Piccole moto per grandi campioni: come nasce una passione

Intervista a Manuel Bugatti e William Pisano, giovani talenti delle due ruote

di Mara Guarino

Manuel Bugatti (photorace.it)

Imprese come quelle di Biaggi, che  si è laureato primo campione italiano della Wsbk, contribuiscono a portare in alto il nome del nostro Paese, quantomeno a livello sportivo. Ma non è tutto qui. Vedere le lacrime di gioia di tutto il team, dagli ingegneri ai meccanici è stato anche un ottimo manifesto per lo sport. Che non è fatto solo di contratti e ingaggi milionari, ma anche e soprattutto di passione.

E di passione abbiamo parlato con due giovani amanti dei motori, due ragazzi che si esprimono ai massimi livelli nel campionato italiano di minimoto, punto di passaggio fondamentale per chiunque aspiri a sfondare. Manuel Bugatti, classe 1991, è  tra i principali contendenti al titolo italiano categoria open B  ormai da diverse stagioni; William Pisano è stato, a soli 12 anni, campione europeo 2009 nella senior 40cc.

La prima domanda è quasi d’obbligo. Come nasce  la passione per le minimoto?

Manuel: Ho iniziato a gareggiare nel 2004. Era da un po’ che ci stavo pensando e, grazie a internet, facevo ricerche sui vari costruttori e modelli di minimoto. Così, dopo una piccola prova in pista, sono andato in un negozio a comprare una GRC.

William: Ho cominciato a 7 anni. Il mio papà ama le moto e mi ha trasmesso questa sua passione sin da piccolissimo. Mi piaceva guardare insieme le gare della MotoGp, così un giorno mi ha fatto provare una minimoto in un piazzale vicino casa. Non appena sono diventato abbastanza bravo, sono passato alla pista.

Quale è stato invece il primo approccio alle competizioni?

Manuel: Sono sempre stato abbastanza deciso in questo e, da subito, ho pensato che non mi sarei accontentato di fare qualche giro ogni tanto. Mi piace fare le gare con l’obbiettivo di dare il massimo e fare sempre meglio.

William: Non è stato semplice perché altri ragazzi della mia categoria avevano più esperienza di me. Però,  non mi sono scoraggiato. Anzi, è stato uno stimolo perché il desiderio di poterli avvicinare, di battagliare con loro mi ha permesso di fare molti progressi.

In che modo ci si prepara ad una gara? Immagino servano  tempo, allenamento e forse qualche rinuncia…

Manuel: Alla fine, non è poi così faticoso come può sembrare. Vado a provare quasi tutte le domeniche ma la moto non la preparo io. Io devo solo girare! Invece, durante la settimana, mi tengo in allenamento facendo attività fisica. Ma è una cosa che farei comunque perché mi rilassa, mi aiuta a scaricare la tensione. Certo, da un paio di settimane, ho cominciato a lavorare… Spero però che non cambi nulla!

William: Sono via da casa quasi tutti i weekend. La cosa più difficile è riuscire a restare in pari con la scuola perché mi capita di dover stare assente. I miei professori sanno della mia attività e, per fortuna, sono molto comprensivi. Io comunque sono abbastanza bravo, così mi vengono incontro ancora più volentieri.

Con tutti questi impegni, non hai la sensazione che la passione rischi di trasformarsi in un “secondo lavoro”?

William Pisano (photorace.it)

Manuel: No, anzi, a volte sì (ride, ndr). Probabilmente, il rischio che possa diventare troppo impegnativo c’è. Ma io corro per passione e le gare sono per me soprattutto un divertimento, anche se cerco di esprimermi sempre ad alti livelli. Finché continuo a divertirmi, non ci saranno problemi.

William: Assolutamente no, riesco persino a saltare la scuola! Sono via tutti i fine settimana ma per fare quello che mi piace. Poi, la maggior parte degli interventi come meccanico li fa il mio papà. Certo, se lui non potesse più seguirmi diventerebbe tutto più difficile e sarei davvero molto dispiaciuto. Però, sono sicuro che continuerei comunque.

Hai mai pensato di tradire la tua minimoto con qualche altra due ruote?

Manuel: Eh, non sarebbe male provare le ruote alte. Però, penso che se provassi..finirebbero col piacermi, quindi meglio di no! Il problema sono i costi elevati. Anche le mini sono abbastanza dispendiose ma non così tanto. Se cadi con una mini, te la puoi cavare con qualche graffio ma se cadi da una 600cc rischi non solo di farti male ma anche di dover pagare ricambi costosissimi. O, peggio, di doverla buttare via!

William: Si, il mio sogno sarebbe proprio quello di passare ad altre categorie. Per questo cerco di mettermi in mostra e fare buoni risultati. Mi piacerebbe trovare uno sponsor. Per le ruote alte servono parecchi soldi e io vorrei aiutare la mia famiglia che sta già facendo tanti sacrifici per me.

E com’è il rapporto con le moto da strada?

Manuel: In realtà, non ho la patente perché le moto da strada mi fanno paura! In pista, sono abituato ad andare al limite ma i limiti sulla strada sono diversi e mi preoccupa l’idea di poter andare oltre…

William: Quando sarò più grande, mi piacerebbe di sicuro averne una.

Obiettivi, speranze, progetti per il futuro?

Manuel: Continuare a fare quello che faccio, farlo bene e divertirmi.

William: Vorrei passare alle ruote alte  ma, se non dovessi riuscirci, continuerò di sicuro a correre con le minimoto.

Non possiamo quindi esimerci dal fare un enorme in bocca al lupo a questo mix vincente di entusiasmo e determinazione, agonismo e talento.

Foto homepage: Mara Guarino

Per le foto dell’articolo si ringraziano Fabio Porreca e il sito photorace.it

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Una risposta a Piccole moto per grandi campioni: come nasce una passione

  1. avatar
    DMR 13/10/2010 a 18:41

    Noto con piacere che date spazio a realtà cosiddette “minori”. Come riporta il titolo, da qui nasce la passione e da qui passano i più grandi Campioni!

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