Più spensieratezza e meno vergogna:il sesso degli italiani non è più tabù

Una grande ricerca  svela quanto il nostro modo di fare l’amore sia cambiato in meglio 

di Chiara Campanella

RomaSesso senza amore. Per gli italiani oggi non è più così. Lo svela una ricerca curata da Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli, riportata nel volume La sessualità degli italiani, oggi in libreria,  in cui si descrivono abitudini, comportamenti e relazioni amorose del Bel Paese. Un vero e proprio Rapporto Kinsey italiano” che evidenzia come noi italiani facciamo l’amore più volentieri, più spesso, più a lungo nella vita e senza vergogna.  Lo facciamo una volta al mese in più rispetto a trent’anni fa, spensierati, soddisfatti, divertiti e senza alcun tabù. La sessualità degli italiani è sempre più sensuale, altro che stress e sonnolenza davanti alla tv! Il nostro Paese è cambiato profondamente tanto più se si considera che, in base ai riusultati delle interviste condotte da un’équipe di sociologi coordinata da Marzio Barbagli, una sessualità più spregiudicata non distrugge la famiglia, al contrario.

Tra il single e la coppia è quest’ultima a trionfare ancora. Chi ha detto che il matrimonio è la tomba dell’amore? Tutt’altro. Nella “partita” tra scapoli e ammogliati sono i secondi che hanno la meglio: nella maturità sessuale, tra i 30 e i 50, chi vive in coppia si gode ogni mese due o tre rapporti in più di chi vive solo, anche se quest’ultimo cambia partner più spesso. Se noi italiani facciamo l’amore di meno rispetto ai francesi o agli inglesi è solo perché andiamo a convivere più tardi, “preferendo” stare a casa con i genitori (per mancanza di soldi o di lavoro). Il talamo è un ottimo afrodisiaco, anche se gli italiani si arrangiano come possono! Oggi, infatti, le ragazze lo fanno poco dopo i 18 anni (non aspettano più i ventidue), un anno di più dei coetanei maschi.

C’è anche una novità sorprendente: gli uomini preferiscono fare l’amore la prima volta con la morosa, meglio se “fissa”. Tuttavia, ci si sposa più tardi e, tra la prima volta e il primo figlio, possono trascorrere anche dodici anni. Questo non preclude che il sesso sia comunque bandito, tutt’altro. La vita sessuale degli italiani è fatta di poche relazioni importanti (l’80% non ne ha avute più di tre), con rari intervalli più disinvolti. Il sesso è molto più importante di un tempo, ma non lo si grida ai quattro venti.  Si fa l’amore per il piacere (93,8%) più che per avere figli (71%)  e lo si fa a ogni età: per gli uomini forse è più normale, ma che le donne ultrasessantenni dichiarino di avere ancora tre rapporti al mese sembra incredibile!

Dunque, gli italiani sono più spensierati ed anche i credenti cattolici lo sono. Per loro il sesso non più un tabù, ma diventa naturale. Siamo diventati più disinvolti è vero,  ma non immorali: in camera da letto tutto (o quasi) è lecito, ma guai a chi è infedele! Il tradimento è comunque difficile da perdonare.

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6 Risponde a Più spensieratezza e meno vergogna:il sesso degli italiani non è più tabù

  1. avatar
    Michele Smargiassi 25/02/2010 a 13:20

    Gentilissima sig.ra o sig.na Campanella,
    - non sono uno scrittore ma un giornalista di Repubblica
    - il libro non l’ho scritto io ma è curato da tre sociologi: Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli
    - il titolo del libro è “La sessualità degli italiani” e non “La sesualità degli italiani”
    Senza offesa, forse prima di scrivere è meglio leggere
    un saluto
    Michele Smargiassi

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  2. avatar
    admin 25/02/2010 a 13:59

    da Redazione

    Gentile Michele Smargiassi, ci scusiamo per le imprecisioni provvedendo alla corretta rettifica.
    Cordialmente
    La redazione

    Rispondi
  3. avatar
    marina 25/02/2010 a 15:39

    E DI CHE SI LAMENTA SIGNOR SMARGIASSI…RETTIFICANDO HA AVUTO UN’OCCASSIONE PER FAR PUBBLICITà AL LIBRO….CHE MANCAVA UN “S” LO AVEVAMO CAPITO..E LE ASSICURO CHE TUTTI ABBIAMO LETTO “SESSUALITA’

    CORDIALI SALUTI A LEI ;-)

    Rispondi
  4. avatar
    Chiara Campanella 25/02/2010 a 16:08

    Gentile sig. Smargiassi, mi scuso tanto per le imprecisioni.
    Cordiali saluti.

    Chiara Campanella

    Rispondi
  5. avatar
    Laura Dabbene 25/02/2010 a 17:17

    Il signor Lucini, dell’officina d’arte grafica Lucini di Milano, uno che di stampa di libri se ne intende, dice che senza un refuso un libro non è un libro! Di refusi abbondano tutti i quotidiani, compresa La Repubblica. Certo sul web dovrebbe essere più facile evitarli, ma…
    Giustissime le osservazioni del Sig. Smargiassi sulle prime due imprecisioni; la terza è davvero gratuita e poco si addice ad un giornalista professionista.

    Rispondi
  6. avatar
    Fabrizio Giona 26/02/2010 a 16:13

    Concordo pienamente con Laura!

    Rispondi

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