Poletti, partite Iva, forse si cambia: ossigeno ai giovani

Le partite Iva e il regime dei minimi sono una delle riforme più contestate del governo Renzi; il ministro Poletti prova a mettere una pezza

partite iva

Il ministro del lavoro Poletti e la speranza di un cambiamento nel regime dei minimi (reporternuovo.it)

Torino – Correzioni in arrivo in materia di partite Iva: lo annuncia il ministro Poletti e la prima testata a darne notizia è La Stampa di Torino. Si tratterebbe di misure ancora in fase di studio teorico, ma dovrebbero affrontare e risolvere molti dei nodi evidenziati in questi mesi, soprattutto per quel che riguarda i giovani ancora sotto regime dei minimi – nuovo o già modificato che sia.

INCONTRO SENZA SCONTRO – Poletti dà l’annuncio durante un incontro con i militanti democratici di Torino e il gotha di Confindustria: se sulla riforma non ci sono margini di trattativa da parte del governo – confermando quindi la svolta totalitaria renziana – l’esecutivo è comunque pronto a porre rimedio dove «è stato fatto un errore», come, sembrerebbe, per le partite Iva. Una questione rinviata al Consiglio dei ministri del 20 febbraio, certo, ma che allora non sembra davvero chiusa.

MINISTERO AL LAVORO – Il ministro del lavoro lo dice apertamente: stiamo lavorando anche sulle partite Iva e «daremo una risposta adatta perché il governo vuole dare una mano ai giovani, ai free-lance e a quelli che ci provano»; il disegno è chiaro, come lo scopo, perché il nuovo testo dovrà «produrre le condizioni che consentano di avere tutele e una regolazione che non penalizzi». Ancora parole non precise, quindi, un’immagine fumosa che non aiuta certo chi si è imbattuto nel cambio di passo a capire cosa ne sarà del suo futuro.

partite iva

Il popolo della partite Iva aspetta. E spera (huffpost.com)

DETTAGLI EXTRA? – La riforma delle partite Iva abolisce il sistema dei minimi che prevedeva un’aliquota forfettaria al 5% per gli under 35, della durata di cinque anni; ora l’aliquota sale al 15%, ma al posto di un tetto unificato oltre il quale si passa al regime standard, ne esistono almeno due in base alle attività condotte: 15mila euro per i professionisti, 40mila euro per i commercianti. Si studiano diverse possibilità, quindi, ma Poletti non si sbottona: le voci di corridoio della Stampa – parole di Giacomo Portas, che nel Pd si occupa di Anagrafe tributaria – parlano di un’aliquota al 10%, capace di salire in base al fatturato senza estinguere il regime dei minimi. Tutto da verificare.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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