Pitti Immagine Uomo 79: l’essenziale è visibile agli occhi

Firenze – La profonda e multiforme crisi in cui tutti riversiamo ci ha palesato davanti agli occhi che l’accumulo – ciò che lo psicoanalista Massimo Recalcati descrive opportunamente come “turboconsumismo” e “gadgettizzazione della vita” – è un falso e sterile mito e che dissociare l’economia dall’etica degli equilibri ecologici ha portato all’annientamento dell’ambiente, del mercato e del nostro io, brancolante nel vuoto del narcisismo esasperato, ultimo debole e vulnerabile punto di riferimento.

L’intemperanza e il suo godimento immediato pare abbiano esaurito il proprio intento, e dritto davanti a noi si pone l’ “essenziale”, l’unica rivoluzione che può ridare all’uomo assetto e protezione.

A partire dall’abito, finalmente. Si, perché è questa l’ultima tendenza dei quasi mille brand internazionali presenti alla 79a edizione di Pitti Immagine Uomo, appena conclusasi: eco-jeans con lavaggio al laser che sostituisce lo sbiancamento chimico e permette un risparmio idrico sino al 97.5%, giacche in microbava di poliestere tinte in filo, idrorepellenti e imbottite per una completa vestibilità, camicie dai colli svuotati, abiti che abbandonano gli spigoli per acquistare volumi morbidi. Tutto ciò realizzato in elaborati tessuti antiabrasivi, isolanti e superleggeri.

«Quello che emerge dalle collezioni dei marchi presenti a Pitti», spiega l’amministratore delegato Raffaello Napoleone, «è un grande bisogno di andare avanti combinando ricerca tecnologica, tradizione e qualità delle materie prime. Un fermento creativo che regala una massiccia dose di ottimismo, in una situazione che è ancora un po’ incerta nonostante  i dati del sistema moda siano tutti in crescita».

Una crescita in linea con la laboriosità delle città contemporanee, luoghi di concentrazione d’esperienze, incontri, scontri e scambi, dove nasce il progresso. “City”, infatti, è il tema di questa prima edizione Pitti Immagine 2011, metaforicamente rappresentato da uno skyline (versione contemporanea delle scenografie utilizzate per i film western, di cui sarebbe stato meno triste celare il retro) fatto di grattacieli, cupole e ciminiere e posizionato nell’unico spazio vacante della brulicante Fortezza da Basso.

Da qui l’eleganza discreta e cosmopolita della collezione total leather Trussardi – che ha scelto di inaugurare a Firenze le celebrazioni dei suoi cento anni di attività – per l’inverno 2011-2012, come pure la scelta Unconventional chic di Lacoste, la cui classica polo di piquét esce dai campi da tennis per essere indossata in città nel tempo libero e in quello lavorativo.

La crisi si batte con la solidità e l’innovazione rivolgendosi a un uomo dalla mentalità meno rigida e impettita anche sul lavoro, un uomo «che cerca comunque valori e certezze solide e le trova in una tradizione familiare e sartoriale meno seriosa», afferma Maurizio Corneliani, direttore dello storico marchio.

Stessa leggerezza unita alla fruibilità in ogni momento è assicurata all’uomo dinamico «che sa scegliere per sé e non rimane passivo, non si fa scegliere» di Aquarama, i cui capi presentano un fit moderno e futuribile accompagnato da un rassicurante comfort. «La gente vuole sentirsi più libera, disinvolta. Sono cambiate le icone: prima, nel tempo libero, i must erano jeans e giubbotto. Oggi anche una giacca può essere simbolo di libertà e di comfort, misura autentica della vestibilità», spiega Mario Boglioli, presidente della sartoria Boglioli, da sempre attenta alla scelta dei tagli e dei materiali.

Insomma eleganza e disinvoltura unite alla ricerca: questi i punti di forza della kermesse fiorentina. Una proposta urbana e innovativa dal punto di vista dei materiali e degli abbinamenti, e al contempo outdoor e vintage nello stile, «con la voglia di portare nella quotidianità lo spirito del fine-settimana», aggiunge Marco Faletto, responsabile ufficio stile e prodotto di Brooksfield.

E il lavoro e l’inventiva pagano, «ma è l’identità la cosa più importante di tutte», arguisce Claudio Marenzi, amministratore delegato di Herno, azienda nata nel 1948 con la produzione di impermeabili e con l’ideale di una moda funzionale oltre l’estetica fine a se stessa. A Pitti ha presentato l’interessante progetto Herno tech kevlar engineering con questa fibra sintetica molto resistente e leggera, usata per i giubbotti antiproiettile, nella nautica e nell’aviazione.

Così il casual si reinventa nei tessuti e nelle lavorazioni che vanno incontro a temperature e condizioni più ostili, l’abbigliamento classico si ammorbidisce e si svecchia (finalmente!) conquistato dallo stile informale, e quello sportivo non si accontenta di essere sfoggiato solo nel tempo libero combinandosi all’urbanwear.

Sorridente e pragmatica questa stagione dell’uomo “pittiano”. Ma le visioni? Beh, quelle lasciamole al genere sognante e ispiratore per eccellenza, e allo stilista più visionario del momento: Gareth Pugh, il giovane talento inglese chiamato a presentare la sua precollezione donna nell’ambito di Pitti Immagine W. La proiezione del film A Unique Venture For Pitti, diretto da Ruth Hogben, autrice dei video di Lady Gaga, ha lasciato tutti a bocca aperta.

Una spettacolare ed emozionante video-performance ispirata all’iconografia mitologico-religiosa fiorentina in cui la collezione si muove passando dal bronzo, al blu, al nero sui vibranti corpi statuari.

Considerato da molti l’erede di quei creativi geniali come Vivienne Westwood, Alexander McQueen e John Galliano, Pugh è molto più che un creatore d’abiti. Questo fashion designer trasforma la moda in un caleidoscopio di richiami elisabettiani dai riflessi gotico-rock elevando i classici defilé a sublimi opere d’arte grazie anche all’utilizzo di ardite tecnologie multimediali.

E questa edizione di Pitti Immagine si apre all’universo della moda virtuale introducendo inoltre una nuova dimensione nel concetto del fare salone: la Fiera Digitale, nata con l’obiettivo di «ampliare e rendere ancor più efficace l’esperienza della fiera fisica moltiplicando per tutti gli interlocutori le opportunità di contatto, raggiungendo più rapidamente nuovi clienti e mercati e agevolando il lavoro di ricerca e selezione da parte dei buyer», ha dichiarato l’amministratore delegato Francesco Bottigliero.

Pitti Uomo e Pitti Bimbo nelle loro versioni digitali verranno aperte una settimana dopo il termine delle manifestazioni e dureranno per circa 30 giorni. E-Pitti dà inoltre la possibilità alle aziende espositrici di aprire per una stagione intera un proprio showroom B2B, tramite cui negoziare e raccogliere ordini dai buyer certificati da Pitti Immagine.

Essenzialità, creatività e innovazione: lunga vita alla moda, uno dei settori trainanti dell’economia toscana e del mondo, che si spoglia d’ogni eccedenza.

Natalia Radicchio

 

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