Più libri più liberi: vince l’Italia che legge

Immagine dell'edizione 2010

Roma – Si è aperto il 4 dicembre sotto i migliori auspici l’appuntamento romano con Più libri più liberi, evento che da qualche anno mette in risalto il valore e il coraggio di centinaia di piccoli e medi editori nel nostro Paese: proprio nel convegno di inaugurazione sono infatti stati presentati i dati incoraggianti di un’indagine Istat che parla di un 46,8% di italiani maggiori di sei anni che leggono. Una percentuale confortante, cresciuta di quasi due (importanti) punti percentuali rispetto allo scorso anno (45,1%). Tradotto in altri termini significa 1 milione di lettori in più nel 2010!

Ed stato emozionante vederne tantissimi, di tutte le età, affollare il Palazzo dei Congressi dell’Eur per partecipare agli incontri e alle presentazioni, o anche solo curiosare tra gli stand alla scoperta di nuove e diverse proposte editoriali: i numeri sull’affluenza avevano infatti già nel week-end di apertura registrato un incremento del 5% rispetto al 2009, pari ad oltre 27.000 visitatori  in totale. Con un simile esordio era facile scommettere che l’obiettivo di superare le 55.000 presenze dello scorso anno non sarebbe stato disatteso. Tutti ci speravano ancora a quattro ore dalla chiusura, quando il comunicato stampa parlava di 52.000 persone!

La crescita dei lettori registrata dall’Istat è intimamente legata all’esistenza e all’impegno di tante realtà editoriali “minori”. Questo il pensiero espresso dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il giorno dell’inaugurazione: “Questa Fiera del Libro rappresenta una delle manifestazioni culturali più importanti del Paese, senza le proposte che vengono da piccoli e medi editori avremmo tante opinioni e soprattutto tanti lettori in meno”. Nel messaggio del Presidente è chiaro uno dei ruoli chiave della piccola editoria: alimentare la bibliodiversità e offrire punti di vista alternativi.

Ma a questa vocazione se ne aggiungono molte altre e sono stati gli ospiti e i relatori presenti a questa 9° edizione della fiera ad averne illustrate molte. Il 5 dicembre è stato Giulio Cavalli, l’attore ora costretto a vivere sotto scorta per aver denunciato l’illegalità dilagante nel Nord Italia legata alla presenza mafiosa, a sostenere che “i libri riempiono il vuoto dell’informazione”: davanti alla realtà sconfortante  di molti media, ove regnano superficialità e scarso approfondimento dei problemi, la saggistica e in generale di libri d’inchiesta diventano sempre più strumento indispensabile per chiarire fatti e problemi.

Ma anche la narrativa può essere mezzo efficace per mostrare, far conoscere e diffondere ciò che si vorrebbe celare o ancora peggio ciò che qualcuno avrebbe interesse a far dimenticare alle nuove generazioni. Niente avrebbe potuto meglio dimostrarlo della testimonianza dello scrittore Boris Pahor (intervenuto in fiera il 6 dicembre), che a proposito degli orrori consumatisi nella zona di frontiera tra Italia ed Istria durante la Seconda Guerra Mondiale ha parlato di un “interesse a far passare tutta la nostra storia sotto silenzio, anche se ora qualcosa sta cambiando”.  Certamente grazie a Pahor, ma anche a tutti i lettori dei suoi libri.

Attenzione da parte dei piccoli e medi editori, nell’appuntamento 2010, al fenomeno dilagante della lettura in digitale. Proprio in queste realtà, che si confrontano con grandi colossi certamente avvantaggiati nel mercato globale e su larga scala, è necessario che la sfida dell’ebook si giochi fino in fondo e senza rischiare di rimanere indietro. I dati presentati a Più libri Più liberi parlano di case editrici piccole e medie che pubblicano già il 6% dei loro titoli in formato eBook (pari a circa 1500 titoli) e ben 131, in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi AIE, quelle che offrono nel loro catalogo almeno un volume in versione elettronica: di queste 94 si assestano su una media di 16 proposte.

Oltre 50.000 le presenze in 5 giorni di fiera

Eppure il futuro del libro non sarà solo in ambito tecnologico, questo è certo! Ne sono convinti tutti coloro che il 7 dicembre hanno seguito la presentazione dei dati dell’AIE durante l’incontro Leggere o guardare? Più del 30% degli italiani con l’iPad non sa esattamente che cosa farci e se già una buona percentuale lo sfrutta per la lettura ( il 27,6% per i libri; il 26,5% per i giornali) più alta è quella di coloro che ci guardano un film( 33,2%).  La sfida del domani non sarà quindi soltanto quella di titoli studiati per l’ebook, ma un’intergrazione tra innovazione tecnologica e rinnovamento del tradizionale libro cartaceo.

Un altro aspetto, davvero interessante, è poi emerso dalla fiera, cioè la sua particolarità e unicità in ambito europeo. Ne sono rimasti stupiti, e felicemente impressionati in questo senso, gli agenti di case editrici straniere arrivati a Roma in cerca di titoli appetitosi per una traduzione all’estero. La delegata olandese della Athenaeum Polak & Van Gennep, colpita da una così ricca varietà di piccoli editori a confronto con quelli del suo Paese (“quattro o cinque al massimo), ha notato tra tutti gli aspetti quello più umano e sentimentale: “la passione degli editori quando parlano dei loro titoli, si capisce che per loro è molto più di un semplice lavoro”.  

E attende un 2011 di passione gli oltre 400 espositori presenti in fiera, perchè la crisi economica che il mondo sta vivendo colpisce questo settore più di altri. Nonostante ciò è fiducioso Enrico Iacometti, Presidente del Gruppo dei Piccoli Editori dell’AIE, che ha così commentato i risultati dell’evento: “Malgrado la crisi si è mantenuto il livello di venduto dell’anno scorso, confermata la notevole presenza di bambini che hanno animato lo spazio ragazzi e ha suscitato un grande interesse il convegno sull’editoria digitale che si è tenuto nello spazio del digITAL Cafè. Siamo già al lavoro per la decima edizione che si terrà sempre a Roma dall’8 all’11 dicembre 2011”. 

Noi di Wakeupnews ci saremo. Aspettiamo tutti voi!

Laura Dabbene

Foto di Jacopo Pergameno via Ufficio stampa Più libri più liberi
 

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