Pino Daniele, Napoli piange due volte: funerale a Roma, tomba in Toscana

Per Pino Daniele funerale a Roma e sepoltura in Toscana. In serata la famiglia informa: le ceneri al Maschio Angioino a Napoli per un ultimo saluto

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Pino Daniele (napolidavivere.it)

AGGIORNAMENTO ORE 20.30: Le ceneri di Pino Daniele saranno ospitate nei prossimi giorni al Maschio Angioino di Napoli. I napoletani potranno rendergli l’ultimo saluto prima della tumulazione definitiva al cimitero di Talamone, a Orbetello, in provincia di Grosseto. La notizia è stata resa nota dalla famiglia. I funerali, come annunciato, saranno celebrati mercoledì alle 12,00 al Santuario del Divino Amore a Roma dal frate francescano, padre Renzo, amico di famiglia.

All’ombra del Vesuvio si piange da stanotte. Ma non saranno le ultime lacrime. Napoli non riabbraccerà più Pino Daniele, né per il funerale, né per la sepoltura. La notizia si fa largo quasi sottovoce, con il pudore di chi sussurra tra i singhiozzi, eppure è realtà. L’Italia musicale darà l’ultimo saluto a Pino Daniele a Roma, mercoledì 7 gennaio, nella chiesa del Divino Amore alle ore 12. Successivamente la salma muoverà verso la Toscana, buen retiro di Pino Daniele da alcuni anni a questa parte, con un triste ballottaggio tra i paesini di Magliano in Toscana e Orbetello. Che già si contendono la sepoltura dell’artista partenopeo.

LA MORTE “NAPULITANA” - Pino Daniele è morto a Roma e sarà seppellito in Toscana. Ma il suo addio prematuro ha tutti i contorni della vita e dell’essenza partenopea del musicista. Un malore in serata in Toscana, la richiesta alle 21.15 di un ambulanza in direzione del podere isolato tra i comuni di Magliano e Orbetello, poi la fuga improvvisa in ospedale a Roma dal medico di fiducia. Con l’ambulanza ormai alle porte di casa Daniele. Una mossa disperata e sconsiderata: dalla campagna toscana all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, ci vogliono più di due ore di strada. Pino Daniele avrebbe voluto farsi visitare e curare solo dal suo medico di fiducia, ma la distanza e – sembra – la foratura di una gomma, hanno reso il tragitto un viaggio di sola andata.

L’artista, sofferente di cuore da molti anni e sottoposto a diversi interventi per l’applicazione di bypass cardiaci, è arrivato nella Capitale in condizioni disperate ed è morto poche ore dopo. Un dramma surreale, degno delle sceneggiate napoletane e delle sonorità da cui Pino Daniele è partito. Creando e stravolgendo il genere canonico partenopeo, accarezzando  nella sua lunga carriera blues e world music con maestria, suggestione e carisma. Senza perdere mai cadenza e uso della lingua napoletana, fino a sfociare nell’autoironico caricaturale.

I FUNERALI A ROMA - Quella Napoli cantata, celebrata e rimproverata da Pino Daniele nei versi, nella lingua e nella cadenza, non potrà riabbracciare uno dei suoi ultimi orgogli. La camera ardente è stata allestita nell’ospedale Sant’Eugenio di Roma e – a sorpresa – anche i funerali si terranno a Roma, mercoledì 7 gennaio, alla chiesa del Divino Amore alle ore 12. Aperti al pubblico, ma lontani due ore di auto da Napoli. Sara Daniele, 18enne figlia di Pino, ha dato l’annuncio al Corriere della Sera: «Abbiamo scelto Roma perché noi figli siamo nati e viviamo qui. Siamo sicuri che papà vorrebbe che chiunque avesse la possibilità di dargli l’ultimo saluto». Un momento difficilissimo per una ragazza così giovane, che si è fatta portavoce di una scelta sicuramente non solo sua. Una scelta che, c’è da esserne tristemente sicuri, farà piangere Napoli due volte.

Mentre il sindaco Luigi De Magistris ha già proclamato il lutto cittadino e a Palazzo San Giacomo le bandiere sventolano a mezz’asta, Napoli sarà privata dell’ultimo abbraccio ad uno dei suoi figli prediletti. Una scelta a tratti incomprensibile, che sottrae al popolo partenopeo un momento di aggregazione e identità che trascende i tratti dell’esibizionismo del dolore. Una scelta della famiglia, e che come tale andrà rispettata. Ma che non può non far male. L’amico Massimo Troisi, con cui Pino Daniele ha condiviso gioie e dolori di Napoli e della vita (i due erano accomunati anche dai problemi al cuore che li hanno portati via troppo presto) e al fianco del quale viene ricordato in queste ore, morì anch’egli a Roma. Ma per i funerali tornò nella sua San Giorgio a Cremano, lì dove c’è tuttora la sua tomba.

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Pino Daniele e Massimo Troisi (amicidimassimotroisi.blogspot.com)

LA TOMBA IN TOSCANA - Per la questione sepoltura, il nodo si scioglierà nelle prossime ore. Ma sembra che la scelta della Toscana faccia capo ad un’esplicita volontà di Pino Daniele. Non senza un ulteriore giallo. Il sindaco di Orbetello Monica Paffetti ha infatti riferito di aver avuto richiesta dai legali di Pino Daniele per il nulla osta alla sepoltura nel piccolo cimitero di TalamoneDomani – riferisce il sindaco a la Repubblica – ci dovrebbe essere il sopralluogo della famiglia. Il sindaco di Magliano in Toscana, invece, afferma avere dei contatti in corso con la famiglia per una sepoltura nel Comune di Orbetello. «La situazione è in evoluzione – dice il sindaco Diego Cinelli – ma i familiari di Pino Daniele ci hanno fatto pervenire la richiesta che Pino possa essere seppellito qui. Un bivio spinoso, che si spera sia stato alimentato soltanto dalle prime concitate ore della scomparsa di uno dei più grandi ed innovativi musicisti italiani. La volontà di Pino Daniele di riposare per sempre nel luogo che gli ha alleviato le sofferenze negli ultimi anni della vita – bruscamente interrotta – sembra non essere in discussione.

IL DOLORE DI NAPOLI: FLASHMOB IN PIAZZA PLEBISCITO - In discussione non sarà probabilmente neanche il dolore di Napoli, che ha già deciso di ricordare Pino Daniele a modo suo. Con spontaneità e creatività. A piazza del Plebiscito, domani sera, si terrà un flashmob nato solo poche ore fa sul web. Hanno aderito già in 13 mila e il numero dei partecipanti cresce minuto dopo minuto. Chi con la chitarra, chi con una base registrata, chi solo con la voce. Tutti assieme in piazza Plebiscito, lì dove nel 1981 l’artista tenne uno strepitoso concerto radunando duecentomila persone, accompagnato da una formazione tutta partenopea con collaboratori vecchi e nuovi (Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese). Napoli si stringerà in un ultimo enorme abbraccio e canterà il più bel regalo di Pino Daniele: Napule è. La canzone splendidamente dolce e amara su quella Napoli che – c’è da giurare – riempirà con il colore del suo accento e il sale delle proprie lacrime prima la chiesa del Divino Amore a Roma, poi i viottoli di un minuscolo cimitero toscano. Perché Napoli può essere stata “dimenticata”, ma si rifiuterà di dimenticare Pino Daniele.

Francesco Guarino
@fraguarino

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