex An): «Nell’intervista apparsa sul giornale Bild – afferma il Cavaliere – l’idea del cambio di nome dal Popolo della Libertà a Forza Italia è stata equivocata trattandosi, com’è logico ed evidente non già di una decisione assunta, ma solo di un’idea, di una proposta, da discutere e da verificare nelle sedi proprie».

Sempre nell’intervista rilasciata al quotidiano tedesco, Berlusconi attacca un altro nemico a lui tanto caro dopo magistrati “comunisti”, la Costituzione: «Non sono rimasto traumatizzato dalla perdita di potere, anche perché il presidente del Consiglio in Italia non ha alcun potere. La nostra Costituzione non gli permette neppure di sostituire un proprio ministro». Per poi concludere dichiarando come molte delle nostre regole costituzionali «siano vecchie e inadeguate».

Infine, il Cavaliere non può non lodare il suo operato prima della caduta del proprio governo, soprattutto di aver previsto la pericolosità della crisi economica occidentale e di sostenere la necessità di introdurre delle riforme ad hoc. Giustamente, come lui stesso ha dichiarato, il presidente del Consiglio nel nostro paese non ha potere, quindi si è potuto limitare a proporre riforme che il Parlamento non soltanto non ha approvato, ma addirittura celato agli occhi dell’opinione pubblica, non avendo avuto notizie a riguardo.

L’intervista è proseguita su argomenti come la politica europea adottata da Angela Merkel («politica dell’eccessivo rigore»), il “bunga bunga” («si è trattato di una mostruosa opera di diffamazione» da parte della magistratura di sinistra), e il ritorno alla lira («con l’euro la bilancia commerciale della Germania è migliorata, quella dell’Italia è peggiorata»).

Chiaro l’intento dell’ex presidente del Consiglio rilasciando questa intervista: come ogni uomo politico che si rispetti, se si ha intenzione di riprendere le redini di un paese bisogna, prima di tutto, recuperare la credibilità. Contando poi che il suo partito sta vivendo una crisi d’identità acuta, accennare anche sinteticamente ad un programma elettorale sarebbe un errore imperdonabile.

Una domanda, a questo punto, nasce spontanea: il probabile ritorno di Berlusconi, come attore protagonista in politica, è da temere o bisogna dare per scontato una sconfitta umiliante?

Innanzitutto, bisogna distinguere se si tratti di timore per un avversario che può risultare una valida alternativa, o paura nei confronti di un personaggio in grado di conquistare larghi consensi a prescindere dalle sue capacità.

Nel caso di Pierluigi Bersani e del Partito Democratico, quello che dovranno temere è proprio la seconda opzione con l’eventualità di tornare a recitare la parte dell’opposizione dal copione “Berlusconi si deve dimettere”.

Una cosa è certa: in attesa che si capisca chiaramente la strada che vorrà intraprendere il Pd, se Berlusconi dovesse tornare alla guida del proprio partito, Bersani e tanti altri potranno rispolverare il loro repertorio di dichiarazioni anti-berlusconiane che tanto effetto avevano a livello mediatico.

Al di là dai vari sondaggi che ora tornano ad emergere come le lumache dopo una tempesta, dove i risultati danno un 33% dei cittadini favorevoli ad un ritorno di Berlusconi al timone dell’Italia, bisogna prendere atto di alcune “doti” del Cavaliere.

Silvio Berlusconi

L’ex presidente del Consiglio ha tradotto in chiave moderna il famoso “panem et circenses” tanto caro agli antichi romani, facendo leva sulla pigrizia intellettuale di molti. Ha trasformato tutto in una sorta di reality show, che ha tenuto attaccato alla tv milioni d’italiani, ignari dei veri problemi che presto il Paese avrebbe dovuto affrontare. Berlusconi è stato quello che riusciva a far passare leggi ad personam come una necessità per tutti.

Non sarebbe azzardato ipotizzare che il Cavaliere, dopo le sue dimissioni, avesse già in mente di ritornare, ma senza affrettare i tempi. Attendere che Mario Monti facesse le sue mosse, creando un livello tale di malcontento nel Paese, per poi fare la sua entrata in scena da “salvatore”.

Tornando, quindi, al quesito originale: bisogna temerlo? Probabilmente sì: dovrà temerlo il Pd (e i suoi eventuali alleati) e dovrà temerlo l’elettore anti-berlusconiano nel sangue. Dovranno temerlo perché spesso basta poco per far illudere il popolo che tutto vada bene: un’Imu in meno e un talk show in più, ed ecco serviti il pane e gli svaghi.

Giorgio Vischetti

foto|| investireoggi.it; ilquotidiano.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews