Pillola anticoncezionale, questa illustre sconosciuta

I giovani italiani sono tra i più ignoranti d’Europa nella conoscenza del farmaco contraccettivo e in materia di consapevolezza sessuale

di Chantal Cresta

cotraceptive_pillLa fotografia che emerge dal sondaggio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), intorno all’uso della pillola anticoncezionale in Italia è poco entusiasmante: le ragazze under 19 non la conoscono e, soprattutto, non la usano. Una enorme differenza di comportamento rispetto alle over 40 che, al contrario, ne sono entusiaste e la consiglierebbero alle loro figlie.

Il sondaggio SIGO, svolto intorno alla metà di maggio 2010 e parte integrante del progetto Scegli Tu, è stato recentemente presentato al Congresso Europeo della Contraccezione dell’Aja in occasione della celebrazione dei 50 anni dall’invenzione della pillola.

Qualche dato: 81% delle donne sopra i 40 anni, fanno uso della pillola anticoncezionale poiché la ritengono un ottimo incentivo all’amore, oltre che per curare alcuni disturbi. Il dato è confermato anche da quelle donne che in gioventù non hanno fatto uso del concezionale per varie ragioni: paura di contrarre tumore (31%), partner contrario (27%), motivi religiosi (19%).

Per le adolescenti e post adolescenti, invece, il discorso cambia. Solo 16 ragazze su 100 usano la pillola regolarmente (circa il 16,3%). Un restante 58% delle giovani intervistate non adopera alcun anticoncezionale, soprattutto perché non lo ha a portata di mano. Un atteggiamento supportato, spesso, anche dai partner che per il 27% preferiscono non fare uso di alcun metodo precauzionale dal momento che lo ritengono un problema solo femminile. Anche l’informazione sessuale scarseggia tra i giovani: il 76% delle giovani italiane ha le amiche come prima fonte di notizie sulla contraccezione e le gravidanze indesiderate, il 37% dalla mamma e il 34% fa da sola. Poche, pochissime si rivolgono ai consultori sanitari per avere informazioni sicure e consulenze professionali. Dati questi, che gettano l’Italia in fondo alla classifica dei paesi sessualmente emancipati accanto alla Turchia. Al primo posto, invece, si pone l’Olanda dove il 50% delle intervistate fa uso del farmaco.

Insomma – sostiene la SIGO – dati alla mano, le donne che hanno più possibilità di rimanere in cinte in seguito ad un rapporto non protetto non si premuniscono e questo denota tutta la confusione che i giovani italiani hanno in materia consapevolezza sessuale. E i risultati sono evidenti: se da un lato la pillola contraccettiva è poco usata, dall’altro è in aumento esponenziale quella detta del giorno dopo. L’uso di questo potente cocktail di ormoni è passato da 320mila scatole nel 2008 al 370mila nel 2009: 50mila scatole in più in un anno.

Le ragioni che portano le italiane a guardare con scetticismo la pillola anticoncezionale sono molte. Innanzitutto, vige ancora la convinzione che il farmaco causi aumento di peso, ritenzione idrica e cellulite. Niente di meno esatto: oggi le nuove formule a un più basso dosaggio ormonale sono facilmente assimilabili dall’organismo femminile senza appesantirlo. A questi vecchi pregiudizi se ne aggiungono altri di origine culturale. La diffusone della pillola in Italia è stata permessa solo dopo il 1971 in seguito all’abolizione di un articolo (n.553) del Codice Penale che minacciava il carcere “a chi incitava pratiche contro la procreazione”. Poi, si dovette attendere il 1975 perché il farmaco fosse reperibile nelle farmacie, solo dopo la creazione dei consultori sanitari, oggi tanto snobbati dalle ragazze.

A questa pigrizia socio-legislativa lovesi è unita la ritrosia della Chiesa che, considerando la pillola annientatrice della stabilità familiare, ha operato per decenni una campagna denigratoria nei confronti del contraccettivo attribuendogli improbabili effetti collaterali: sterilità permanente, insorgenza di tumore e malattie cardiovascolari. Al contrario, secondo l’ultimo studio dell’Istituto Mario Negri, l’uso del farmaco può inibire l’insorgenza di cancro all’ovaio, al colon-retto e all’utero. Inoltre,nei casi di tumore alla mammella, la pillola favorisce lo sviluppo del male consentendone, quindi, una diagnosi precoce e una cura più efficace. L’unica vera controindicazione è per i soggetti già affetti da patologie cardiache.

Dunque, malgrado i benefici effetti sulla salute e sulla vita sessuale, le giovani italiane mantengono il loro status d’ignoranza esponendosi a gravi conseguenze. Ogni anno, 80 milioni di donne subiscono gravidanze indesiderate, 20 milioni sono a rischio aborto e 68.000 subiscono complicazioni a causa dell’intervento. Varrebbe davvero la pena aggiornarsi.


Foto via

fc01.deviantart.net

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mamma.pourfemme.it

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