Picchiata perché prende il sole in bikini, o forse no. Disinformazione mon amour

Aggredita perché prende il sole in bikini nel parco pubblico. Tra credenze religiose e pregiudizi dell’opinione pubblica, la verità risiede altrove

La notizia italiana dell'accaduto del parco di Reims (bufale.net)

La notizia italiana dell’accaduto del parco di Reims (bufale.net)

Lo scorso 22 luglio, Angelique Slosse, una giovane donna francese, sarebbe stata aggredita e malmenata da cinque ragazze sue coetanee in un parco pubblico per un motivo di una futilità irritante: Angelique prendeva il sole in bikini, cosa non gradita alle ragazze che, prontamente, l’avrebbero aggredita prima verbalmente e poi fisicamente in un parco nella cittadina francese di Reims. Peccato, però, che le cose, alla luce di quanto si apprende in queste ore, non siano effettivamente andate così.

LIBERTE‘ – La notizia è stata data dal quotidiano francese L’union de Reims il 25 luglio, nonché tradotta e riportata anche da diversi quotidiani italiani. Prontamente, le ragazze artefici delle molestie (Inès Nouri, Zohra Karim, Hadoune Tadjouri e due minorenni) sono state arrestate nello stesso pomeriggio dell’accaduto. Un certo silenzio relativo all’assenza di una qualunque rivendicazione, però, non ha fatto destare alcun sospetto in termini di veridicità: in men che non si dica, sui vari social network è partita una campagna di sensibilizzazione che ha posto l’accento sia sul concetto di solidarietà nei confronti della vittima sia, in maniera ancor più altisonante, sul concetto stesso di libertà: prendere il sole in costume da bagno nel mezzo di un parco pubblico è un diritto sacrosanto.

L'indignazione invoca una manifestazione a suon di hashtag #jeportemonmaillotauparcléo (affaritaliani.it)

L’indignazione invoca una manifestazione a suon di hashtag #jeportemonmaillotauparcléo (affaritaliani.it)

L’INDIGNAZIONE – Immediatamente l’articolo de L’Union de Reims (che parla di “morale” e “polizia religiosa”) diviene fonte primaria di indignazione: parte la diffusione di un hashtag, #jeportemonmaillotauparcléo, e ancor più velocemente l’associazione SOS Racisme – impegnata nella lotta al razzismo, all’antisemitismo e ad ogni altra forma di discriminazione – sostiene una manifestazione (il 26 luglio) in costume da bagno.

LA SMENTITA – Tutti i condizionali utilizzati fin qui sono d’obbligo perché, come fa notare il sito www.bufale.net, proprio L’Union de Reims, in merito all’accaduto, ha smentito, il 26 luglio, la possibilità di un movente morale o religioso. Ma per l’opinione pubblica, ormai, le cinque ragazze artefici dell’aggressione erano state etichettate come estremiste islamiche, situazione alla quale ha fatto eco anche il vicepresidente del Front National Florian Philippot in un suo tweet: l’unica colpa della ragazza malmenata era stata quella di “vivere alla francese”. Successivamente, anche la polizia ha smentito il movente religioso: un poliziotto in borghese intervenuto per separare le ragazze, infatti, ha confermato di non aver sentito alcun riferimento a qualsivoglia credo religioso.

La smentita del movente religioso (bufale.net)

La smentita del movente religioso (bufale.net)

LA STAMPA ITALIANA – Secondo bufale.net, però, tutta questa serie di smentite è stata praticamente ignorata dalle testate giornalistiche italiane che, di conseguenza, hanno lasciato la notizia – specie nelle proprie versioni online – così com’era, senza, cioè, una smentita o una correzione successiva alla data di pubblicazione dell’articolo.

LA VERITA’ – La realtà dei fatti, in sostanza, sarebbe stata la seguente: secondo una testimone interrogata a lungo dalla polizia, Angelique ha realmente subito le critiche delle ragazze ma, per contro, sembra abbia risposto a tono con uno squillante “visto il tuo corpo, capisco che tu non possa metterti il costume”. Da qui, dunque, sarebbe partito il diverbio – drasticamente degenerato – tra Angelique e le altre cinque ragazze. Ancora oggi, però, se ricercate la notizia sulle testate giornalistiche online, difficilmente troverete accenno di smentita o correzione sui fatti narrati relativi alla vicenda. Il credo religioso delle cinque ragazze che hanno aggredito Angelique ha effettivamente influito a dismisura sul (pre)giudizio dell’opinione pubblica? Ai posteri l’ardua sentenza.

Foto: bufale.net / affaritaliani.it

Stefano Gallone

@SteGallone

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