Piante esotiche sulle Alpi

Piante esotiche ad alta quota. I colpevoli? Il cambiamento climatico, il turismo ma anche le strade e le ferrovie

di Veronica Leanza  

Piante esotiche

L’emergenza climatica del pianeta è un problema che tocca tutti da molto vicino. Le specie vegetali che prima vivevano in un angolo “estremo” delle Alpi e dell’Appennino ora sono sempre più strette nei loro incavi. A rischio sono la biodiversità montana e la distruzione di importanti ecosistemi.  

L’invasione biologica degli ecosistemi da parte di specie esotiche, animali e vegetali, è un problema sempre più rilevante a livello di conservazione ed è oggi riconosciuta a livello mondiale come una delle più gravi minacce alla biodiversità, seconda solo alla perdita ed alla frammentazione degli habitat. Questo fenomeno, essendo legato alla globalizzazione, è in progressivo accrescimento in tutte le zone del mondo.

L’aumento del traffico e del turismo, insieme al cambiamento climatico, hanno innescato un’autentica invasione di piante “aliene” – cioè estranee al loro habitat naturale - lungo i pendii delle catene montuose. Lo sconvolgimento climatico si manifesta in modi diversi, in questo caso si parla appunto della presenza di piante esotiche lì dove non dovrebbero esistere, cioè sulle Alpi.

Uno studio, frutto della collaborazione internazionale tra botanici ed ecologi specialisti dei rilievi montuosi, sostiene che circa 1000 specie esotiche si sono insediate alle alte quote delle catene montuose del pianeta. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Ecology and the Environment, rappresenta il primo sforzo per la raccolta delle osservazioni sulle migrazioni di specie arboree verso l’alto.

E’ una migrazione che avviene in ogni continente, dalle Alpi alle isole delle Canarie, dalle Montagne Rocciose alla catena andina, dalle Alpi australiane fino alle isole del Pacifico.

In Italia, questa invasione da parte di piante esotiche è sempre più evidente. E’ stata oggetto, a livello nazionale, di un recente progetto finanziato dal Ministero dell’Ambiente e, in Piemonte, da un Piano triennale finanziato dalla Regione e dal settore Pianificazione Aree Protette, condotto poi dal Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Torino. Il progetto ha come scopo l’individuazione delle specie esotiche presenti, della loro distribuzione sul territorio, degli habitat che risultano maggiormente alterati e delle cause dell’invasione.

Sulla base dei dati pubblicati negli anni scorsi e dei rilevamenti effettuati nell’ambito del progetto, è emerso che la flora del Piemonte è costituita da 371 entità e le specie esotiche rappresentano il 10,5%.  

Paesaggio di montagna

Due mesi fa,  la CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) avvertiva che la vegetazione alpina era, ed è tuttora, gravemente minacciata. Secondo la Commissione il 45% delle specie è a rischio di estinzione e scomparirà entro il 2100. “Le piante di montagna sono strette tra due fuochi –  spiegano i ricercatori – da una parte sono in fuga verso altitudini maggiori, all’inseguimento di freddo e neve. Il problema in questo caso è che oltre ad una certa quota non si sale: la montagna finisce. Dall’altra parte, queste piante vedono il loro delicato ecosistema lentamente invaso da specie giunte dalle quote più basse”.  

Gli studiosi, si sono organizzati in un network chiamato MIREN (Network di Ricerca per le Invasioni Montane) e avvertono che il clima accresce un problema in parte naturale e in parte di origine umana. Tra i maggiori responsabili ci sono le infrastrutture antropiche, ovvero quelle infrastrutture mediante il quale l’uomo modifica l’ambiente naturale per renderlo più consono ai propri fini. Un esempio è la fittissima rete stradale e ferroviaria che facilita l’intrusione delle specie invasive nei rilievi montuosi.

Esistono anche alcune piante che sono state introdotte per errore in alcune regioni, ed hanno poi scalzato le più delicate specie locali. Nei paesi più poveri è l’agricoltura, praticata a quote sempre maggiori, a favorire la migrazione.

Le Alpi sono la regione più ricca di flora dell’Europa centrale, ma è anche la più colpita dai cambiamenti climatici a causa del riscaldamento superiore alla media europea. “Il numero di specie aliene continua ad aumentare – concludono gli studiosi – ma visto le aspre condizioni ambientali dell’alta montagna, ciò sta avvenendo più lentamente che in altri ecosistemi”. 

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