Piero-Ghigo: Litfiba in scena con uno concerto-evento

Il riff inconfondibile di Ghigo Renzulli, le vocali distorte e la mimica tutta da interpretare di Piero Pelù, ma non solo: i Litfiba, reduci dalla reunion culminata nella pubblicazione dell’album Grande Nazione, tornano ad assaporare l’odore del live e lo fanno partendo dalla città che li ha visti crescere fisicamente ed artisticamente, Firenze, con un concerto al Mandela Forum che ha tutto il sapore di una rimpatriata.

Ad attendere il ritorno sul palco della band fiorentina un pubblico anagraficamente variegato, all’interno del quale è possibile riconoscere almeno tre diverse generazioni: i vecchi fan, ormai maturi, che hanno colto l’occasione per rispolverare la vecchia giacca di pelle, benché fin troppo stretta rispetto all’ultima volta che è stata indossata; i giovani fan, che non hanno vissuto sulla propria pelle l’innovazione della “wave rock mediterranea” di cui i Litfiba sono stati i primi esponenti, ma che hanno conosciuto la fase più pop della band durante gli anni ’90; i giovanissimi, spesso minorenni, ancora più spesso semplici accompagnatori (o meglio accompagnati) della prima categoria.

Si inizia con i brani dell’ultimo album, intervallati dalle invettive bipartisan di Pelù che se la prende tanto con Berlusconi quanto con il sindaco Renzi. Le sonorità sono profondamente rock, i giochi di luce fin troppo elaborati, alcuni meccanismi ancora da oliare. Ma è sufficiente arrivare al primo brano storico, Prima Guardia, perché Ghigo riesca finalmente a sciogliere la tensione di “giocare in casa” e, di conseguenza, il pubblico possa apprezzare la voracità del cantante e la sofisticata tecnica del chitarrista.

Trattandosi di una reunion, però, il duo Ghigo-Piero ha pensato bene di farsi accompagnare da alcuni amici, a partire dai membri della loro formazione storica: Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere, e Daniele Trambusti alla batteria. Di grande impatto, in tal senso, la dedica a Ringo De Palma, batterista storico della band, scomparso esattamente 22 anni fa.

Ma durante la loro più che trentennale carriera, i Litfiba hanno avuto una serie di collaborazioni e cambiato diversi membri. E così, a ricordare i tempi passati, ecco apparire sul palco Federico Fiumani dei Diaframma, con cui i Litfiba hanno collaborato nel 1985 alla lavorazione dell’ep Amsterdam, e Federico Poggipollini, storico chitarrista di Ligabue con trascorsi nella band fiorentina, che sulle note di Gioconda improvvisa una jam session con Ghigo. Peccato che il più giovane dei due dovrà soccombere alla tecnica del maestro.

In un continuo rimando tra passato e presente, i Litfiba coprono quasi due ore e mezza di musica spigolosa e potente, supportati dalla buona acustica dell’impianto. Ma l’ultima parte del concerto è un tuffo nei brani leggendari della band, da El Diablo a Lo Spettacolo, terminando con una versione Lacio Drom in cui componenti vecchi e nuovi della band si lanciano in personalissimi virtuosismi.

Antonio Giordano

Foto pezzo: http://www.rockol.ithttp://spettacoli.blogosfere.it

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