Podemos: la ‘marcia per il cambiamento’, Syriza e l’effetto domino

La 'marcia per il cambiamento' apre la corsa di Podemos alle elezioni di novembre. Un percorso che punta a Bruxelles, con lo sguardo rivolto verso Atene

podemos

La “marcia per il cambiamento” di Madrid: dopo la vittoria di Syriza in Grecia, ora Podemos punta a un ruolo da protagonista nella politica interna spagnola (foto: rtve.es)

Dopo il successo elettorale di Syryza, i riflettori europei sono puntati sulla Spagna dove Podemos, il partito anti-austerity guidato da Pablo Iglesias, ha riempito quest’oggi le strade di Madrid con la “Marcia per il cambiamento”, una manifestazione organizzata per inaugurare, nelle intenzioni degli organizzatori, «una nuova era di cambiamento in Spagna». Il corteo si è concluso a Puerta del Sol, luogo simbolo della protesta degli “Indignados”, che nel 2011 la occuparono in protesta contro la gestione della crisi economica da parte del governo spagnolo.

CRESCITA ESPONENZIALEUn legame, quello tra l’esperienza degli Indignados e Podemos, sicuramente molto sentito, considerando che il partito rivelazione della scena spagnola nasce proprio dalle ceneri del movimento di protesta, i cui leader, una volta conclusa l’esperienza, decisero di rilanciare con un soggetto politico più stabile. Così, nel gennaio 2014 fu fondato Podemos, che nel marzo dello stesso anno venne registrato ufficialmente come partito politico. Solamente due mesi dopo, l’esordio alle elezioni premiava il nuovo progetto con cinque seggi al Parlamento europeo, grazie alla fiducia accordatagli da 1,2 milioni di spagnoli. Da novembre, la maggior parte dei sondaggi danno Podemos stabilmente in testa, con una percentuale di voti vicina al 28%, mentre il partito Popolare  e quello Socialista si alternano come possibile avversario.

EL COMPAÑERO IGLESIAS – Una escalation che sicuramente trova parte del merito nella figura, carismatica e preparata, di Pablo Iglesias, ideologo, leader ed europarlamentare di Podemos. Cresciuto ideologicamente tra gli scritti di Gramsci e l’esperienza del popolo di Seattle, Iglesias ha saputo riproporre idee marcatamente di sinistra, riuscendo al contempo a sottrarsi al gioco delle etichette e puntando più sui contenuti che sulla forma.

podemos

Pablo Iglesias, leader di Podemos (foto: tiempodelhoy.com)

DEMOCRATIZZARE L’ECONOMIA – Un movimento giovane ma allo stesso tempo determinato, che ha allontanato le critiche proponendo, già ad inizio anno, ricette concrete per la ripresa economica. “Democratizzare l’economia per uscire dalla crisi migliorando l’uguaglianza, il benessere e la qualità della vita”, è il titolo del documento che due economisti di fama internazionale come Vicenç Navarro e Juan Torres hanno preparato per Podemos, al cui interno si ritrova l’anima economica del partito di Iglesias. Le cui soluzioni per la crisi vanno dall’aumento dei salari minimi, all’incremento della spesa pubblica, fino alla creazione di una rete di banche pubbliche «che garantiscano la loro sottomissione [..] al controllo cittadino per evitare la corruzione che si è generalizzata negli ultimi anni.

GRILLO? NO, TSIPRAS  – Sia per matrice ideologica che per le soluzioni proposte, possiamo considerare errata qualsiasi analogia tra Podemos e il Movimento Cinque Stelle. Se da un lato i due soggetti politici possono essere accostati per la loro dichiara avversità verso la “casta”, l’uso attento di internet e le proposte di democrazia diretta, d’altro canto è innegabile che rispetto a molte tematiche programmatiche i due partiti differiscano notevolmente. Podemos, sia per quanto riguarda l’attenzione agli investimenti sociali, la redistribuzione del reddito e la revisione del debito e degli accordi interni all’Unione Europea, si avvicina molto di più a Syriza. Non a caso d’altronde, Iglesias era sul palco di Atene la sera che Tsipras ha vinto le elezioni, a suggellare il forte legame esistente tra i due partiti.

LA GRECIA LE POLITICHE DI NOVEMBRE – L’obiettivo più immediato di Podemos è rappresentato dalle elezioni politiche, che in Spagna si terranno a novembre. È chiaro che l’eventuale successo del  partito di Iglesias dipenderà perlopiù dai risultati che in questi nove mesi riuscirà ad ottenere il governo greco, soprattutto per quanto riguarda il braccio di ferro appena iniziato con Berlino e Bruxelles. Se Tsipras riuscirà a replicare nei fatti tutte le speranze che i greci hanno riposto in lui, è probabile che anche gli spagnoli cercheranno di rompere l’austerity “da sinistra”, dando il via ad un effetto domino che, presto o tardi, potrebbe cambiare l’impostazione dell’intera Unione Europea.

Carlo Perigli
@c_perigli

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews