Piccinin: “Armi chimiche usate dai ribelli non dal regime”

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Pierre Piccinin (foto via: liquida.it)

«E’ un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco». Faranno sicuramente discutere le dichiarazioni di Pierre Piccinin, lo studioso belga che venne rapito 5 mesi fa in Siria, assieme al giornalista italiano Domenico Quirico. Piccinin ha rilasciato alcune dichiarazioni alla radio RTL-TVi, e ha affermato di avere sorpreso, assieme a Quirico, una conversazione tra ribelli in merito all’uso da parte loro di armi chimiche.

Piccinin aggiunge che ammetterlo «mi costa perché da maggio 2012 sostengo con decisione l’esercito libero siriano nella sua giusta lotta per la democrazia». «Per il momento, per una questione di etica Domenico ed io siamo determinati a non fare uscire (i dettagli di) questa informazione», ha proseguito Piccinin facendo riferimento all’interrogatorio di Quirico in programma oggi e al suo quotidiano. «Quando La Stampa riterrà che è venuto il momento di dare dettagli su questa informazione, lo farò anche io in Belgio», ha spiegato l’insegnante belga. Piccinin racconta inoltre che, quando lo scorso 30 agosto lui e Quirico hanno sentito dell’intenzione degli Usa di attaccare in seguito all’uso, attribuito al regime, delle armi chimiche «avevamo la testa in fiamme», perché «eravamo prigionieri laggiù, bloccati con questa informazione e per noi era impossibile darla».

Riguardo ai mesi di prigionia, Piccinin ha dichiarato di aver tentato di fuggire due volte assieme a Quirico. «Una volta, abbiamo approfittato del momento della preghiera e ci siamo impadroniti di due kalashnikov. Per due giorni abbiamo attraversato la campagna prima di ricadere nelle mani dei rapitori e poi di farci punire molto seriamente per questo tentativo d’evasione». Lo studioso belga ha inoltre dichiarato che Quirico «ha subito due false esecuzioni con una pistola».

Intanto sul fronte diplomatico il segretario di stato Usa John Kerry ha lanciato l’ultimatum: «Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima». Il presidente siriano Assad, ai microfoni della Cbs, è tornato a negare qualsiasi responsabilità nell’uso di gas nervino contro i civili: «Non ci sono prove che io abbia usato armi chimiche contro la mia gente» ha dichiarato. «In caso di attacco – ha spiegato poi il presidente siriano – ci saranno ritorsioni da parte di chi ci appoggia, come le milizie libanesi di Hezbollah e l’Iran»

Alberto Staiz

Foto homepage: www.latimes.com

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